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martedì 20 ottobre 2015

HYLING - Decimate The human Race

Full-length, Self-released
(2015)

Verona, Italia, black metal. La recensione potrebbe finire anche qui per identificare questa band e questo disco. Cosa vuol dire, si chiederanno molti di voi? Ve lo spiego al meglio delle mie possibilità. Ormai dall'Italia arrivano realtà estreme davvero degne di nota, ma il pubblico pare se ne accorga poco spesso, e questo ormai è un delitto, perchè nella noia che provo quasi quotidianamente nel sentire la mole di promo troppe volte insignificanti che mi arriva, ogni tanto qualche sobbalzo avviene ancora, nonostante io non sia più un ragazzino e sia ormai "abituato" a questa musica, dato anche il fatto che oltre ad ascoltarla, la suono anche e ne scrivo a riguardo da circa dieci anni.
Gli Hyling sono subito balzati alle mie orecchie come qualcosa di davvero meritevole, un sound classico nel rimanere nei confini del black metal, ma anche fresco nel non riproporlo in maniera stanca e poco personale.

Fondamentalmente i Nostri suonano metallo nero, ma una sezione ritmica letteralmente paurosa (un applauso al drummer Enrico) permette ai brani, ai singoli riff, di godere di una marcia in più grazie ad un lavoro di batteria tecnico e furioso che cerca di sostenere ogni singola nota con il pattern o la rullata più idonea. E manco a dirlo, tutto questo funziona in tutto il disco, perchè non ci sono passaggi a vuoto. Il mix di scuola svedese e norvegese è riuscitissimo e i rimandi ai Mayhem di "De Mysteriis Dom Sathanas" di pezzi come "Moon" o "Decimate The human Race" è un valore aggiunto per l'opera proposta. Ma anche in questi episodi è ben presente, come accennavo, un certo feeling svedese che sembra trovare in band come Setherial la propria influenza principale. Notevoli sono anche gli sprazzi vagamente death metal che troviamo tra le righe dei vari brani, anche se inseriti in un contesto sempre molto attento alla melodia.

E' proprio la melodia, anche se interpretata in chiave perversa, a fare in modo che questa band si innalzi sopra la media del genere, perchè loro non ricercano in ogni modo di suonare black metal da cantina per apparire low-fi e "true", ma cercano di fare della forma-canzone uno schema da tenere bene a mente, evitando così di sparare a salve i propri colpi. 
La prima parte del disco è più votata alla furia, infatti altri episodi come "Drops Of Fear" e "Inside The Cage" non concedono tregua, sebbene la band anche quando spinge sulla velocità evita il blast-beat vero e proprio di band come Dark Funeral ad esempio, mentre andando avanti con la tracklist possiamo trovare altre sfumature più evocative e dove la band si propone in un black/death metal più prettamente melodico ("The End Of The Imaginary Throne"), e devo dire che il risultato è sorprendente per la sua bontà, anche perchè gli Hyling riescono a variare molto all'interno di uno stesso pezzo, e questo è davvero un bene. Prendendo ad esempio il pezzo che ho citato poc'anzi, dopo la sua metà arrivano tutta una serie di sfumature che potrebbero sembrare quasi fuori contesto dopo aver ascoltato la prima parte del disco, ma nuovamente i Nostri ci stupiscono per come riescono a divincolarsi egregiamente in arrangiamenti e cambi di registro tanto repentini quanto azzeccati, e il tutto dona un valore emozionale piuttosto elevato al disco.

"Quiet Waters" ci introduce con le sue chitarre acustiche all'ultimo brano in scaletta, chiamato "Dust", che chiude con un po' di quiete e un vago sapore solenne ed epico l'opera, e mi ha ricordato vagamente qualcosa di Bathory di metà e fine carriera.
Che dire ancora? Una band ottima che ha sfornato un disco ottimo, ben prodotto, maturo e ben confezionato in un cd dall'artwork stranamente in sfumature chiare (mi pare che l'animale raffigurato in copertina sia un gufo bianco), e che asfalta con disinvoltura un buon 70% del black metal che esce a tonnellate ogni giorno. Purtroppo molta gente ormai supporta solo per partito preso o per moda, e si comporta con inspiegabile superficialità quando si tratta di seguire chi veramente vale. Quindi aprite le orecchie e leggete: questo disco e questa band meritano massimo supporto, ma quello vero, e non le solite quattro chiacchiere da facebook. Onore a voi, Hyling!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 78/100

Tracklist:
1. Moon
2. Lost Equilibrium
3. Decimate The human Race
4. Drops Of Fear
5. Inside The Cage
6. The End Of The Imaginary Throne
7. Quiet Waters
8. Dust

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