VUOI INSERIRE IL TUO BANNER QUI? VUOI PUBBLICIZZARTI? ALLORA SCRIVI A: heavymetalmaniac1@libero.it

martedì 12 giugno 2018

Intervista: URBAN STEAM

Dopo essere rimasti piacevolmente impressionati dal loro debutto intitolato "Under Concrete", recensito QUI, siamo andati ad indagare in casa Urban Steam per conoscere meglio questa promettente realtà musicale. A voi le parole di Federico Raimondi, chitarrista della band!

1) Benvenuti Urban Steam! Ci volete raccontare qualcosa di voi e del vostro nome? 

Ciao, noi 4 (Paolo Delle Donne - voce, Federico Raimondi - chit, Fabrizio Sclano - basso, Diego Bertocci - batteria) suoniamo insieme ormai da quasi 7 anni. E' nato tutto da un annuncio su un sito musicale, Federico cercava musicisti per un progetto aperto, Diego ha risposto...
Diego conosceva già gli altri 2...in pochi giorni eravamo già ad arrangiare i nostri primi esperimenti. Il nome ci piace perchè può rappresentare diversi concetti: il vapore che è allo stesso tempo leggero e forte, il paesaggio urbano, in cui ci sentiamo "a casa", e poi ci piaceva la classica immagine del vapore che fuoriesce dalle grate in città. Rappresenta l'energia che arriva da sottoterra, dove chi suona trascorre le ore a creare musica... 

2) A quali band vi siete ispirati inizialmente, e a quali ancora vi ispirate? 

Uno dei nostri punti di forza è la varietà delle band che ci piacciono. Non abbiamo un punto di riferimento univoco, ognuno di noi parte da un'idea legata ai propri gusti (tutti diversi fra loro), poi magari gli altri ci sentono cose diverse...quindi magari da un giro ispirato a Stevie Wonder ne nasce un brano che ricorda i Fates Warning...comunque, per fare qualche nome preso a caso fra i gusti di noi 4...vediamo: Rush, Damien Rice, Extreme, Tribal Tech, Iron Maiden, Overkill, Bruce Springsteen, Rage Against the Machine, Mr Big, Led zeppelin...come vedi non c'è proprio una linea comune...

3) "Under Concrete" è il vostro nuovo lavoro, c'è un messaggio all'interno di questo disco? Volete spiegarcelo più nel dettaglio? 

Non si tratta di un concept, le canzoni fanno ognuna storia a sè. Diciamo che si tratta di un lavoro sviluppato in molto tempo, ci siamo presi tutto il tempo che volevamo per scrivere e arrangiare ogni singolo brano, tornando anche più volte sui particolari. Finita una canzone se ne cominciava una nuova, senza necessariamente cercare un legame con le precedenti. Diciamo che il nostro messaggio è "vogliamo solo scrivere buone canzoni". 

4) Il vostro sound è molto variegato e riesce a far combaciare alternative rock, metal e progressive. Come siate riusciti in questo intento? 

Il nostro metodo di lavoro è lo stesso dall'inizio: si parte da u nriff di chitarra, un giro di accordi, un tempo di batteria. Chi ha qualche idea la porta alle prove. Si comincia a provare e ognuno ci mette del suo, senza vincoli di genere o idee prefissate. la nostra idea è stata fin da subito quella di scrivere senza preoccuparci di rientrare in qualche etichetta. Questa rilassatezza ci ha sicuramente favorito nel mescolare bene le cose che ci piacciono. Lavorare lungamente ai brani e curare gli arrangiamenti ci ha fatto perfezionare il lavoro di sintesi. Nonostante il tempo impiegato non ci sono mai forzature, viene tutto abbastanza naturale, anche se spesso lavoriamo con una certa pignoleria sulle scelte musicali.


5) Come sono stati finora i pareri riguardo "Under Concrete"? 

Finora molto positivi, anche oltre le nostre aspettative. Quando arrivi a finire un disco dopo tanto tempo finisce che ti concentri inevitabilmente sulle cose che non ti sono piaciute...invece è un gran piacere quando leggi critiche positive. E' un grande incoraggiamento. Per questo lavoro ci siamo presi tutto il tempo di cui avevamo bisogno, senza fretta. Questo ci ha permesso di curare molto i brani, di contro un così grande periodo di tempo ti fa correre il rischio di diventare pessimista e negativo. Vedere che i responsi sono entusiastici ci ripaga di tutto.

6) Come siete arrivati a collaborare con Red Cat Records? 

Un amico di Federico (Aurelio Follieri, gran chitarrista) ha inciso da poco il suo disco solista con l'etichetta di Firenze. Ci ha parlato bene dell'etichetta. Alice ci ha fatto un'ottima impressione. La cosa curiosa è che ci abbiamo messo quasi un anno a scegliere l'etichetta, e la Red Cat è stata la prima che abbiamo contattato. Dopo mesi e mesi di valutazioni abbiamo deciso che quello che faceva per noi era proprio la prima scelta che avevamo valutato mesi prima... 

7) Siete attivi sul fronte live, e che spettacolo cercate di offrire al pubblico? 

Cerchiamo di suonare in contesti che ci piacciono. Non cerchiamo il live a tutti i costi. Siamo tutti abbastanza vecchiotti e di concerti ne abbiamo fatti parecchi nel passato. Adesso scegliamo locali e contesti che ci fanno sentire bene. Il concerto è una festa dove condividi la tua musica con chi ti è venuto a sentire. E' importante essere professionali e crederci, ma anche divertirsi e far divertire. Non ci piacciono le band che incentrano lo show solo sul dimostrare quanto sono bravi, devi divertirti ed essere rilassato sul palco, così si diverte anche il pubblico. 8 ) Di cosa trattano i vostri testi? I testi provengono perlopiù da idee di Federico e Paolo. Come dicevamo prima non c'è una linea comune: si va da They Live, ispirato al famoso film di John Carpenter, a Storm, dove parliamo della paura del te


Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

Nessun commento:

Posta un commento