Evoluzione con coerenza: INFECTION CODE (Intervista)


“In.R.I.” è il loro nuovo album, e presenta alcune novità al suo interno. Nonostante questo, la band continua a portare avanti il suo personale discorso di metal estremo, come ci spiega il cantante Gabriele Oltracqua in questa bella chiacchierata. La recensione dell'album la trovate spulciando tra le pagine di questo numero che avete tra le mai. Buona lettura!

1) Ciao ragazzi e benvenuti su Heavymetalmaniac. Domanda che entra subito nel vivo: vari cambi di line-up e ritorno alle radici ma senza stravolgere la vostra natura. Come mai tutta questa carne al fuoco? 
Ciao, e grazie innanzitutto per lo spazio su Heavy Metal Maniac. In questi ultimi due anni sono successi un po’ di avvenimenti che, se non fosse per la passione e l’attitudine di alcuni di noi, avrebbero portato a scrivere la parola fine alla storia della band. Dopo l’uscita di “Dissenso” , Enrico, storico bassista della band e Paolo, chitarrista, decidono di lasciare la band per vari motivi, prevalentemente artistici. Ricky ed io decidiamo di non mollare e di proseguire senza perderci troppo d’animo. Insieme a Davide bassista dei Five Days of Rain, Compagni di Merenda ed altre band undeground hardcore della scena astigiana, entrato nella band per sostituire Enrico nei live di supporto a “Dissenso”, decidiamo che la storia degli Infection Code deve continuare, tornando alle origini del nostro sound, Il suono con cui abbiamo mosso i primi passi. Thrash metal imbastardito da forti dosi di industrial, seguendo le nostre influenze primigenie, Ministry, Godflesh, Fear Factory e Strapping Young Lad. Eravamo arrivati ad un binario morto a livello artistico e sperimentare non ci interessava più come in passato. Era meglio comporre e scrivere canzoni con quel poco che si conosceva, invece di andare, forzatamente, incontro a stili che si conoscono poco e non erano più nelle nostre corde. A Settembre del 2018, troviamo Rust, chitarrista della scena alessandrina, già attivo con Mater Machina e Sylpheed. In questo periodo, Ricky oltre ad essere diventato il maggior compositore, si prende carico di sviluppare un discorso artistico elettronico diverso dai nostri precedenti attentati terroristici. L’elettronica che ascolti su “In.R.I” è tutta suonata da Ricky. Un ‘elettronica più asciutta, meno invasiva, che arrichisce il disco ma non ne è protagonista. Nel giro di sei mesi componiamo, registriamo e mixiamopresso i The cat’s cage di Novi Ligure sotto la mano esperta di Francesco Salvadeo, “In.R.I.”. A maggio di quest’ anno, con il disco pronto, Rust, per divergenze artistiche sorte durante il mixaggio del disco lascia la band. Non ci perdiamo d’animo ed in neppure due settimane troviamo, Max, chitarrista thrash, un'autentica macchina-macina riffs che entra a far parte della band. Ora stiamo preparando la scaletta per i live di supporto ad “In.R.I.” che uscirà i primi di Novembre per Argonauta Records. 

2) "In.R.I." è il titolo del vostro nuovo album. Come mai questa sigla e spiegateci un po' nel dettaglio la fase di gestazione di questo disco, dalla sua composizione fino alla sua uscita. 
E’ stata una mia idea. Mi sono sempre piaciute le sigle, gli acronimi. Si prestano a molte interpretazioni. Infatti il titolo dell’album non ha nulla di religioso, anche se ho usato una citazione molto pesante. In.R.I vuol dire Infection Remains Insane. E vuole sottolineare che la band, dopo tutte le vicissitudini accadute in un brevissimo lasso di tempo, non molla. Anzi continua a rimanere insana di mente, nel proseguire e mandare avanti il proprio discorso artistico e musicale. Un ritorno alle origini. Non solo per influenze musicali, ma per l’inconscienza e la’attitudine che ci spingeva a formare una band vent’anni fa. Lo spirito è quello di vent’anni fa. Parafrasando una grande band italiana, lo spirito continua. 

