10/11/16

IN FLAMES "Battles" (Recensione)

Full-length, Nuclear Blast
(2016)

Ecco un altro di quei gruppi che consiglierei solo a chi voglio male o al cuginetto di sei anni che vuole un po' di "potenza" nella musica. Certo, è una affermazione forte la mia, ma in fondo, a cosa servono gli In Flames di oggi? E realmente, che segno hanno lasciato nella storia del metal, anche quando sfornavano i loro, pur discreti, primi lavori? A mio avviso non hanno lasciato nulla, e oggi come oggi provano ad ogni costo a rimanere attaccati a fatica alla loro base di fan irriducibile, mentre di contro li pugnalano con album uno più brutto dell'altro, e non guadagnano quei fan extra-metal che loro vorrebbero attirare dalla loro parte.

Che poi, a dirla tutta, se esaminiamo le canzoni di questo nuovo "Battles", non è proprio tutto da buttare, anche se poco ci manca. Per esempio nei due pezzi iniziali, "Drained" e "The End", notiamo che, a parte la forte componente ruffiana del sound proposto, che io ribattezzerei tranquillamente come pop-"metal", nemmeno melodic-bla bla bla, la band qualche buona melodia vocale riesce a piazzarla, su una base strumentale ben pensata, frutto certamente di una band che sa maneggiare la musica, che è in giro da quasi trent'anni e che sa come costruire canzoni. Che poi queste canzoni siano ormai una sciacquatura di piatti profumata dopo all'acqua di rose per farla sembrare migliore è un altro discorso...Anzi è qui che la band incespica. Perchè già dal terzo pezzo, "Like Sand", la band mette in sequenza pezzi davvero debolucci, ed è con questo trend che già al quarto episodio, "The Truth" cominciamo a sbadigliare, a provare quella sensazione di puzza di plastica, di chewingum alla fragola applicati al metal, ovvero brani che col metal hanno poco o nulla da spartire, ma non sarebbe nemmeno questo il peggior difetto di questo disco...Il peggio è che gli In Flames scrivono canzoni brutte, scialbe, fastidiose.

Il mondo è pieno di band non metal coi controcoglioni e che scrivono brani e dischi coi controcoglioni, in tutti i generi e io non sono, ormai a quasi quaranta anni, un fissato cronico del true metal, ma in questo caso più si va avanti nella tracklist e più si cade in un pozzo nero senza speranza, dove l'unica componente che si salva è quella esecutiva, perchè come dicevo, non si può discutere la competenza dei musicisti sui loro strumenti.
Ma davvero, è inutile pure che io vada avanti con la descrizione dei singoli brani, dato che dopo aver ascoltato l'ennesima ciofeca messa in coda alle altre, intitolata "Before I Fall" mi è venuta voglia di spegnere tutto e andare a farmi una corsa per scaricare lo stress a cui mi sono sottoposto ascoltando questo album.
Sarò esagerato a scrivere quello che ho scritto, può darsi, ma sono ancora più esagerati gli In Flames a proporre un disco così brutto, che prosegue il discorso da loro intrapreso da molti anni orsono, ma ne amlifica i fattori negativi. 

Ultima cosa: quando parte "Through My Eyes" l'ascoltatore potrebbe quasi sperarci in una risalita, ma non illudetevi, tutto continuerà presto a ritorcersi su se stesso e a fare schifo peggio di prima. 
Gli In Flames provano ad essere i nuovi Linkin Park del "metal", ma vi assicuro che i primi Linkin Park erano molto meglio. Senza speranza.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 48/100

Tracklist:
1. Drained 04:06
2. The End 03:58 
3. Like Sand 03:43
4. The Truth 03:04 
5. In My Room 03:25
6. Before I Fall 03:27
7. Through My Eyes 03:50
8. Battles 02:58
9. Here Until Forever 04:19
10. Underneath My Skin 03:30
11. Wallflower 07:06
12. Save Me 04:12

DURATA TOTALE: 47:38

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2 commenti:

  1. Battles è il disco delle giapponesi BabyMetal, giusto? In questo caso il voto complessivo potrebbe anche essere rivisto ad un 54/100. Imbarazzante
    Damon

    RispondiElimina
  2. Gli In Flames hanno fondato il melodic Death metal svedese insieme a Dark Tranquillity, At the Gates e Soilwork. Kerry King degli Slayer ha definito i primi tre album degli In Flames tra i migliori della storia del metal. Quando dici che album come The Jester Race "non hanno lasciato segni nella storia del metal" dimostri di non sapere quello che dici, e di non avere le competenze per scrivere una recensione. Perché molti metallari possono dire di non apprezzare i "nuovi" In Flames, anche se a mio avviso fanno ancora cose buone, ma non si può dire che non abbiano segnato la storia del loro genere musicale. Ti do un consiglio, ritirati.

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