27/06/17

DEFLORE "Spectrum Epicentre" (Recensione)

Full-length, Subsound Records
(2017)

I Deflore sono composti da due elementi: Christian Ceccarelli ed Emiliano Di Lodovico. La band è attiva da circa quindici anni e ha già partorito altre uscite prima di questo "Spectrum Epicentre", ovvero “Human Indu(B)strial” (2004), “Egodrive” (2008) e “2 Degrees Of Separation” (2010). Comincio col dire che il disco in questione mi ha spiazzato abbastanza, perchè pur essendo io un ascoltatore che spazia molto, non mi capita comunque spesso di imbattermi in questi territori sonori, un po' anche per mia volontà e scelta, diciamo così. 

Però questo duo mi ha colpito nel giro di pochi ascolti e il perchè è semplice da spiegare: la loro musica si sposerebbe bene come base per film di un certo genere. Ho sentito dire che loro richiamano atmosfere alla David Lynch, ma io aggiungerei che la loro visionarietà e "stranezza", il loro essere meccanici ma al tempo stesso come sospesi in un mondo parallelo molto cinico, mi ha fatto venire in mente anche qualcosa del grande Cronenberg.
I ritmi sono serrati, scandiscono la musica in maniera austera, una sorta di ponte tra l'industrial più ortodosso, il noise e qualcosa di dark wave o cold wave e un pizzico di dub e drum 'n' bass.
Queste svariate influenze permettono ad un'opera sicuramente non facile, di entrare comunque sotto pelle abbastanza velocemente, a meno che non siate allergici a questo tipo di sonorità.
Definire rock o metal un disco del genere è arduo, perchè la parola d'ordine a mio avviso è "sperimentazione", ma non intesa come un qualcosa di confusionario o cacofonico, ma bensì come il ponte ideale tra generi che gravitano attorno al mondo dell'elettronica e che ben si sposano tra loro, creando anche una discreta base quasi "melodica" a tratti.

E' anche importante sottolineare come non solo la band cerchi di mescolare più stili, ma sembra voglia anche inglobare sia tendenze contemporanee che altre che richiamano al minimalismo "sintetico" degli anni Ottanta e Novanta.
Non elencherò le tracce singole, perchè come dicevo vedo questo album più come una colonna sonora cinematografica di un certo tipo che come semplice musica, ma il consiglio che posso darvi è di ascoltare "Spectrum Epicentre" senza troppa luce e con la mente che cerca di espandersi. Esperienza da provare!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 78/100

Tracklist:
1. MASTICA / ME
2.BETONIERA
3.APOLLO
4.RARE / FRACTO Phase I
5.KING DEAF
6.TREESONG

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