20/09/16

TEVERTS “Towards the Red Skies” (Review)

EP, Karma Conspiracy Records
(2016)

Piacevole sorpresa questi Teverts, band in giro da ormai 10 anni ma che non conoscevo. Hanno l'attivo un album "Thin Line Beetween Love & Hate" del 2012 ma non avendolo mai sentito non saprei dirvi quale sia stata l'evoluzione che li ha portati a “Towards the Red Skies”. Di sicuro potrei però tranquillamente chiudere la recensione con “duri, massicci ed incazzati”, dato che sembra che lo Stoner in Italia abbia trovato terreno fertile per crescere e proliferare, chissà, sarà l’aria buona della nostra penisola. Il gruppo arriva da Benevento ed è composto da: Phil Liar (chitarra e voce), Dino Sauro (basso) e Luca "HeadBomb" (batteria), e conferma questo trend! Fagocitando un lavoro di Stoner psichedelico meritevole di ascolto, proponendo 30 minuti di musica dove comandano il fuzz e la completa distorsione, e sembra di essere nel pieno deserto, tanto è il caldo che ti avvolge. Un caldo incendiario come il loro sound, che è quello che risalta poi con notevoli dosi di Psichedelia, nel pieno di un trip da acido! E giusto per chiudere in bellezza il cerchio, qualche spruzzata di buon doom d'annata!

Tutti i pezzi dell'EP, più o meno, girano su questi binari! Nessun calo di tensione, prendere o lasciare! C’è una bella amalgama tra lo strumentale e la voce, e credo che siano stati i molti concerti in giro che hanno plasmato al meglio l'insieme del gruppo. Certo forse la canzone che da il titolo al lavoro è la più, se così possiamo chiamarla, “variegata” (dai, passatemi il termine), ed è forse in quel brano che risaltano di più le influenze dei maestri Kyuss, ma anche gruppi come come Fu Manchu e Karma To Burn che costantemente vigilano sul sound della band. “Control” è forse la traccia più aggressiva, quasi uno psycho-heavy metal, il suo, che ti incalza con la sua ritmica marziale, e qui è forse la voce (a tratti molto Paradise Lost) a darmi quella scossa, quella notevole mazzata…

Quando parlo poi di spruzzate Doom, parlo di “Charles Dexter Ward”, con quell’ombra alla Black Sabbath che lo avvolge, per poi darti la botta finale nella seconda parte con la chitarra che si lancia in dilatate distorsioni animalesche! Una produzione quella di “Towards the Red Skies”, moderna, pulita e in grado di conferire al tutto una stazza monolitica, dove dà la possibilità di apprezzare la prestazione dei singoli, che viene valorizzata al meglio, e la bella grafica realizzata da SoloMacello completano un appetitoso scenario al quale vi invito a prendere parte. 
 
I Teverts sapranno di certo come intrattenervi. Il pezzo più breve del lotto è “Two coins on the eyes” ed è ammalliante come pochi, e fa da apripista al pezzo che da il titolo all’album: “Towards the Red Skies”, e dove poc'anzi dicevo, risaltano di più le influenze dei maestri Kyuss. Quasi 7 minuti di magma bollente! Un vero e proprio calderone infuocato! “Shine” è forse la più ipnotica, dove gli effetti allucinogeni della Psichedelia sono al massimo del loro effetto, una piacevole sorpresa che ti porta però negli abissi più oscuri, Un viaggio psichedelico ammaliante ma che non ti lascia andare più! E infine eccoci arrivati a “The Sanctuary”, ultimo pezzo che inizia con un mood psichedelico (quasi a voler essere un continuo di “Shine”) per sfociare poi con qualità in energiche e massicce bordate di Stoner bollente. Che dire, davvero un ottimo lavoro; unico rammarico, solo sei pezzi!

Recensione a cura di Ivano”Bata” Invernizzi 
Voto: 80/100
 
Tracklist: 
01. Control 
02. Toward The Red Skies 
03. Charles Dexter Ward 
04. Two Coins In The Eyes 
05. Shine 
06. The Sanctuary 
 

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