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venerdì 22 maggio 2015

ENDLESS PAIN - Cosa Nostra

Full-length, Banksville Records London
(2015)

Si tratta di un disco di Death Metal brutale e potente, feroce e violento, ma d’altronde come si fa a trattare un simile argomento in maniera leggera?! “Cosa Nostra”, quinto (e dico quinto, cosa oggettivamente non da tutti, anche se i “grandi nomi” ci hanno abituato a carriere ventennali e decine di dischi incisi) album dei bresciani Endless Pain, sulla strada dal lontano 2001, parla, come si può facilmente intendere dal titolo, della mafia, e una tematica simile impone, chiama violenza.

Violenza che, dopo l’intro (dominato dall’eloquente scacciapensieri di Filippo Lui) nominato in memoria della Strage di Capaci (“23 Maggio 1992”), arriva spietata sulle note del basso di Mauri, con “Dishonor Before Death (Burke the Infame)”, brano che mette subito in chiaro le cose, definendo abbastanza bene quel che è lecito aspettarsi da quest’album: sfuriate di pura aggressività alternate a parti più potenti e cadenzate, impreziosite da arrangiamenti che mostrano comunque un gusto melodico lineare ma piacevole. Stessi ingredienti, ma sbilanciati verso l’anima più brutale dei Nostri, si ritrovano in “Nel Nome del Padre” (canzone da cui è stato anche tratto un lyric video), ribilanciati da una coppia di assoli (l’accoppiata Beppe-Giulio si spartisce un interessante split-solo) nella parte centrale del pezzo. La successiva “Good Fuckin’ Fellas” è invece decisamente più lenta, con un groove dominante che assolutamente pretende un headbanging selvaggio, gran bel pezzo che, come l’intero album, è suonato in maniera assolutamente impeccabile da tutti e cinque i musicisti, a cominciare dal batterista Fuso che qui, premendo poco sull’acceleratore, ha tempo e modo di mostrare la varietà di cui è capace. In men che non si dica, alla conclusione di questa si riparte con “Evil Empire (Cosa Nostra)”, brano dall’attitudine decisamente più Thrash, ancora legato a orizzonti Death Metal dalla voce di Hate e dal blastare furioso di Fuso, in grado però di mostrare anche un lato più “leggero” degli Endless Pain, che chiudono la title-track con un piacevole arpeggio.

“Murder of Honor” riporta il “brutallometro” (termine inventato sul momento) su livelli decisamente alti: influenze dal mondo del –core, con dissonanze e voce doppiata in growl/scream, sono elementi portanti e caratteristici del brano, senza però risultare indigeste a un “purista” come me. Il finale-legatura decisamente a sorpresa, che spaesa un po’ l’ascoltatore (effetto sicuramente voluto) ci porta subito tra le braccia di “Omerta”, brano ingannevole in quanto si apre in veste acustica, promettendo una ballad che… non arriverà. Il passaggio tra la quasi “dolcezza” dell’intro alla canzone vera e propria è un piccolo capolavoro di arrangiamento, in un crescendo che ci porta a un brano di puro Death Metal, con chitarre “zanzarose” e doppia cassa tappetata ma anche cambi di tempo massacranti. 
Ancora violenza, a cominciare dal titolo che evoca episodi da brividi, “Trasversal Vendetta”, e ancora brutali influenze Deathcore, stavolta personificate da un breakdown spaccaossa, vanno a forgiare un brano capace di rallentare e mostrarci, ancora una volta, il gusto melodico, quasi epico, degli Endless Pain: nella parte centrale della canzone si nasconde infatti un assolo (e il relativo accompagnamento) che rende questo brano forse il migliore della sporca decina, anche grazie al successivo contrasto con blast beat velocissimi e ferocia chitarristica. Ferocia che domina incontrastata lo spirito di “The Left Hand”, nono brano dell’album, che sostanzialmente lo chiude in bellezza e violenza prima di sfociare nell’Outro “Donna Rosaria”, a base di pianoforte e archi che, per chi sa ascoltare, parla abbastanza chiaro: da un lato, il volto “amico” che la mafia può offrire, il diavolo tentatore che affabilmente ostenta, promette, lusinga… dall’altro, l’inquietante manifestazione di potenza e superiorità, violenza e dominio.

È il momento di tirare le somme. Innanzitutto, segnalo l’ottima iniziativa di rendere gratuitamente scaricabile l’intero album direttamente dal sito degli Endless Pain (http://www.endlesspain.it/index.htm). Poi, possiamo tranquillamente dire di essere innanzi a un album sostanzialmente privo di passi falsi, di qualunque entità. Scorre, picchia e martella, e come la mafia che denuncia (mi sia perdonato il paragone, è a fin di bene) lusinga e abbaglia. Ognuna delle otto canzoni che lo compongono sa dire la sua, sa farsi riconoscere se non al primo ascolto quasi. La produzione è eccellente, la scelta dei suoni mostra l’esperienza dei musicisti e l’esecuzione la loro perizia; in quanto a tecnica, è un’opera che ne fa un uso assolutamente ragionato, senza mai cercare l’autocelebrazione, bandendo virtuosismi e fronzoli in favore di un approccio più diretto e pesante.

Album assolutamente consigliatissimo a tutti gli amanti del Death Metal e, viste le importanti influenze, delle frange più estreme del Thrash, ma non solo…

Recensione a cura di: Lorenzo Stelitano 
Voto: 90/100

Tracklist:
1. Intro (23 Maggio 1992) 01:32
2. Nel Nome del Padre 03:54
3. Dishonor Before Death (Burke the Infame) 04:32
4. Good Fuckin’ Fellas 04:53
5. Murder of Honor 03:09
6. Evil Empire (Cosa Nostra) 04:34
7. Omertà 04:17
8. Transversal Vendetta 03:22
9. The Left Hand 03:08
10. Outro (Donna Rosaria) 05:30

DURATA TOTALE: 38:51

http://www.endlesspain.it

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