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giovedì 17 maggio 2018

CORAM LETHE "In Absence" (Recensione)

Full-length, Buil2Kill Records 
(2018)

I Coram Lethe sono una band Italiana (di Siena per la precisione) attiva dal 1999, e che arriva al ragguardevole traguardo del quinto full-length in carriera con questo "In Absence", che segue il buon "Heterodox", uscito nel 2012.
La proposta di questa band è un riuscito connubio di death metal tecnico, thrash evoluto e rimandi al progressive, che si riscontra nelle varie aperture melodiche presenti in tutto l'album. Questi spiragli donano al tutto più ampio respiro, e questo fa in modo tale che la band eviti l'effetto noia che potrebbe manifestarsi quando la proposta di una band si palesa come troppo omogenea.

La preparazione tecnica dei musicisti è innegabile, così come è innegabile la cura negli arrangiamenti e nella produzione del suono di questo album; tutto appare come molto maturo, e questo è un aspetto di primo piano se parliamo di metal pensato e ricercato, come nel caso di questa band. Se è vero che per molte band l'approccio più "raw" gioca a favore, non lo sarebbe stato nel caso dei Coram lethe, ed infatti ci troviamo di fronte ad un lavoro davvero ben confezionato sotto tutti gli aspetti.
Da un po' di tempo cerco di evitare noiosi track by track, soprattutto quando la qualità del prodotto che mi trovo a recensire è alta e omogenea, ed infatti anche in questo caso è proprio così. Aggiungo solo che questa band ha personalità in ogni passaggio: che sia un assolo, un riff, un tempo sincopato di batteria, o al contrario quando tutti e quattro gli strumenti si lasciano andare a scorribande di sana violenza, dirette e senza fronzoli. Si sente anche un vago eco black metal che ammanta di oscurità l'intero album, e lo rende ancora più affascinante. 

In definitiva possiamo dire che questo è un album che stupisce: i brani hanno sempre qualche sorpresa da riservare all'ascoltatore, ed è incredibile come la band riesca a risultare sempre sul pezzo, anche quando passa repentinamente dal death metal più truce ad atmosfere eteree o quasi jazzate. I  due chitarristi, Leonardo Fusi e Filippo Occhipinti, a mio avviso sono i veri protagonisti, con tutta una serie di soluzioni fantasiose e azzeccate che impreziosiscono l'opera in maniera significativa.
Ottimo centro per i Corma Lethe, che si riconfermano come realtà di spicco della scena metal nazionale e non.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Esoteric 02:03 instrumental
2. In Absence 05:48 
3. Food for Nothingness 04:54 
4. Not Been Born 07:02 
5. Cognitive Separation 05:50 
6. Pain Represents Pained Representatives 05:53 
7. Antimateria 04:29 
8. To Rise Again 09:02 

DURATA TOTALE: 45:01 

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