DVM SPIRO "MMXXVI - Grave" (Recensione)
Full-length, My Kingdom Music
(2026)
Con "MMXXVI - Grave", i DVM SPIRO tornano con un lavoro che suona come un funerale rituale, un omaggio oscuro alle ombre dell’anima e alla devastazione interiore. Sei brani per circa 73 minuti di musica, costruiti su un equilibrio che oscilla tra la densità del doom metal classico e una malinconica teatralità atmosferica. Già con l’intro "Preludio" la band predispone l’ascoltatore a un viaggio tanto cupo quanto evocativo: tensione lenta, silenzi carichi, un respiro che sembra prepararsi all'abisso. "Indistinta Morte" apre con riff pesanti e consapevoli, una linea di basso profonda e una voce growl che emerge sepolta tra le ombre, subito contrastata da voci limpide e tastiere che suggeriscono corda e pianto. È una canzone che non si limita a colpire: costruisce un’atmosfera di desolazione, di perdita.
Con "Dissentimento" la tensione si fa più concreta, quasi fisica: il passo rallenta, le armonie si sfaldano in tonalità fredde, e la produzione evidenzia il contrasto tra oscurità e luce — come una ferita a cielo aperto. "Troppo Lente Scendono Le Tue Lacrime" è un brano dall’anima dolorosa, sospeso tra corruzione sonora e liriche che sembrano carezzare la disperazione. C’è un’intenzione melodica che resta ferita, un senso di resa tragica che emerge con delicatezza. "Insoluto D’Anima" ripesca invece le radici più funeree del doom: chitarre lente, organo/spazi atmosferici, una batteria che più che battere sembra pesare, trascinare. Qui la voce femminile — parte integrante del trio — lavora sulle vibrazioni del dolore, alternando momenti sussurrati e urla ruvide, creando un contrasto che amplifica l’intensità emotiva del pezzo.
La chiusura con "Alla Fine" porta la resa: un atto conclusivo doloroso e solenne, come l’epitaffio di qualcosa che non può tornare. Il suono si fa dilatato, quasi liquido, lastricando l’ultima discesa in un abisso di rimpianti, memorie e silenzi. I riff si abbassano, le note si distendono, l’atmosfera diventa greve e nostalgica, lasciando una sensazione di perdita profonda. Nel complesso, l’album si regge su una forte coerenza stilistica: la produzione valorizza le ombre e le luci, non nasconde le imperfezioni, ma le usa come parte integrante del messaggio. Il mix conferisce al suono un senso di spazio — vasto, oscuro, desolato — e rende giustizia al contrasto tra la brutalità del doom e la malinconia malinconica con cui la band lavora. Le dinamiche — lente accelerazioni, momenti di quiete, esplosioni dolorose — sono gestite con attenzione, rendendo l’ascolto un percorso fatto di intensità graduale e ripetuta riflessione.
Ciò che colpisce maggiormente è la sincerità dell’approccio: MMXXVI - Grave non cerca scorciatoie, non punta all’impatto facile, ma costruisce un’architettura emotiva che chiede tempo, dedizione, immersione. È un lavoro che va vissuto, ascoltato più volte, con lo spirito disposto all’accettazione del dolore — perché è dolore ciò che racconta, ma anche resistenza, memoria, testimonianza di un male antico e personale.
Un album intenso, maturo, che unisce tradizione doom, atmosfera gotica e una profondità drammatica rara. I DVM SPIRO dimostrano di sapere trasformare sofferenza e desolazione in arte sonora — e Grave è una delle prove più convincenti del 2026.
Recensione a cura di Simone Lazzarino
Voto: 89/100
Tracklist:
1. Preludio
2. Indistinta Morte
3. Dissentimento
4. Troppo Lente Scendono Le Tue Lacrime
5. Insoluto D'Anima
6. Alla Fine
Line-up:
Valeria De Benedectis - Guitars, Keyboards, Vocals, Lyrics
Massimo Currò - Bass
Roberto Ripollino - Guitars, Drums, Programming & Editing, Vocals (growl), Guitars (acoustic), Ukulele
Web:
Bandcamp
SoundCloud
Spotify

Nessun commento