26/10/17

AFTERMATH "Ataraxia" (Recensione)

EP, Volcano Records & Promotion
(2017)

Alla fine dei conti siamo al cospetto di un ep di tre brani (più intro), ascoltando questo "Ataraxia" degli alternative metallers Aftermath. Un dischetto che mette in mostra tutte le qualità di una band che sa emozionare attraverso il suo alternative metal, che in più frangenti mi ha ricordato il nu metal di inizio XX secolo, e in particolare band come Drowning Pool, Godsmack e Deftones.

L'unica grande differenza con le band appena citate risiede soprattutto nella voce, che difficilmente si butta in territori troppo aggressivi, ma si mantiene su timbriche che evocano emozionalità e fragilità emotiva. Come da copione in situazioni come queste, la produzione si presenta molto ben curata, potente, in particolare per quel che concerne le chitarre, che sono ribassate di tonalità e dal sound molto rotondo e potente. Il basso non è da meno, e spinge alla grande assieme ad una batteria che picchia quanto basta, tra parti più dirette ed altre più ragionate, come avviene ad esempio nella oscura e pesantissima "Careless Pride".

"Clockmaker" si apre con arpeggi di chitarra stralunati, dilatati, e una batteria che ha vaghi influssi fusion, per il suo uso dei piatti, ma pian piano si aggiungono note elettriche di chitarra dal sapore malinconico che aprono successivamente a ritmi arrembanti in pieno stile nu-metal/alternative. Il riffing in questo pezzo è "storto" e particolare, come anche la sezione ritmica, che segue questa linea. "Grey Snow" si apre nuovamente in sordina, nel senso che tutto appare molto delicato, come se fosse avvolto da luci soffuse, mentre il resto del pezzo ci riporta in mente i già citati Deftones e la scena alternative metal in generale.

Se posso muovere una piccola critica, mi permetto di consigliare una voce un po' più incisiva e capace di elevare ancora meglio la classe e la potenza che questa band ha già nel proprio DNA. Intendiamoci, va già bene così, ma quando le premesse sono molto buone, come in questo caso, piccoli aggiustamenti potrebbero rivelarsi utili nello sviluppo di un sound vincente sotto tutti i punti di vista, Ma sono sicuro che ciò avverrà, perchè le qualità che emergono da questi tre pezzi sono indubbie.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 72/100

Tracklist:
1. Ataraxia
2. Careless Pride
3. Clockmaker
4. Grey Snow 

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...