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18/05/15

DISSIDIO - Thisorientamento

Full-length, OverDub Recordings
(2015)

Non è facile unire la durezza delle chitarre crossover/alternative ad un certo tipo di nuovo cantautorato italiano, e in più mettendo i testi in risalto quanto la musica, e bilanciando bene sia l'aspetto musicale che quello lirico, in modo che nessuno prevalga sull'altro. Il tutto quindi assume un sapore ben calibrato, ma l'ironia pungente e l'amarezza delle parole trasportano il nostro spirito verso territori intrisi di rabbia e disordine, ma senza mai uscire troppo dal seminato; sì perchè nonostante la musica di questi Dissidio sia davvero interessante e per certi versi fuori dagli schemi, sono le parole le vere protagoniste di quest'opera, e lo diventano ancora di più perchè scritte rigorosamente in italiano.

E' la voce dell'insoddisfazione e di chi sogna qualcosa di meno stereotipato ciò che anima l'esplicita denuncia di Michelangelo Mercuri, che già da titoli come "Ciao, Ciao", "Ha ha ha" e "Qualcosa di meglio da dire" (questo episodio davvero schizoide che nel finale esplode in furia incontrollata) fa immaginare che non avremo di fronte un disco qualunque, suonato tanto per accodarsi ad un trend e non rischiare nulla. Provare per credere anche nella ottima "Uniforme-Mente", con dialoghi che colpiscono a fondo, per la loro capacità di riuscire con ironia a dipingere il degrado di tante situazioni di vita. 
E' anche particolare il fatto che un album come questo, che apparentemente rimanda molto a certo indie rock, in realtà abbia molti spunti metal, seppur inteso in senso lato e più che altro presente in certo riffing serrato e distorsioni molto dure di chitarra che pur non essendo preponderanti, si ritagliano uno spazio importante.

E' però "varietà" la parola d'ordine di questo "Thisorientamento", il quale si nutre dei generi più disparati, partendo, come accennavo, da una base di indie-alternative rock. Certo che possiamo anche scorgere richiami a certo nu-metal ascoltando un brano come "Vetrinaspecchio" ma come direbbero i Dissidio, "Non è questo il punto", parafrasando la loro biografia...Il punto, a mio avviso, è che ci troviamo di fronte un disco variopinto, che si ciba anche di espressioni più adatte ad un palco di teatro che non a quello di un concerto. Il tutto forma un album sfaccettato, anche troppo da apparire in prima istanza frammentario, ma che se ascoltato con la giusta apertura e predisposizione mentale, può portare molto lontano, sebbene trattasi di un album che racchiude tutte le paranoie e il senso di oppressione che la società moderna ci impone.

E non poteva che essere un disco per certi versi lucidamente folle a rappresentare tutto questo. La parte lucida descrive la maschera che indossiamo ogni giorno per "tirare avanti" nei nostri doveri di buoni cittadini, la parte folle invece indica ciò che molti di noi si portano dentro e che può essere molto pericolosa per se stessi e per gli altri se non tenuta a bada. 
Disco non facile, ma che vale la pena di essere vissuto e approfondito.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 70/100

Tracklist:
1. Ciao, Ciao (pt.1)
2. Ha Ha Ha
3. Qualcosa di meglio da dire
4. Uniforme-Mente
5. L’amore è un lavoro strano
6. Pezzo di sfiga
7. Vetrinaspecchio
8. La “parole” (fine a se)
9. 9
10. Se Si Sa Si Sa, Sai?
11. Saturday Night Dead
12. Ciao, Ciao (pt.2)

https://www.facebook.com/dissidio?fref=ts

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