A sprangate in testa: IRREVERENCE (Intervista)


Gli Irreverence fossero nati nel nord Europa o negli USA forse avrebbero raccolto molto di più che nel nostro Paese, ne sono convinto. La qualità della loro musica è andata crescendo di album in album, e col settimo e per ora ultimo "Still Burns" l'hanno dimostrato in pieno! Riccardo Paioro (chitarra e voce) ci racconta un po' di cose. Buona lettura.

1) Benvenuti Irreverence! Vogliamo parlare del vostro ultimo album, il dirompente "Still Burns"?
Grazie Sergio! E grazie per averci dato l'opportunità di essere intervistati da te e da Heavy Metal Maniac! "Still Burns" è il nostro 7° studio-album (sono 10 però le pubblicazioni ufficiali) ed è il primo fra tutte le nostre release ad essere essenzialmente un concept-album basato su una delle pellicole che più sentiamo vicine e che più amiamo: "L'Odio" di Mathieu Kassowitz. Il disco è un excursus attraverso la storia del film, dei suoi protagonisti e del sentimento che permea tutta la storia e che funge da titolo al film stesso. Sentimento che trasuda da ogni nota di "Still Burns" sia in termini compositivi che in quanto a essecuzione dei brani in sè. RIspetto al precedente "Shreds Of Humanity" abbiamo voluto essere più diretti e in qualche misura più grezzi, proprio per esprimere questa sensazione.

2) So che recentemente ci sono stati dei cambi in line-up. Volete parlarcene e spiegare ora come è la situazione?
Certo, lo scorso Autunno in seguito a differenti motivazioni due membri della band (Eros Melis (Chitarra) e Stefano Trulla (Basso)) hanno deciso di lasciare la band. Non è stato facile per noi trovarci decimati in maniera così repentina, ma con lo spirito con cui siamo sempre andati avanti ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi subito alla ricerca dei loro sostituti. Abbiamo provato diversi musicisti, più o meno validi tecnicamente, e abbiamo ristabilito completamente la line-up con l’ingresso in formazione di Marco Colombo alla chitarra e Gianluca Dalla Riva al basso.


3) Siete giunti al settimo album, che è già un buon traguardo. Sarebbe bello se faceste un bilancio di cosa è andato bene e cosa meno in questi vosti venti anni di attività...
Diverse cose sono andate bene, altrettante male. Sai, in una carriera ultra-ventennale come la nostra ne sono successe di ogni, letteralmente. Una cosa è certa, quello che doveva andare male è andato male..ma non abbastanza da farci dubitare anche solo per un secondo che questa fosse la strada che volevamo percorrere.

4) Come descrivereste il vostro stile musicale ad un ipotetico nuovo ascoltatore per fargli capire qualcosa di più sul vostro sound?
Prendi l'attitudine dei Motorhead aggiungici una vena hardcore e mescolala con il riffing dei Kreator e la potenza dei Sodom. credo sia il modo migliore di descrivere (o provare a farlo) quella che è la nostra proposta.

5) Come hanno reagito i vostri fans e la stampa specializzata nei confronti di "Still Burns". E a parte questo, c'è per caso stata qualce critica in mezzo al coro che avete trovato superficiale e/o ingiusta?
La reazione è stata eccellente con feedback davvero ottimi, quasi inaspettati per noi, sia da addetti ai lavori che da chi ci segue da tempo. E' un disco diretto, senza fronzoli, e con un'energia unica che avvertiamo noi stessi per primi. Quando ti metti in gioco proponendo la tua musica devi essere pronto ad accettare qualsiasi critica o giudizio, fa parte del gioco appunto.

6) I testi? Chi li scrive e di cosa trattano le tematiche di "Still Burns?
Storicamente ho sempre scritto io le lyrics, ed è una tradizione che continua. Mi è capitato di scrivere alcuni passaggi a 4 mani con Stefano (Trulla, basso) per "SB", ma in maniera sicuramente più limitata rispetto alla maggior parte dei testi. Come detto in precedenza le lyrics di "SB" sono liberamente ispirate al concept al quale è legato tutto il disco, il movie masterpiece "L'Odio" di Kassowitz.

7) Cosa rappresenta l'artwork di "Still Burns" e chi l'ha realizzato?
L'artwork è stato realizzato da Francesco Cagali (singer dei deathsters veronesi SKORBUTICS) e rappresenta le scene più indicative e rappresentative del film che ha dato vita al concept-album.

8) Penso che i vostri nuovi brani siano fatti apposta per la dimensione live. Come reagisce il pubblico? Ma vogliamo anche parlare della situazione della partecipazione della gente ai live della scena "underground", soprattutto italiana?
E' qualcosa di cui sono fermamente convinto anche io, e fin dalla prima stesura. proprio epr l'approccio che hanno, molto selvaggio, a tratti quasi hardcore per l'attitudine che hanno e per il modo con cui sono suonati. Sensazione che si ripercuote sul pubblico, che in fase live ne apprezza la potenza e la velocità. Purtroppo c'è ben poco da dire sulla scena italiana, ormai agonizzante. Situazione che si riflette anche sulla partecipazione ai concerti, sia in termini di affluenza che di coinvolgimento.

9) Quali sono le band che più vi hanno influenzato e con chi vorreste dividere il palco almeno una volta. E per caso, avete già realizzato qualche vostro sogno in tal senso?
Le band che ci hanno influenzato sono tante provengono dai generi più disparati, nonostante potrebbe sembrare strano in virtu di quello che suoniamo. Le nostre influenze principali trovano radici nel thrash e death metal europeo in primis: Kreator, Sodom, Tankard, Destruction, At the Gates. Molto arriva anche dalla scena thrash/death d'oltreoceano, band come Slayer, Overkill, Exodus, Death, Testament..e la lista sarebbe ancora molto lunga.

10) Ragazzi un saluto, concludete come volete!
Grazie ancora Sergio per l'intervista e una saluto a te, a tutto lo staff e a tutti i lettori di Heavy Metal Maniac..vi aspettiamo sotto il palco! PLAY FAST - RAISE HELL!!


Intervista a cura di Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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