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mercoledì 18 maggio 2016

SEPVLCRVM - Vox In Rama (Review)

Full Lenght - Argonauta Records
(2016)


La Dark Ambient nasce come una sorta di contrapposizione concettuale e dogmatica a quella che era la new age degli anni 70, pur con le dovute cautele ovviamente. Se infatti la new age perseguiva l'ideale di inspirazione tantrica ed elevazione spirituale attraverso la meditazione e l'armonia, la Dark Ambient invece si prefigge, tuttora,  lo scopo di evocare incubi sepolti nel nostro subconscio, indurre stati di profonda angoscia, alimentare le fobie del presente con incubi sonici ed isolazionisti, atti ad essere veri e propri rituali di mortificazione interiore. Ed è proprio tutto ciò che “Vox In Rama” del duo genovese dei Sepvlcrvm  si prefigge di evocare e farci capire. 


Un rituale di spesse coltri di suoni in delay, rarefatte atmosfere sospese nel tempo, che ci danno una temporanea assenza del presente, suoni in dissolvenza che si reiterano per stimolare la regione corticale  più primitiva e istintiva. Due movimenti, entrambi preceduti da brevi introduzioni a 'mo di incipit, che per quanto simili negli intenti, si differenziano per matrice iniziale. Se in effetti nella prima parte del lavoro si ha una propensione per la materia classica della Dark Ambient, in questo caso di matrice nordica, facendo riferimento ai lavori della storica label svedese Cold Meat Industry -  autentica pioniera nella promozione e sviluppo del movimento stesso anche ai giorni nostri - nella seconda parte si propende verso un più marcato stilema Drone. Per meglio intenderci, nella prima parte i suoni sono più algidi, evocativi, la tendenza è quella del low tone e suoni in costante riverbero, ma freddi e digitali, nella seconda parte si ha un rapporto con il pezzo più concreto, più layer di chitarra , suoni in delay analogici e meccanici e samples di voce in sottofondo.  E per quanto questa differenza non compromette assolutamente il risultato finale, rende il lavoro più organico e materico, ma ne toglie un po' in fatto di compattezza d'insieme. 

Per esperienza diretta il genere Dark Ambient è spesso molto refrattario ai cambiamenti, ed ogni innovazione al suo interno è vista più come un anomalia che un valore aggiunto. So di molte band o progetti che ultimamente tendono ad ibridare molto i due generi (il Drone e la Dark Ambient), una volta molto  distanti per intenti, ma ora vicini per risultato complessivo Dal mio punto di vista l'intento è riuscito, anche se spesso all'interno dello sviluppo della trama,  ci sono dei momenti di vuoto,  che smorzano un po' l'attenzione e la tensione ne risente, e nel genere è quanto mai  il punto cardine su cui poggia poi tutta l'intelaiatura concettuale. Un lavoro difficile questo “Vox In Rama”, ma che offre spesso spunti interessanti, e da viaggiatore di territori isolazionisti quale sono, faccio i miei complimenti per il coraggio di alcune scelte radicali, che probabilmente ai più ortodossi faranno storcere il naso, ma che a me sono risultate gradevoli. Ora scusate,  vado ad evocare un paio di demoni della quarta sfera con “Vox In Rama” in sottofondo, ne avrò per un po' quindi,  ma non c'è fretta, c'è tutta l'eternità davanti...

Recensione a cura di: D666
Voto 75/100

TRACKLIST:
01. I  02:56
02. II  27:09
03. III  02:07
04. IV  21:08
TOTALE: 52:08


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