Istinto e rabbia: LATEBRA (Intervista)


"Oltre l'ultimo grido" è il manifesto d'esordio dei trentini Latebra, un urlo di rabbia sotto forma di EP che non potrà lasciare indifferenti gli amanti dell'hardcore italiano e anche di certi ibridi hc-thrash. Diamo la parola a Steve, bassista della band.

1) Benvenuti ragazzi! Volete presentarvi ai nostri lettori con una breve biografia?
Certo, ciao a tutti, io sono Steve dei Latebra, siamo un gruppo da Trento e suoniamo un misto di punk HC e thrash metal. Ci siamo formati verso la fine del 2016 con Sangre alla voce, Elmo alla chitarra, io al basso e dopo qualche cambio, Vitti alla batteria. L’idea di questo gruppo era iniziata a girare già anni prima tra Sangre e Elmo (al tempo 20 e 18 anni) ma è stato in seguito con il mio arrivo come bassista che la formazione si è definita meglio e il progetto concretizzato. Già da qualche anno io e Vitti avevamo messo piede nella scena punk italiana per un precedente gruppo in comune, i Macigno, mentre Sangre ed Elmo bazzicavano la scena anarchica in città quindi dopo aver preparato una scaletta tra cover e pezzi nostri abbiamo iniziato a girare a suonare per tutto il nord Italia nella scena punk anarchica principalmente, organizzando autonomamente diversi concerti nella stessa Trento. Nel 2018 abbiamo registrato pure il nostro primo EP “Oltre l’ultimo Grido”.

2) “Oltre l’ultimo grido” è il vostro primo EP, come si sono svolte le registrazioni e dove? 
L’EP l’abbiamo registrato alle Officine Underground di Montebelluna, lo studio di registrazione di Niccolò dei Peter Punk. Sul posto siamo andati sul sicuro in quanto io e Vitti avevano già registrato lì l’EP del nostro progetto precedente. Tutte le canzoni sono state registrate strumento per strumento, con mixaggio e mastering fatto sul posto; al tempo l’unico di noi che lavorava era il batterista e quindi è stata una soluzione perfetta per ottenere qualcosa di più rispetto la qualità di una semplice presa diretta, in fretta e in maniera comunque economica. In prima battuta abbiamo registrato il singolo ”sangue rovente” in modo da aver qualcosa da far sentire in giro per poter suonare e in seguito, nel giro di due sedute in studio, abbiamo registrato (e mixato) il resto dell’EP. L’unica canzone che abbiamo registrato a parte è stata la bonus track “Vietnam”, all’Area di Trento, la nostra sala prove. Vietnam è la nostra canzone più grezza e volevamo che così suonasse, quindi tra un po’ di sano Do It Yourself ereditato dalla scena di cui facciamo parte e l’aiuto di Stè e Fabri (i gestori del posto) abbiamo aggiunto questa ultima traccia a chiusura del progetto. 
 
 
3) Apprezzo particolarmente le band che cantano in italiano. Vogliamo approfondire le tematiche dei vostri testi?  
Schiettamente i testi per noi sono un attacco, i testi un attacco e la musica la nostra arma (autocit.); un attacco diretto e di un istante a situazioni che nella nostra vita ci colpiscono ogni giorno, principalmente sul perbenismo della società e di una città che per dei ragazzi come noi non ha mai offerto molto. In molte lyrics quindi parliamo di lotta politica, classista e al pacifismo più becero. Questi sono temi molto presenti nella scena hardcore, soprattutto espressi dai gruppi politicizzati con cui anche solo per inquadramento abbiamo una certa affinità, ciò che a mio parere ci distingue però è la nostra vicinanza all’idea di Latebra: l’insieme di tutte le minoranze di persone schiacciate dal peso di una società sempre più standardizzante. Abbiamo sempre voluto suonare per i reietti più che per le grandi folle e i testi più sentiti vanno a loro, a noi e questo è il motivo per cui spesso s’avverte della malinconia e introspezione nel tema generale delle nostre lotte/testi: consapevolezza d’emarginazione ma l’ardore di una forte e intima unione.

