04/10/16

JUMPSCARE "Three Marks Of Dreams” (Recensione)

EP, B-side Music
(2016)

Esaminiamo il primo lavoro dei nostrani Jumpscare, che esce proprio in questi giorni, ed è intitolato “Three Marks Of Dreams”, un ep di tre tracce che mette in mostra pregi e difetti di questa band. I pregi sono evidenti e sono da individuare in una preparazione tecnica adeguata al genere proposto, una specie di alternative metal influenzato tanto dal metal-core di ultima generazione quanto dall'alternative metal di gruppi come Linkin Park e simili.
I tre brani che compongono la tracklist di “Three Marks Of Dreams” sono incentrati sul concept che i sogni e gli incubi sono parte integrante della vita umana e che spesso questi influiscono sul modo di pensare,di vivere e di agire.

Purtroppo in questi tre pezzi emergono quelli che sono anche i limiti della band, e in generale non possiamo nemmeno fargliene una colpa grave, in quanto parliamo di giovani musicisti al loro esordio, quindi hanno tutto il tempo di migliorare. I brani non sono malaccio, ma la sensazione di già sentito è troppo forte, così come il cercare di imitare quasi pedissequamente la voce di un certo Chester Bennington da parte del singer Lorenzo Gallo. Strutturalmente i pezzi sono abbastanza semplici e lineari e giocano sui chiaro-scuri dell'animo umano, cercando di trasmettere sia aggressività che malinconia, con qualche buon momento riflessivo che permette alla loro musica di apparire un po' sfaccettata e non monocorde. 
La parte debole, prima di tutto, a mio avviso, sono le voci, che ormai sono state stra abusate nel genere, col loro scambio tra parti in scream e pulito. Il gioco ha funzionato per parecchi anni e solo per alcuni artisti, ma nel 2016 vorremmo qualcosa di leggermente più personale, rispetto al copia-incolla di altre band più capaci (sebbene anch'esse superflue a mio avviso) che si avverte in questo “Three Marks Of Dreams”.

Per concludere, un lavoro non ancora maturo quello proposto dai Jumpscare, ma i quali hanno la grande attenuante dell'inesperienza e dell'età. Sono sicuro che, se sapranno cogliere le critiche in modo costruttivo, potranno dire la loro in maniera molto più convincente in futuro. Tutto sommato, anche quando ho iniziato io, nei primi anni Novanta, ho inciso cose che oggi mi sembrano improponibili sebbene abbiano gettato le basi di quello che è venuto dopo. Tutto serve, ma per ora non possiamo dare una valutazione pienamente positiva a questi tre brani.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 58/100

Tracklist:
1. Broken Lands
2. Succubus
3. Your Illusion

2 commenti:

  1. Graziano Ciccarelli04 ottobre, 2016

    Salve sono il batterista! E' emerso appunto,quello che già in qualche modo avevamo pensato e abbiamo potuto toccare con mano in questi mesi , nel senso che anche noi riteniamo che c'è bisogno di un buon margine di miglioramento. Contate che l'abbiamo fatto dopo 6 mesi dalla formazione. Le critiche le prendiamo in maniera costruttiva perchè se no non vi inviavamo alcuna recensione. Stiamo lavorando sul full-lenght e abbiamo ri-arrangiato questi 3 pezzi in maniera tale da colmare le nostre lacune.
    Vi ringraziamo, noi puntiamo sempre a migliorare e ci voleva un parere tecnico. Nonostante tutto siamo stati TOP 100 su Amazon per due giorni sotto Zucchero, questo vuol dire che al livello di impato ci siamo. Vi ringrazio dei commenti,serviranno sicuramente a migliorarci e spero che il full-lenght vi piaccia di più
    Grazie Mille apprezziamo e vi diciamo un grazie per lo spazio concessoci.

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    Risposte
    1. Kosmos Reversum09 ottobre, 2016

      Grazie a voi! Curiosi di sentire il prossimo full!

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