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giovedì 17 maggio 2018

PINO SCOTTO "Eye For An Eye" (Recensione)

Full-length, Nadir Music
(2018)

In Italia siamo un po' particolari. Ci bagniamo nelle mutande per dei deficienti della musica e sputiamo in faccia a gente che ha fatto la storia del rock e del metal nel nostro "Bel Paese". E così che, mentre vediamo orde di gente andare a vedere degli emeriti imbecilli come Bello Figo, dall'altra pochi muovono il culo (per non parlare di aprire il portafogli) per tante band o artisti di spessore.
Uno di questi è Pino Scotto. Già, colui che negli anni Ottanta davvero ha sfiorato il colpaccio coi bravissimi Vanadium, e che poi si è dovuto reinventare, oltre che ottimo cantante, come discutibile commentatore musicale. E anche nelle vesti televisive, il nostro Pino non le ha mai mandate a dire, forse rimanendo poi imprigionato in un personaggio troppo sopra le righe, ma comunque sempre coerente, e spesse volte scomodo proprio perchè troppo diretto e sincero.

Ma ora non è tempo di parlare del Pino Scotto "criticatore", ma del Pino Scotto musicista. Ebbene, ad oltre sessanta anni, il nostro Scotto nazionale sforna, coadiuvato da musicisti con gli attributi, un disco di hard rock a tratti stupefacente! Una voce ancora bella, calda e graffiante, che si poggia su una base musicale che spesso chiama in causa i Deep Purple e volendo i Motorhead, in un contesto rock classico ma dannatamente attuale nei suoni e in una attitudine che ancora non demorde e non ne vuole sapere di andare in pensione. E perchè mai? Quando mai la bella musica, i bei riff, le voci belle, il rock suonato con cuore e abili mani dovrebbero sparire? Anzi, ce ne fossero di dischi come questo "Eye For An Eye", capace di entusiasmare sin dalla verace opener "Eye for an Eye" fino alla conclusiva "One Way Out". Il disco vede Dario Bucca al basso, Marco Di Salvia alla batteria e Steve Angarthal agli arrangiamenti e chitarra, e infine l'ottimo Pino Scotto alla voce, e vi assicuro che questi quattro sapranno riportare il rock duro in un attimo nei vostri cuori, sia dei novizi che dei nostalgici.

Una certa varietà è presente nell'album, tra episodi più diretti come "Two Guns", "Looking for the Way" e la "motorheadiana" "One Against the Other", che vanno a contrapporsi a qualcosa di più ragionato, come nel caso di "Angel Of Mercy", classica ballata rock di antica concezione, oppure in "Wise Man Tale".
Da non trascurare il forte retrogusto blues che si assapora in tutto l'album, un po' per la timbrica di Pino Scotto, ma anche per le soluzioni chitarristiche messe sul piatto, e da segnalare la partecipazione come ospite del bluesman Fabio Treves all’armonica. 
"Eye For An Eye" è stato registrato all’Asgardh Music Studio di Milano da Steve Angarthal, e mixato e masterizzato da Tommy Talamanca (Sadist) ai Nadir Music Studios di Genova, con una resa finale ottima, riuscendo nel non facile intento di far suonare attuale e al passo coi tempi un approccio che affonda le sue radici nella musica di trenta o quaranta anni fa (eh sì, ci sono anche richiami ai Seventies).

Che dire ancora? Pino Scotto zittisce tutti con un album davvero bello e ben realizzato, e dimostra che la sua voce è davvero ancora in grado di fare la differenza. Si può discutere il personaggio, ma musicalmente c'è poco altro da dire se non...Acquistate questo disco!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1.Eye for an Eye
2.The One
3.One Against the Other
4.Two Guns
5.Cage of Mind
6.Crashing Tonight
7.Angel of Mercy
8.Looking for the Way
9.Wise Man Tale
10.There’s Only One Way to Rock
11.One Way Out

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