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23/11/14

SUFFOCATION "Pinnacle Of Bedlam"

Nuclear Blast Records
(2013)

Nessun gruppo è difficile da digerire come i Suffocation. Li conosco e li apprezzo da anni, ma ogni nuovo album mi richiede mesi di attenti ascolti per essere gustato al meglio. Quello che li ha caratterizzati fin dall'inizio, infatti, è un approccio cerebrale alla scrittura dei pezzi, che sono la totale negazione della forma-canzone, e si sviluppano lungo strutture elaborate con arrangiamenti in continua evoluzione.
In passato hanno tentato un approccio più diretto (segnatamente l'ep “Despise the sun”), così come l'album omonimo risulta essere quello più “orecchiabile” della loro intera discografia; ma già con il precedente “Blood oath” erano tornati ad una complessità da capogiro. 

Nei confronti di questo “Pinnacle of bedlam” avevo forti timori, legati soprattutto all'abbandono (ancora una volta!) del portentoso batterista/compositore Mike Smith ed al rientro (ancora una volta!) di Dave Culross. Devo dire che i miei timori non erano fondati, perché se Mike Smith è comunque inarrivabile, mr. Culross offre una prova davvero maiuscola che si situa solo un pelino sotto quella del predecessore. L'arrivo alla Nuclear Blast ha giovato moltissimo alla band di New York soprattutto sotto il profilo della produzione: come il disco precedente, questo “Pinnacle of bedlam” è l'assoluta perfezione in tema di suoni, tutti pieni e distruttivi, e di missaggio, che non sacrifica nessuno strumento e ci rende i pezzi in tutta la loro rotondità. Ed è così possibile apprezzare non solo il gusto compositivo della band, ma anche e soprattutto gli incastri strumentali, evitando quella piattezza che, nei dischi estremi, spesso deriva dalla sovrapposizione tra chitarre e basso. 

L'unico difetto del disco, e che da sempre accompagna la band, è che non sempre sanno valorizzare a dovere i loro riff migliori e che avrebbero meritato una maggiore iterazione (come nel caso di “My demise” e “Purgatorial punishment”). Rispetto ai loro primi lavori, vi è un pizzico di violenza sonora in meno in favore di una varietà che, esaltata dalla migliore produzione, è aumentata a dismisura, e seconda solo ai migliori Cryptopsy. Fortunatamente, troviamo anche – e finalmente – la riregistrazione di “Beginning of sorrow”, la bellissima opener di “Breeding the spawn”, disco meraviglioso segnato da una produzione debilitante. Ancora una volta, grandiosi.

Recensione a cura di: Fulvio Ermete
VOTO: 80/100

Tracklist:
1. Cycles of Suffering 03:56 
2. Purgatorial Punishment 02:44 
3. Eminent Wrath 03:40 
4. As Grace Descends 03:04 
5. Sullen Days 04:57 
6. Pinnacle of Bedlam 03:42 
7. My Demise 04:03 
8. Inversion 03:50 
9. Rapture of Revocation 03:49 
10. Beginning of Sorrow 04:32 

DURATA TOTALE: 38:17

http://www.facebook.com/suffocation

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