3) I testi? Chi li scrive e di cosa parlano questa volta? C'è per caso un filo conduttore tra i vari brani? 
I testi sono opera mia. Non so se questo sia un bene o un male. Me ne sono sempre occupato io. Nella band ci sono compiti ben precisi. Gli altri mi hanno sempre dato molto spazio e carta bianca sui testi e non posso che ringraziarli. Sia i vecchi componenti sia i nuovi. Mi piace molto scrivere. Scrivo molto. Appunti, storie, frasi che poi molte volte vanno a dare lo spunto per un testo. Con questo disco oltre ad un cambio di stile musicale, è avvenuto anche un cambio a livello di testi. Con i nostri precedenti ultimi due album avevamo scelto il cantato in italiano. Una sperimentazione anche questa. Una necessità che si era venuta a creare per enfatizzare i concept riguardanti avvenimenti storico politico degli anni settanta. Con questo disco ho voluto cambiare ritornando all'inglese, approcciandomi ad una stesura dei testi più classica e con una metrica più efficace e diretta. Anche questo aspetto può essere visto come un ritorno alle origini. "In.R.I." non è un concept album, ed i testi non hanno un filo conduttore comune. Ci sono testi che parlano della nostra rinascita ("Alteration"), altri in cui descrivo sensazioni e riflessioni molto personali sulle derive spesso disfattiste della società odierna ("The Cage", New Rotten Flesh") ed in altri ancora, partendo da una frase o da una parola (che poi potrebbe diventare il titolo della canzone) racconto con molta fantasia l'iterazione che può esserci tra l'uomo e la macchina. Magari un argomento inflazionato che cerco di renderlo il più originale e personale possibile. 

4) Il malessere sembra una vostra prerogativa e viene fuori anche in questo disco. Se doveste dire tre cose che vi danno fastidio in primis cosa direste? Oppure pensate che il malessere non sempre sia indotto da fattori esterni, ma piuttosto da fattori genetici o simili? 
Penso che il malessere possa essere indotto per la maggior parte da fattori non dico genetici ma da una condizione intima dell'individuo. Puoi vivere in un ambiente sereno, con una buona educazione, circondato dall'affetto e dalla comprensione dei tuoi cari per cui in una situazione dove ci sono tutti i presupposti per essere felice ma se il tuo essere interiore, fin dalla nascita ha dei presupposti comportamentali che sfociano in un malessere esistenziale l'ambiente conta pochissimo. La controparte può essere crescere in un ambiente disagiato e crescere con un profilo psicologico equilibrato. Ma il punto fondamentale è come convivere con questo malessere interiore? Come renderlo "innocuo" per se stessi e per coloro che ti vivono accanto? Le arti possono una salvezza in questo senso. Comunicare il proprio malessere esistenziale grazie alla cultura, avvicinandosi ad una forma di arte. Comunicare agli altri le emozioni con la musica, la scrittura, il cinema etc. Questo può essere un metodo efficace per poter affrontare il proprio lato oscuro. Saperlo apprezzare e farne uno strumento per creare. Ci sono molte cose e situazioni che ci danno fastidio. Invidia, falsità ed ignoranza.


5) Sicuramente la vostra proposta non è per tutti, ma vi chiedo questo: siete voi o tante altre band con forte personalità a non adeguarvi ad un concetto sempre più dilagante di proposta usa e getta, oppure è la gente che non ha voglia di prestare qualche ascolto in più? Intendo dire che a volte gli ascoltatori etichettano come "difficile" un prodotto, quando magari la difficltà è solo da parte loro... 
Il fatto di essere una band difficile e di non facile ascolto non è stato deciso da noi. Quello che abbiamo creato nel corso della nostra storia è stato frutto di un'urgenza creativa molto istintiva e per nulla ragionata. Anche quando ci siamo spinti a sperimentare pesantemente con generi lontani dal metal estremo lo abbiamo fatto con massima spontaneità. Non ci siamo mai posti il problema se quello che facevamo potesse piacere a qualcuno. Questo lo pensavamo quando eravamo più giovani e lo pensiamo anche adesso che giovani non siamo più. Ora riusciamo, grazie all'esperienza accumulata negli anni ad essere meno istintivi. Non so dirti se è un problema nostro oppure dell'ascoltatore. Certo nella scena metal più consona siamo sempre stati una mosca bianca. Questo fattore è un'arma a doppio taglio. Puoi essere reputato come una band con grande personalità ma di contro farai una fatica immane a rimanere. Farai molta fatica a ritagliarti uno spazio. Nel corso della nostra esistenza lo abbiamo constatato ma sinceramente la band non è nata per essere un clone di qualche altra band e nemmeno per registrare sempre lo stesso disco. 

