VUOI INSERIRE IL TUO BANNER QUI? OLTRE 20.000 VISITE SINGOLE MENSILI TI ATTENDONO! SCRIVI A: hmmzine@libero.it

18/05/15

À L’AUBE FLUORESCENTE - Taking My Youth

Full-length, Overdub Recordings
(2015)

Nella biografia allegata alla copia promozionale dell'album di esordio degli abruzzesi A l'aube fluorescente, il loro genere viene descritto come Alternative Rock/Dream Rock. In effetti la definizione "Dream Rock" in prima istanza mi ha colto impreparato, ma alla luce di quanto ascoltato in questo lavoro direi che non è per nulla azzardata. In poche parole, i nostri coniugano certo rock alternativo in voga soprattutto negli anni Novanta, affiancandolo a tentazioni vagamente grunge e indie, ma le atmosfere sognanti e la voce melodica di Jacopo Santilli donano all'opera un gusto molto particolare, dove la malinconia incontra sentimenti che in generale emanano in ogni caso positività. Potremmo anche parlare di un tocco quasi magico carico di romanticismo ascoltando queste nove tracce, e non è cosa da poco evocare tali sensazioni!

Non è infatti una malinconia tendente al nichilismo o alla depressione, ma più che altro direi che rimanda a scenari ambientali molto aperti, a viaggi mentali ricchi di speranza e nostalgia, di sogni che a volte vanno perduti ma che possono tornare protagonisti nelle nostre vite, se solo ci impegnassimo a rompere il cerchio della routine quotidiana. Ho sentito echi degli australiani Silverchair, ma quelli degli ultimi e snabbatissimi album, quelli fatti poco prima del loro scioglimento, e soprattutto uno stile che rimanda un po' anche ai primi Verdena più melodici e agli Smashing Pumpkins, ma senza le divagazioni molte volte intrise di cattiveria che hanno caratterizzato molte canzoni delle band che ho appena citato. La cosa che colpisce in positivo è la produzione, davvero di ottimo livello, e la prova di tutti i musicisti, molto attenti a imprimere coi loro strumenti il giusto feeling ai brani. La voce è molto particolare, e all'inizio si potrebbe anche pensare che dietro al microfono ci sia una donna, ma in realtà si tratta solo di una timbrica timida ma molto espressiva, che forse avrebbe potuto graffiare di più, ma il cui risultato avrebbe anche potuto essere sopra le righe, quindi meglio non rischiare...

In definitiva è un disco che ha un grosso pregio principale, ovvero quello di suonare come suonavano certi dischi negli anni Novanta, periodo nel quale l'alternative rock ha partorito le sue perle migliori. A opere come questa mi sento solo di fare un appunto, ovvero quello di rimanere forse troppo su toni dimessi e non tirando mai fuori gli artigli. Magari in scaletta un paio di episodi più spinti avrebbero fornito maggiore adrenalina e un buon diversivo, ma in generale sono solo piccoli appunti dettati forse dal mio gusto e nulla più. 
Rimane il fatto che il rock proposto da questi ragazzi si ascolta con molto piacere e la loro professionalità fa ben sperare per un futuro più che roseo. Una promessa che mi auguro si trasformi in solida realtà.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 70/100

Tracklist:
1. Wiser
2. Crave (No Other Gods)
3. Lover/Liar
4. Taking My Youth
5. The king of air castles
6. Lizard (feat. Dayan El Zweig)
7. Gloom
8. Brand New Stupid Words
9. Venetian Green Room

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...