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martedì 22 maggio 2018

I FORLORN "My Kingdom Eclipsed" (Recensione)

Full-length, Independent 
(2017)

È vero o no che ci sono dischi per tutte le stagioni e dischi per determinati periodi? Sì e no... nel senso che la maggior parte della musica può essere “neutra”, da questo punto di vista, ma un vecchio hard rocker troverà più confacente metter su i propri album dei Van Halen come soundtrack delle sue estati torride, mentre il doom e le sonorità oscure in generale vengono associate facilmente ai tipici freddi invernali.

 In questo ragionamento mi sento di calare gli I, Forlorn e il loro “My Kingdom Eclipsed”, parte di un più ampio concept sulla perdizione e sulla solitudine che ha avuto il proprio incipit su “Through Her Eyes”, primo demo del progetto, e che potrebbe aver seguito nei lavori a venire. In effetti, ho iniziato ad ascoltare “My Kingdom Eclipsed” mentre calavano le prime nebbie di stagione e mi ritrovo a completarne la recensione nel pieno dell'inverno: posso dunque assicurarvi che – nel bene e nel male – I, Forlorn si accompagna efficacemente all'atmosfera del momento.

Lungi dal volerne fare una questione “meteorologica”, si intenda: tra gli otto pezzi qui presenti potremmo pescare facilmente alcuni momenti di depressive doom senza compromessi così come alcuni inserti di pianoforte funzionali – se non a offrire alcuno spiraglio – almeno a sottolineare e arricchire l'andamento inesorabile del disco. Va innanzitutto detto che I, Forlorn è sostanzialmente una one man band (classico e intramontabile personaggio che suona tutti gli strumenti e che si avvale di una drum machine); per citare un po' di influenze, vengono alla mente tra gli altri i My Dying Bride (ma non aspettatevi inserti di archi... non ancora, almeno), con il mastermind che costruisce le proprie linee vocali alla maniera di Aaron Stainthorpe, mentre brani come la lunga “The Fragile Beast” riportano alla memoria i primordi dei Paradise Lost e le atmosfere dei Sentenced (sempre quelli degli inizi, con Taneli Jarva alla voce). 

Non mancano inevitabili momenti interlocutori, come la ridondante “House Of Glass”, con una strana coda a passo più accelerato, o i suoni di tastiera sin troppo artificiali su “Through Her Eyes” – in momenti di revival come questo, una buona carta da giocare sarebbe stata quella di lavorare su un suono meno “sintetizzato”. Al di là di questi piccoli nei, a farla da padrone sono l'incedere solenne e dilatato delle composizioni, la melanconia degli inserti di chitarra solista e le vocals profonde e mai invasive. Un lavoro che non dovrebbe mancare nella vostra collezione doom/death.

Recensione a cura di: schwarzfranz
Voto: 78/100

Tracklist:

1.Behind the Sun 09:11
2.House of Glass 07:23 
3.My Kingdom Eclipsed 07:26 
4.Hysteria 06:25 
5.Spiral's End 07:00 
6.Through Her Eyes 07:32 
7.The Fragile Beast 09:38 
8.Embers 07:01 

DURATA TOTALE: 01:01:36

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