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DEVIL CHILDE - Devil Childe

Full-length, Minotauro Records
(1985-2013) 

Tutto ha inizio nel 1984, quando la Dutch East Records diede la possibilità al chitarrista Jack Starr (oggi ancora in attività con il suo progetto Jack Starr's Burning Starr, e il cui soprannome all'epoca era Lucifer) di realizzare tre album nel giro di poco tempo. "Devil Childe" fu uno di quei tre album e l'unico pubblicato sotto il monicker Devil Childe. Ad accompagnarlo troviamo musicisti che prima e dopo militarono in grandi formazioni, e ci riferiamo ad Anton Phibes al basso (Jack Starr's Burning Starr, ex-Guardians of the Flame, ex-Phantom Lord, ex-Pentagram, ex-Reverence) e  Matthew Hopkins alla voce e batteria (Raven, ex-Guardians of the Flame, ex-Phantom Lord, ex-Death Row, ex-Pentagram, ex-Cathedral (live), ex-Blue Cheer, ex-Forgotten Realm, ex-White Lion).

La prova offerta da questi musicisti di New York in questo album è riconducibile ad un heavy metal con rimandi allo speed e soprattutto alla NWOBHM, con influenze che vanno dagli Iron Maiden (palese il richiamo a "Wrathchild" dell'opener "Devil Childe"), fino a nomi come Anvil, Judas Priest, Raven ecc, ma il tutto ammantato di un alone molto grezzo e oscuro che un po' va in contrasto con le prerogative dell'heavy metal di quel periodo. La voce è sgraziata e non proprio melodica, le chitarre si cimentano in riff graffianti e a volte quasi "doomeggianti", gli assoli sono quasi sempre poco tecnici e più tendenti ad essere rumorosi e sinistri. La batteria invece è ottima, e lo dimostra ampiamente la traccia "Repent Or Die", col suo assolo che non lascia dubbi sulle qualità tecniche di Matthew Hopkins, quasi sacrificato quindi poi nel contesto di canzoni sì buone, ma non certo valorizzanti del lavoro messo in mostra da questo ottimo drummer.

"Devil Childe" è un disco che non perderà occasione di accontentare gli aficionados del metallo degli anni Ottanta, quello più underground soprattutto, sia nei suoni che nell'attitudine grezza e priva di fronzoli, ma è anche un prodotto che, a diffrenza di altri provenienti da quell'epoca, non riesce a risultare ancora efficace. Certo, parliamo comunque di uno di quei dischi dal grande fascino retrò, dovuto anche da una registrazione che con molta probabilità è stata riversata direttamente da vinile, e che quindi non dovrebbe mancare in casa di tutti i collezionisti dei cimeli dimenticati del metal d'annata. 
Operazione sempre encomiabile quella della Minotauro Records, che come di consueto cura l'aspetto grafico dell'opera al meglio, proponendo un digipack molto simile ad un vinile, con carta grezza e custodia del cd in cartoncino nero, e quindi l'acquisto è comunque consigliato!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 66/100

Tracklist:
1. Devil Childe 04:16
2. Rain of Terror 05:07
3. Son of a Witch! 04:03
4. Repent or Die! 04:40 instrumental
5. Thru the Shadows 03:43
6. Grave Robber 02:04
7. Beyond the Grave 01:37
DURATA TOTALE: 25:30

https://www.facebook.com/minotaurorecords?fref=ts

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