08/09/10

Blackdeath (Rus) "Satan macht frei"

Full-length, Drakkar Productions, 2004
Genere: Black Metal

"Satan Macht Frei" mi arrivò tra le mani quasi per caso, e subito mi sorpresi di come molti ignorassero l’esistenza di questa ottima band dalla Russia. Formati da due membri, Para Bellum e Abysslooker, i Blackdeath sono attivi dal 1995 e hanno fin ora rilasciato un demo, due ep, cinque full-length, di cui i primi due sotto il vecchio monicker Draugwath e diversi split.
"Satan Macht Frei" è il lavoro che meglio incarna il sound del loro periodo Blackdeath, assolutamente non innovativo e fortemente influenzato dai grandi nomi della scena internazionale (lo stesso nome della band è ispirato ai Darkthrone?!) ma piacevolmente oscuro e ben studiato.
Il cantato in tedesco potrebbe trarre in inganno circa le intenzioni della band, che in realtà con la sua musica vuole soltanto esprimere la forza maligna degli esseri umani, qui intesa come unico strumento necessario a liberare l’Essenza divina che vive in noi. Lo scream è profondo anche se non eccessivamente incisivo, il riffing abbastanza semplice mentre a distinguersi è l’ottima prova della batteria (ora come ora non mi riesce di ricordare chi fosse il batterista in quella sessione anche se mi verrebbe da dire che ci sia ancora SataNick Doommaker). A differenza della musica, i testi sono davvero di notevole coinvolgimento, cosi come il messaggio che la band vuole trasmettere: Satana rende liberi. Libero è chi sa distinguersi ed emergere per quello che è realmente nella sua Essenza. E purtroppo gli esseri umani se ne sono dimenticati, sono diventati servi, servi di un dio e di un mondo che non esistono. Lucifero è stato mandato sulla Terra per aiutarli a risvegliarsi ma alla fine solo chi sarà scelto da Satana potrà realmente salvarsi.

"Schmerzenssehnsucht" descrive il dolore interiore che può essere placato soltanto dalla forza di Satana mentre "Die Stahltränen" auspica a una sorta di apocalisse satanica, quando ormai il mondo sta piangendo lacrime d’acciaio (Die Erde weint Stahltränen) e non è possibile un ritorno (Deine Zivilisation ist dein Tod Hier gibt es keine Bergung Aus den Stahltränen) perché la morte se l’è creata l’uomo stesso. Un grande fuoco invade la terra e non rimarrà nulla se non le lacrime d’acciaio. La cover di questo album, di forte impatto (riporta alla mente Auschwitz e le tragiche vicende ad esso collegate) ci rivela l’illusione in cui viviamo: nulla in realtà ci potrà mai rendere liberi da noi stessi e da ciò che siamo.
Un buon album, ma consiglierei di non fermarvi troppo su di esso e provare a dare un ascolto al periodo Draugwath e ai due split con Leviathan (2005) e Mortifera (2004).

Recensione a cura di: Laraerica
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Satan macht mich frei 04.53
2. Unter der Schwarzsonne 04.44
3. Der Flug des Nukleardrachen 04.12
4. Licht ist dein Tod 02.17
5. Satanische Endlosung 07.18
6. Schmerzenssehnsucht 05.07
7. Die Stahltranen 04.08

http://nork.ru/blackdeath/

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