08/11/17

UMBRA NOCTIS "Via Mala" (Recensione)

Full-length, Novecento Produzioni
(2017)

Gli Umbra Noctis (Mantova) approdano al secondo full-length in carriera, e a dir la verità questa band non è stata molto prolifica finora, in quanto, al netto di un demo, uno split (con gli ottimi Gort) ed un ep, ha quindi pubblicato due full-length in oltre dieci anni di carriera. Ma questo non conta, l'importante è che la musica sia di qualità. Qualità che gli Umbra Noctis hanno, a giudicare dalla abbastanza personale proposta sonora messa sul piatto di questo "Via Mala", ma che a mio avviso è ancora un po' minata da qualche incertezza nel songwriting, o comunque da una messa a fuoco non del tutto nitida.

"Unconventional Extreme Metal" è il genere indicato nella loro biografia, e come definizione potrebbe anche starci, sebbene di estremo sia rimasto poco, a parte qualche tratto che riporta al black metal come la voce, che si alterna tra scream e pulito. Ecco, il primo problema è la voce: le parti in scream sono ok, le parti pulite risultano poco convincenti a causa di una intonazione non perfetta e di una timbrica abbastanza impersonale.
Mi è venuto quasi da pensare che il genere proposto dalla band potrebbe essere un connubio tra il black metal e l'alternative rock di band come Verdena o Afterhours, e in tal caso basti sentire la canzone "Maree", che solo nel finale rivela la sua anima più estrema, per attraversare territori di rock alternativo e sperimentale. Non che sia questa una novità assoluta nell'album, perchè in effetti la bilancia tende di più all'opera rock in senso ampio che al metal a mio avviso, e tantomeno all'"extreme", anche prendendo spunto dalle distorsioni di chitarra mai troppo sature, e da una batteria che presenta suoni molto caldi e naturali. Anche la successiva "Somnium" avvalora la mia tesi, perchè tolte alcune armonizzazioni di chitarra che riportano in mente certi tipi di "black metal" cari a gente come Janus e Spite Extreme Wing, presenta comunque un tiro più da rock band.

Il metal e il black metal quindi, a mio avviso, hanno davvero poco spazio in questo album, tranne che in alcuni episodi che sono più ancorati alle radici del genere, come ad esempio "Nami". Ciò non è di per sè un problema, perchè quello a cui sono stato sempre attento è la qualità della musica, al di là dei generi. "Via Mala" è un disco di indubbia qualità, questo è certo. Ciò che mi ha lasciato un po' perplesso è il risultato nel suo insieme, perchè con tali coordinate è lecito aspettarsi dei pezzi dal forte trasporto emotivo, mentre "Via Mala" in questo senso latita un po'. I pezzi sono ambiziosi, ma manca quel quid in più per renderli immortali e memorabili. 
Purtroppo e per fortuna l'emozionalità è una cosa soggettiva forse, e io sono rimasto poco colpito in questo senso da questo album. E chissà, potrebbe essere un problema solo mio, mentre sulle qualità dei musicisti non c'è nulla da eccepire, e questo credo sia oggettivo. 

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 60/100

Tracklist:

1. Nevica 07:31
2. Il sentiero del cervo 06:32
3. Il solco 04:02
4. Maree 10:48
5. Somnium 06:04
6. Nami 05:28
7. Spirale 06:31

DURATA TOTALE: 46:56

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