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FEAR BETWEEN CROWD "War Inside" (Recensione)


Full-length, Indepemdent
(2020) 

Con un anno di ritardo ci apprestiamo a recensire il primo album sulla lunga distanza dei veronesi Fear Between Crowd. La band nata oltre dieci anni fa, dopo un primo ep uscito nel 2012, ha cercato la quadratura con la propria line-up e si è concentrata molto sul fronte live. Quello proposto è un metal moderno, dove sono racchiuse innumerevoli influenze, in un mix ben bilanciato di violenza e melodia, in cui un certo reverendo fa capolino in più momenti, soprattutto nell’uso del suono tecnologico, e nella creazione di certe atmosfere. La band appare molto compatta e questo sembrerebbe la diretta conseguenza dell’intensa attività live. 

I Fear Between Crowd risentono di quell’approccio modernista che è emerso prepotentemente negli ultimi anni, soprattutto nelle nuove leve, un suono in cui viene concesso molto risalto al groove mentre il riffing è molto legato all’aspetto ritmico. La voce viene utilizzata sfruttando la doppia valenza clean/growl, con buoni risultati, dove gli estremi sono ben definiti, molto melodica nelle parti pulite, molto violenta nelle parti growl. Soprattutto nelle parti melodiche siamo nella zona emo-core (Numbing). Buoni i solos di Manuel Sandri, che mettono in mostra una discreta tecnica. Buona la potenza di fuoco messa in campo su brani come “Way of Violence” anche se qui la voce pulita non è pienamente soddisfacente e tende a far perdere di potenza quando appare. Molto meglio quando la band viaggia sulla stessa lunghezza d’onda, in cui voce e musica impattano pesantemente e positivamente sul risultato finale. L’impressione che si ricava, a volte, è di voler mettere per forza le clean vocals anche quando questa potrebbe risultare fuori contesto. Di contro in brani come “War Inside Us” questo doppio uso è ben bilanciato, trovandoci di fronte a momenti molto pop a cui si alternano parti molto pesanti. E questa è la caratteristica principale di questa band. Avere una parte orecchiabile, melodica, è una delle prerogative di questa proposta, e ciò non è un male quando la band sa bilanciare le due parti. Questo fa sì di avere delle strutture abbastanza simili tra loro. 

Mi sarei aspettato quanto meno una maggiore eterogeneità nella formula proposta che non alternasse costantemente questo binomio, ed invece man mano che si va avanti nell’ascolto aumenta sempre più, e sempre più presenti sono le parti atmosferiche, con l’inserimento di chitarre acustiche, pianoforte e parti orchestrali. L’unico brano che esce fuori dallo schema è la conclusiva ballad “Sigh In The Silence”. Sicuramente il momento più riuscito di War Inside è “Memories pt. 1”. Qui la band emerge pienamente, producendosi in un brano di notevole intensità. Melodia e potenza trovano la giusta dimensione. I Fear Between Crowd si producono in un buon album nella quale emerge chiaramente la direzione musicale della band. “War Inside” è un esordio che dimostra una discreta maturità. Vanno sicuramente affinate le idee e migliorate le parti alternate, provando magari anche delle soluzioni diverse per sorprendere l’ascoltatore. In attesa di nuovi sviluppi ci dedichiamo all’ascolto di questo interessante esordio. 

John Preck 
67/100 

Tracklist:
1. Out from Within 
2. Dreams Never Die 
3. Last Falsity 
4. Numbing 
5. Way of Violence 
6. Leave Us Alone 
7. The Pain of Who Can Say Goodbye 
8. War Inside Us 
9. Memories Part 1 
10. Memories Part 2 
11. Sigh in the Silence

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