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BLACK LORD - Black Ritual Forest

Full-length, Satanath Records/Rebellious Records
(2015)

Dal Messico arriva questo duo composto da Black Lord (all instruments) e Astarot (drums), anche se il monicker fa pensare ad una one man band "allargata" ad un altro componente, il batterista. Quello proposto in "Black Ritual Forest" è un black metal vecchia scuola, che sembra essere uscito dalle innevate terre della Scandinavia, piuttosto che da quelle assolate del Messico. Ad ogni modo dischi come questo ci riportano di almeno venti anni indietro, a partire dal cover artwork in bianco e nero, al packaging scarno con sole 4 facciate di booklet, alla carta ruvida e al face painting dei due componenti coinvolti.

Ovviamente in tutto questo ciò che è black metal fino al midollo è la musica, che nei suoi 37 minuti circa di durata non si discosta un minimo dal metallo nero tout-court, se non per una leggera propensione per ritmiche di chitarra vicine al thrash vecchio stile più grezzo e istintivo. Ma questo aspetto non è sempre presente, in quanto possiamo trovarlo ad esempio in un pezzo come "Dreaming into the Eternal Forest" o, soprattutto su "Sometimes Sacred", ma in generale non è un elemento così marcato, sebbene importante nell'economia del sound di questa band. A volte la formazione pare esplorare il lato più evocativo e riflessivo del black come in "Moonlight", che si mantiene lenta per quasi tutta la sua durata. 
Quindi in generale possiamo parlare di un discreto lavoro, non di certo un capolavoro, ma un buon compendio di sonorità già conosciute, dove "originalità" è praticamente un termine sconosciuto.

Non so se l'adesione incrollabile ad uno stile e una attitudine possono bastare per rendere un lavoro come questo "Black Ritual Forest" sufficientemente interessante, ma ogni tanto la band piazza qualche colpo ben riuscito, come la valida "Coldblod", che ricorda certe cose dei Carpathian Forest e si rivela come episodio che, insieme ad altri 2 o 3 alza le quotazioni di questo album. 
Concludendo: questo lavoro non stupisce e forse non vuole farlo, ma chi ama il black metal degli anni Novanta mescolato ad un po' di black-thrash anni Ottanta potrebbe trovarlo apprezzabile. 
Chi invece cerca personalità e innovazione guardi decisamente altrove.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 60/100

Tracklist:
1. Intro 04:30
2. Spiritual War 03:49
3. Lord of the Night 03:24
4. Black Bird 03:51
5. Dreaming into the Eternal Forest 04:02
6. Moonlight 04:00
7. Sometimes Sacred 03:39
8. Cold Blood 03:44
9. Spell of Darkness 03:49
10. Outro 01:54
DURATA TOTALE:36:42

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