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BRUTALLY DECEASED "Satanic Corpse" (Recensione)

Full-length, Doomentia Records
(2016)

Siete appena reduci dalle immagini del tour di reunion degli Entombed di “Clandestine” e il vostro appetito vien mangiando? Fate bene, e potete già considerarvi miei commensali! Già, perché Andersson e soci hanno a mio parere tirato fuori un grande evento (altro che certe reunion “di plastica”) e non resta che sperare in un comeback in studio che esalti le potenzialità ancora inespresse di quella line-up.

Fino ad allora, fermate pure la fame con questi Brutally Deceased... no, non troverete il loro monicker nella mastodontica pubblicazione di Daniel Ekeroth, “Swedish Death Metal”, e non perché la band è relativamente giovane (ma neanche tanto, visto che sono in giro dal 2007), quanto piuttosto perché... vengono dalla Repubblica Ceca! E allora, direte voi? Il fatto è che gli autori di “Satanic Corpse” non avrebbero affatto sfigurato accanto ai loro padri putativi scandinavi, data la chiara attitudine death di matrice svedese, con ovvia preferenza per la scuola di Stoccolma rispetto a quella di Gothenburg. Nove pezzi per quello che è il terzo disco del quintetto, un album che scopre subito le carte sull'opener “The Art Of Dying”, in cui sono le chitarre a grattugia di scuola Nihilist a farla da padrone, ornate dall'immancabile HM-2, vero e proprio pedale di ordinanza per chi insegua un certo tipo di sound.

Come è ovvio, non è lecito aspettarsi particolari guizzi di originalità da un lavoro simile, per quanto la band cerchi di rimescolare le carte e lasciar emergere una sottile vena epica che non guasta affatto nel complesso: è il caso di “The Disclosure” e soprattutto di “At One With The Dead”, con le sue twin guitars maideniane, un'interessante alternanza di tempi e un assolo prettamente NWOBHM. Ampio spazio è concesso alla tradizione, con un lavoro di ricerca che è quasi filologico in occasione degli stacchi iniziali di “Ruthless Cleansing” e delle mefitiche evoluzioni del rifferama della conclusiva “In Torment We Shall Strive”, in qualche modo memore della band del già citato Ekeroth, gli Usurpress, con però ancora maggiore indulgenza sui passaggi “di atmosfera”, in un modo che ricorda da vicino proprio l'operato degli Entombed di “Clandestine”, nonché i primi lavori di Hypocrisy e Grave. 

È probabile che il posto giusto per “Satanic Corpse” sia un trafiletto sulle pubblicazioni enciclopediche di settore, eppure siamo dinanzi ad un disco godibilissimo ad opera di una band che probabilmente può riservarci sorprese in futuro, perciò... lo consiglio vivamente ai deathsters di scuola e passione europea!

Recensione a cura di: schwarzfranz 
Voto: 73/100

Tracklist:
1. The Art of Dying 03:23
2. The Disclosure (In the Circle of Thy Bowels) 02:09
3. Hostile Earth 03:25
4. Epoch of Self-Denial 02:54
5. Where No Gods Dare 02:52 
6. Ruthless Cleansing 03:43
7. Withstanding the Funeral 01:51  
8. At One with the Dead 04:09  
9. In Torment We Shall Strive 05:02

DURATA TOTALE: 29:28 

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