4) Quali sono le vostre influenze musicali?
Come gusti musicali ci siamo sempre trovati tutti d’accordo; come molti musicisti punk hardcore veniamo tutti dal metal, forse qualcuno che ha qualcosa in più è Sangre che è sempre stato pure un rapper e un improvvisato poeta oltre ad apprezzare di più l’Oi… Fatto sta che essenzialmente siamo tutti dei thrashoni, thrashoni alla Nuclear Assault/Municipal Waste a cui piace l’HC italiano vecchia scuola e in particolare proprio la scuola trentina, quindi come gruppi di riferimento abbiamo Grandine, Congegno, Attrito, Skruigners ecc… Nei nostri pezzi in più si possono cogliere le sfumature date da ogni componente, palese le linee di chitarra di Elmo nuova scuola thrash metal stile Vektor, parti più death metal, linee di batteria più tirate verso il grind che han battezzato Vitti “la macchina” dal resto della band e appunto citazioni nei testi che provengono sia dall’ambiente Oi, sia dal cantautorato italiano in cui appunto Sangre sguazza.

5) Come vedete la scena punk-hc in Italia? Personalmente credo ci sia più unità rispetto quella metal. Confermate oppure la pensate diversamente?
Si sono d’accordo, nel punk non c’è l’atteggiamento sia tra gruppi sia tra gli stessi musicisti di superiorità che c’è nel metal, in più un’altra grossa differenza sta nel fatto che nell’hardcore molto spesso le situazioni sono autorganizzate e quindi ci si aiuta sempre a vicenda con pure una bella dose di umiltà; mi viene in mente un aneddoto di quando abbiamo suonato con i The Casualties (uno se non il più grosso dei nomi attivi nella scena punk mondiale) alla mensa Marzolo occupata di Padova, ecco in quella giornata l’intero pomeriggio l’ho passato a pulire i tavoli e i pavimenti insieme ai ragazzi occupanti del posto invece di tirarmi a lucido in un backstage o altre cagate da superstar per far capire ciò che intendo… Nonostante questo però anche la scena punk sa esser molto pesante, è un ambiente politico e le azioni e pensieri di ogni gruppo di conseguenza hanno un certo peso e questo crea forti divisioni all’interno di quello che visto unicamente come solo genere musicale, sembrerebbe omogeneo. 
 
6) Cosa vuol dire il vostro monicker Latebra e come mai la scelta di questo nome per la vostra band?  
Un po’ l’ho già anticipato ora lo spiego bene: ”latebra” è una parola italiana che significa anfratto o nascondiglio. Il nome l’ha pensato Sangre perché a suo parere materialmente rappresentava bene il concetto di emarginazione e dissociazione dalla società-tipo dei nostri giorni. La latebra è un posto scomodo e buio ma che per noi è quello dove possono raccogliersi tutte le minoranze reiette che vogliono lottare attivamente per una realtà diversa. 
 

7) Quali sono i vostri programmi più immediati sul fronte live più rilevanti?  
Proprio nel momento in cui sto scrivendo queste righe stiamo preparando un evento benefit per gli anarchici arrestati di Trento colpiti dall’operazione Renata insieme a qualche amico: 5 gruppi in tutto e musica fino all’alba in completo stile TNHC. Per il resto ultimamente la concentrazione è tutta sui pezzi nuovi per un full length ma non si sa mai che possa saltar fuori qualche data nelle regioni del sud Italia. Ogni anno vogliamo organizzarci per un minitour che spazza da Puglia e Abbruzzo fino Calabria e Lazio ma non è mai riuscito niente quindi sicuramente, se l’occasione sarà buona, la prenderemo al volo.

8) State per caso componendo nuova musica? E come vi muoverete se già lo sapete in linea di massima, in futuro a livello stilistico?  
Si, dato che da poco sono tornato in Italia dopo 3 mesi passati all’estero abbiamo deciso di metterci sotto a bomba con le canzoni di quello che sarà un nostro probabile full length. Già qualcosa di pronto lo abbiamo e ammetto che c’è parecchia carne al fuoco: parti strumentali molto più tecniche, riff volutamente più veloci e pesanti alternati a parti progressive. Non mancheranno canzoni inni quasi monogiro alla “Trento violenta” e nemmeno il caro tupaptupa old school ma in generale vogliamo fare un lavoro più tecnico e minuzioso sul piano strumentale sotto una scrittura più matura dei testi, coltivata dall’esperienza intesa in senso politico, nella scena di tutti i componenti della band.

9) Un saluto ragazzi, concludete come volete questa intervista! 
Sappiate cosa salvare e sappiate distruggere, continuate a creare, fate della sbatta, dell’impegno il vostro denaro più grande, l’età non è una scusa, grazie dello spazio datoci, daghe! 
 
Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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