6) Dopo tutti questi anni di militanza nella scena estrema italiana, cosa vi spinge ancora ad andare avanti, nonostante le mille difficoltà che la nostra "scena" mette di fronte alle band? 
Sarò scontato ma una forte passione. La voglia di suonare, di comporre, di esibirti anche di fronte a pochissime persone è quasi una necessità. Esprimere i propri sentimenti, convogliare emozioni, negatività ed il famoso malessere di cui per esempio parlavamo prima, sono azioni che solo grazie al fatto di "avere una band metal" possono compiersi. Almeno per noi. A quarant'anni passati non hanno più molta importanza, le vendite del disco, il suonare più possibile per farsi conoscere ma conta fondamentalmente esprimersi, sempre che si abbia qualcosa da dire, questi sono i soli motivi per cui, nonostante le mille difficoltà che s'incontrano e nonostante i modi di fruire musica siano cambiati, ci fanno andare avanti. 

7) Situazione concerti. Siete attivi in questo periodo? E cosa dobbiamo aspettarci nel futuro? 
Il disco uscirà nei primi giorni di Novembre per Argonauta Records con distribuzione fisica da parte di Goodfellas e distribuzione digitale su tutti i maggiori canali quali Spotify, Amazon, Google Music, Itunes etc. Argonauta Records sta facendo un grande lavoro di promozione insieme ad All Noir. E' il quarto album che facciamo con loro ed oltre ad un legame di amicizia che ci lega con Gero (il boss dell'etichetta) abbiamo, nel corso degli anni, cementato una forte coesione lavorativa. Abbiamo firmato un contratto con Leynir Booking per i concerti e tra Novembre e Dicembre ci saranno un pò di concerti per presentare l'album fino ad arrivare a primavera inoltrata. Per il futuro ci sarà del nuovo materiale. Max, il nostro chitarrista ha un sacco di idee molto interessanti e con Ricky e Davide, tutti e tre, stanno componendo nuovo materiale, quindi presumo che a breve ci sarà sicuramente qualcosa di nuovo. 

8) Scena metal/hardcore in Piemonte. Come la vedete oggi come oggi? Ci va un miracolo oppure pian piano qualcosa si sta muovendo? Io sinceramente vedo che stanno chiudendo molti locali e, in generale, non vedo troppi miglioramenti, ma magari sono io che non giro più molto o la vedo male...Ditemi la vostra! 
Non saprei cosa dirti di positivo. Abbiamo visto, nel corso di questi vent'anni, nascere e morire tantissime bands, locali aprire e chiudere nel giro di una stagione. In questi anni bene o male la situazione era piuttosto equilibrata. Tanti locali chiudevano ma tante possibilità nascevano per potersi esprimere. In questi ultimi tempi vedo che c'è un poco di disinteresse verso il metal più underground a livello soprattutto di live. Pochissima gente ai concerti, nessun ricambio generazionale tra il pubblico e nemmeno nelle bands e quindi in generale non mi sembra una situazione rosea per il futuro. 

9) Come descrivereste la vostra musica ad un ipotetico nuovo ascoltatore e come potreste invogliarlo ad ascoltarvi? 
E' un po' il discorso che facevo prima. Non è facile invogliare un ascoltatore quando gli si presenta davanti una band personale che durante la propria storia ha cercato di rompere o meglio re interpretare i canoni portanti del metal estremo. Sicuramente musica estrema, con attitudine punk e spirito avanguardistico. 

10) Descrivete il vostro ultimo album con tre termini. 
Oscuro, violento, punk. 

11) Ci sarà un altro disco per gli Infection Code dopo "In.R.I."? Insomma, la domanda è lecita, visto il titolo. 
Come accennato prima sicuramente sì. Stiamo componendo nuovo materiale perchè l'entusiasmo non manca, le idee neppure e la passione per quello che facciamo è dura a morire. 

12) Grazie, è tutto, concludete come volete! 
Grazie a te Sergio per lo spazio concessoci e per il supporto ed il contributo che dai a tutta la scena metal con la tua passione che trasuda dalle pagine di Heavy Metal Maniac.


Intervista a cura di Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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