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martedì 13 febbraio 2018

BESATT "ANTICROSS" (Recensione)

Full-length, Zero Dimensional Records
(2017)

Mollare la presa non è una parola che rientra nel vocabolario dei black metallers Besatt, giunti con questo "Anticross" al loro decimo album sulla lunga distanza, non contando altre uscite come ep, split ecc, spalmati nei loro oltre vent'anni di carriera. 
Credo che i Nostri non abbiano mai brillato per chissà quali qualità o peculiarità, ma che si siano sempre dimostrati fedeli al concetto di black metal antico, con tutto quello che musicalmente e liricamente vuole dire questa affermazione.

Le carte in tavola non vengono troppo mescolate nemmeno per questo nuovo album, dove la band mette al nostro servizio otto episodi di black metal luciferino, veloce, maligno, seppur a tratti talmente canonico da sfiorare la banalità. Fortunatamente questa loro linea priva di fronzoli e sorprese non inficia più di tanto il risultato globale, e questi musicisti riescono a mettere in successione dei brani di tutto rispetto, con gemme come "My Sacrum", "Engraved Face", e la bellissima "Hellish Circles", un episodio dove la band riesce a coniugare black metal veloce, buone intuizioni melodiche a tratti quasi epiche, e mid-tempo che conferiscono varietà alla loro proposta. Un buon uso delle chitarre, con armonizzazioni sinistre e una batteria incessante e fantasiosa fanno in modo di elevare sia questo brano e sia altri ad un buon livello compositivo, come conferma anche uno degli episodi più melodici del lotto, ovvero "In My Veins, In My Heart", che lascia il segno e diversifica un attimo l'assalto maggiormente votato alla brutalità dell'intero disco, sebbene anche in questo caso non manchino sfuriate in blast beat ecc..

"Regnum Satanas" chiude il disco in maniera malinconica, con un incipit di chitarre acustiche e il rumore di fiamme che ardono, per poi sfociare in un pezzo cupo e triste ma comunque black metal al 100%.
Disco riuscito quindi, che consiglio però solo agli amanti della vecchia nera fiamma, cioè a coloro che non si sono mai discostati dal concetto di black metal anni Novanta, con tutti i pregi e "limiti" che quell'approccio può avere, ma che rimane comunque sempre attuale e gradevole all'ascolto, proprio come questo ""Anticross".

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Engraved Face 04:48
2. My Sacrum 05:41
3. Rotten World 04:40
4. Battle 06:57
5. Brings the Light 04:33
6. Hellish Circles 05:59
7. In My Veins, In My Heart 06:02
8. Regnum Satanas 05:31

DURATA TOTALE: 44:11

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