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martedì 10 luglio 2018

LAST CENTURY "Mandatory Disguise" (Recensione)


Full-length, Independent
(2018)

"Mandatory Disguise" è il primo EP di questa band vicentina, nata nel 2014 per volere dei due chitarristi Roberto Biasin e Riccardo Signorini e del batterista Giovanni Giustioli. Nel 2016 si affacciano sul mercato col singolo "Call of War". Successivamente fa il suo ingresso nella band il bassista Luca Piccolo, e rilasciano poi il qui presente ep.
La prima cosa che balza all'attenzione di chi ascolta è la maturità della band, che si esprime in un technical thrash metal dove è possibile riscontrare varie influenze, ma dove è anche a mio avviso possibile decifrare qualche inflessione nel death metal. Insomma, immaginate un mix tra Coroner, Death, At The Gates, Kreator e Death Angel, tanto per citare i primi nomi che mi sono venuti in mente durante l'ascolto di questo "Mandatory Disguise".

Ci travolge da subito un brano veloce e stupefacente per tecnica e capacità compositive, ovvero "Centerless Circle", dove un drumming fantasioso e devastante sorregge riff vorticosi che non di rado si lasciano andare ad armonizzazioni di grande levatura tecnica. Interessantissimi gli stop n' go sparsi per il brano, mentre ancora più sorprendenti sono gli assoli di chitarra, piazzati dove serve e mai fuori luogo, ma anzi, capaci di aggiungere spessore artistico al tutto.

"Persistence" si apre con un fade-in, con tutti gli strumenti intenti nel regalarci quello che sarà poi un brano favoloso, pieno di violenza ma allo stesso tempo melodia e classe sopraffina. Incredibile pensare che siamo al cospetto di una band al suo primo ep, ma questo è quanto ci dice la loro biografia! C'è anche un vago alone death/black metal melodico che ammanta il tutto, un po' in stile Dissection ed Unanimated, ma la base è un thrash metal sia d'assalto e sia molto tecnico, che flirta in maniera per nulla velata col progressive. Basti ascoltare questa traccia dopo la sua metà per capire quanto sia alto il livello tecnico di tutta la band.
Tutto confermato con la successiva "Deep", cavalcata in cui a tratti l'epicità e la malinconia si fanno ben presenti in rallentamenti davvero apprezzabili, per poi ripartire in maniera fulminea e molto trascinante. Una traccia, questa, probabilmente meno immediata rispetto alle precedenti, che necessita di diversi ascolti prima di essere apprezzata appieno, ma che ha un suo valore indiscutibile che si evince anche in una seconda metà di brano dove le chitarre davvero fanno voli pindarici, intersecandosi tra loro in fraseggi memorabili. Drumming come al solito impeccabile e voce alla Dissection completano il puzzle.

Arriviamo alla chiusura con "Inner Frost", altro episodio entusiasmante dove la band ripercorre i sentieri già battuti in precedenza, aggiungendo cori di voce che si poggiano su un riffing ancora una volta bellissimo che emana tensione emotiva in grande quantità. Sezione dedicata agli assoli ancora una volta perfetta, che regala dinamicità e classe sopraffina, e dico questo per l'ennesima volta, perchè molte volte gli assoli tendono a stancare, mentre in questo album si ha sempre la sensazione che intervengano con le note giuste al momento giusto, e arricchiscono non poco il valore di questo ep, che ha l'unico difetto di durare troppo poco.

Se queste sono le premesse e se la band progredirà ancora, prevedo una grande realtà che presto si farà valere in Italia e all'estero.
Le mie aspettative per il futuro di questa formazione partono già da oggi e sono alle stelle!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 85/100

Tracklist:
1. Centerless Circle 03:45
2. Persistence 04:16
3. Deep 04:10
4. Inner Frost 03:30

DURATA TOTALE: 15:41

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