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mercoledì 30 maggio 2018

PAOLA PELLEGRINI LEXROCK "Lady To Rock" (Recensione)

Full-length, Red Cat Records
(2018)

Siamo al terzo capitolo discografico per la brava e bella Paola Pellegrini, chitarrista e cantante di questo progetto (nonchè avvocato di professione), che ha davvero molto da dire! Testi e musica per questo "Lady To Rock" sono stati scritti da Paola Pellegrini, che ha anche suonato le chitarre e realizzato le voci. La produzione è stata curata da Giuseppe Scarpato (chitarrista di Edoardo Bennato), e lo ha fatto nel miglior modo possibile, riuscendo a far convivere l'attitudine rock dell'artista che va a mescolarsi con tentazioni metal e punk.

Sin dall'iniziale "No Half Way" la band, formata da Paola Pellegrini (Voice, Guitars), Franco Licausi (Bass), Simone Morettin (Drums), mette al servizio dell'ascoltatore un rock potentissimo ma allo stesso melodico, dove si appoggia la voce di Paola, graffiante ma anche molto calda e sensuale. Ne sono la prova i due episodi successivi "Lovely Man" e "Avuta Mai", vere cannonate hard rock che lasciano poi posto alla più riflessiva "Cut The Chains", che fa riprendere un po' di fiato prima di tornare a spettinarci per bene con la nuovamente rock 'n' roll "Endless Begin".
Arrivati a metà tracklist, mi sentirei di poter già cercare di fare qualche accostamento e di evidenziare alcune cose. Partendo dal mixing e mastering di Giovanni Gasparini, il suono risulta nitido e con ampio spazio dato alle chitarre ruggenti di Paola, ma senza nulla togliere al lavoro degli altri due musicisti, ovvero il bassista Franky “Ciccio” Li Causi (ex-Negrita e ora con Litfiba e Piero Pelù) e il batterista Simone Morettin (attualmente in forza negli Elvenkin). 
Il rock proposto da questo progetto è molto contemporaneo, e per la sua potenza e propensione ad una irruenza e immediatezza quasi punk, a volte mi sono venuti in mente i Velvet Revolver, ma in questo caso abbiamo un sound che rimanda a qualcosa delle Hole o delle L7, il tutto però portato in un dimensione più classicamente rock, meno "alternative" e dove si scorge un feeling positivo e stradaiolo.

L'unico episodio cantato in italiano è la già citata “Avuta Mai”, mentre tutto il resto dell'album è cantato in inglese. Il finale del disco vede la melodica "Making Love Forever" fare un po' la parte della canzone un po' più "radio-frindly", col suo piglio spensierato e le sue melodie semplici e incisive di voce, mentre con "What I Like" si torna ad un rock più pesante nelle ritmiche, ma si mantiene sempre una grande dose di melodia nella voce Si chiude con "You Better Believe” e la splendida e potentissima traccia finale “All My Love Has Gone”, che ha un piglio a metà tra il grunge e il punk-rock. Davvero notevole!
Concludendo: disco bellissimo, un concentrato di melodia, potenza, musica con le palle suonata alla grande, che spazza via una scena rock attaccata al polmone artificiale come quella attuale italiana, che continua a proporre una schifezza dietro l'altra. In questo "Lady To Rock" si parla il linguaggio del rock, delle canzoni vere, della passione, del sangue...Un colpo assestato in maniera perfetta.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. No Half Way
2. Lovely Man
3. Avuta Mai
4. Cut The Chains
5. Endless Begin
6. Wild Shot
7. Making Love Forever
8. What I Like
9. You Better Believe
10. All My Love Has Gone

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