21/06/17

LE CAPRE A SONAGLI " Cannibale" (Recensione)

Full-length, Woodworm
(2017)

Le Capre a Sonagli, band della provincia di Bergamo, inizia nel 2000 sotto il nome di Mercuryo Cromo. Si fa notare per diverse collaborazioni con Afterhours, Sick Tamburo, The Zen Circus, Giorgio Canali e molti altri. Nel 2005 i Mercuryo Cromo pubblicano il loro primo full, intitolato "Nuovi Colori", a cui seguono " Mercuryo Cromo" e " Tormenta". Nel 2010 la band inizia a stendere nuovi pezzi che tendono più verso sonorità sperimentali.
Questo nuovo corso porta i membri a cambiare il nome in " Le Capre a Sonagli". Il debutto della band avviene il 1° Aprile del 2011 con l'ep ononimo che li porta ad aprire concerti per gli Asian Dub Foundation. Nell'Ottobre del 2012 la band dà alle stampe " SAdiCAPRA",primo full, accolto bene dai media e trasmesso in streaming in esclusiva su Repubblica XL. Registrato all'Omicron di Francesco Invernici. Il 22 Giugno del 2013 salgono sul palco dell'Arezzo Wave festival ed ad Ottobre l'album viene nominato miglior album nella categoria "miglior autoproduzione"al premio PIMI. Nel 2014 Le Capre tornano in studio dopo 80 date (una al Carroponte coi 99Posse) per lavorare su nuovi brani.

Nel 2015 esce "Il Fauno", un disco con svariate sonorità, tra cui blues, lo-fi. Il disco evoca sogni lisergici e narrazioni freak. Anche questo disco passa in streaming sul sito di Repubblica XL e il pubblico lo accoglie bene. Il video di "Piccolo di Joe Koala" e "La suite del demonietto" girano su Rock it. Ne seguono 30 date tra cui opening act dei Verdena. A Settembre Le Capre entrano nel team di Antenna Music Factory da cui ne segue un corposo tour che li porta a far da apertura per Calibro 35, Marta sui Tubi, Motta, Selton e per finire Giovanni Lindo Ferretti. Le capre ritornano in studio per stendere nuovi pezzi con nuove sonorità sperimentali con l'introduzione di chitarre sporche, psichedelia, fuzz e suoni ricavati da catene, piatti rotti e seghe circolari. Nel luglio 2016 Le Capre incrociano sul loro cammino Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand ,Damon Alban, Afterhours, Cabibro 35, Ministri) interessato alla produzione del nuovo lavoro. Al fianco di Tommaso, Le Capre ridefinisco nuove coordinate sonore tra cui il modo di usare la voce, non solo come mezzo di comunicazione ma come un vero strumento musicale capace di emettere suoni .A fine Novembre 2016 i nostri entrano in studio a Milano con Tommaso Colliva e Marco Olivi ed in meno di un mese danno vita a 9 tracce mixate poi a Londra nel TOOMILAB di Tommaso e masterizzate da Giovanni Versari.

All'inizio di quest'anno Le Capre entrano a far parte di Woodworm, la più grande etichetta indipendente italiana. Qui di seguito andrò a recensire il loro ultimo disco intitolato "Cannibale".Il disco inizia con dei rulli di tamburo che conducono l'ascoltatore nel mondo irreale delle Capre. Questo è il pezzo d'apertura dal titolo "L'arca di Hitchcock", che con voce soffusa e colori surreali colora il paesaggio fantasioso. "Gallo da combattimento" graffia le cortecce dell'albero come un gatto, con la sua ritmica ; fa le fusa sornione e culla con la voce ammaliante l'etere, seducendo il malcapitato.Il flauto che sibila nel pezzo serve a non perdere mai la bussola del tempo.Il sonno interroto improvvisamente da "Cannibale in mare" circuisce la vittima in un turbinio di ritmi serrati e costruiti sul castello della batteria che scolpisce nella pietra viva la sagoma irreale del tempo. Il martellante " Gallo da combattimento" scandisce l'inizio del tunnel vorticoso che circuisce la vittima con il suono di un flauto che tesse il filo lungo il traccaito misterioso. Campane stordiscono, il sibilo del flauto e una voce malinconica creano immagini per la mente ricettiva. Si prosegue con " Treno per il Tibet"; avvolgenti atmosfere delineano percorsi polverosi su colline cosparse di soffici tappeti ritmici. A metà pezzo il percorso si delinea chiaro con una pausa di pochi secondi per poi ripartire decisa verso la meta. "La iella" colora di sprazzi ritmici la tela di cera tradotta dalla tremula voce che moderatamente tesse i suoi racconti. "Icaro" apre le danze a ritmi tribali con echi di capre (ovvio) in lontananza e una voce soffusa che pennella di delicatezza l'etere soffice come un fiocco.

"Ride il pagliaccio" viaggia su ritmiche tranquille con tappeti soffusi e distese di piano che cullano il relax delle capre. "Ritmo azteco" spazza l'etere con ritmi serrati mentre l'ugola silenziosa descrive con particolare maestria le sue direttive artistico-narrative. Conclude il percorso delle capre il pezzo "Nerone" che s'insinua con un dolce pianoforte che delinea le giuste traiettorie per un colorato finale.Nel pezzo si odono echi alla Nine Inch Nails ma sempre e comuque l'originalità la fa da padrona. A metà pezzo i tamburi scandiscono il maestoso lento avanzare del pachiderma verso il traguardo. Ottimo disco de " Le capre a sonagli" molto originale e in linea coi loro precedenti lavori. Consigliatissimo agli amanti della vera musica originale e ovviamente ai fans dei NIN ( io sono uno di loro e ovvio pure delle capre). Lavoro consigliatissimo e di gran spessore!

Recensione a cura di: Giorgio Gibellini
Voto: 75/100

Tracklist:
01. L'arca di Hitchcock - (03:16)
02. Cannibale in mare - (03:11)
03. Gallo da combattimento - (03:37)
04. Treno per il Tibet - (02:54)
05. La iella - (03:07)
06. Icaro - (02:51)
07. Ride il pagliaccio - (02:19)
08. Rito azteco - (03:12)
09. Nerone - (04:45)

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