29/10/17

SPEED KILLS "Devastation Unleashed" (Recensione)

EP, Independent
(2014)
 
Gli Speed Kills si ispirano al sound della N.W.O.B.H.M. e allo speed-thrash, spaziando anche nel punk-hardcore e nel rock più marcio. Gli Speed Kills si son formati nel 2011 e sono: Nemo ( voce), Niccolò (chitarra), Gabriele (batteria) e Marco (basso). In due mesi esordiscono live e già in quell'estate possono vantare cinque brani originali che ottengono buoni responsi da parte del pubblico. Condividono i palchi con: Mothercare, Staker, Leppardize, Tonio Scatigna e La Gatta da Pelare. In quel Dicembre entrarono in studio per incidere un demo dal titolo "Badass death" composto da cinque pezzi. Proseguirono la promozione della demo con live e inserendo alcuni pezzi in varie compilation Nell'Ottobre 2013 Marco, il bassista, lascia la band e subentra David (Blindfall, ex-Electric Fluid) al suo posto. 
 
Quindi ora andrò a recensire questo six tracks ep dal titolo "Devastation Unleashed". I nostri partono da subito a razzo con intenzioni bellicose sorrette da un drumming furioso che ne creano un attacco micidiale. Un thrash metal classico con buona tecnica e melodie che con questo pezzo dal titolo "Devastation comes from the past" tracciano il sentiero da percorrere nei restanti cinque pezzi. Notare a tre quarti del pezzo ottimi assoli che si ispirano ai primi padri del genere, ovvero Slayer. Il secondo pezzo inizia con un bel "Vaffanculo!" urlato dal cantante, che introduce "We Suck", scandito da ritmiche ripetitive rese varie e ariose da vari cambi, che accompagnati dal refrain rendono il pezzo addomesticabile.
Bella prova del chitarrista solista, Niccolò, che cesella a dovere la sua personale scultura. "Mater morbi" solca acque oscure tracciando linee invisibili nel mare delle tenebre ed esplodendo nella sua immane furia con le vocals di Nemo che fanno tremare il nostro vascello . Il mare è in tempesta con il refrain che colora e decora questo scenario di apocalisse sonica."Old Frank's Song", bella traccia con buon tappeto ritmico e vocals decise e conscie di ciò che stanno esponendo. I riffs si insinuano nelle trame del pezzo rendendolo eccitante e donandogli sprazzi di emotività e brividi. "Velociraptor" ruggisce da subito ,martellando l'ascoltatore e portandolo a forza verso gli Inferi, aperti da un bellicoso velociraptor, ovvio. Le urla di Nemo a metà pezzo concedono spazio all'assolo di chitarra di Niccolò che frantuma per qualche istante le rocce circostanti. 
 
Conclude questo six track ep l'eponima song della band: un bolide lanciato a velocità contro un muro di cemento armato. Le velocità non danno scampo a vie di uscita, mentre tutto scorre attorno a noi. Il bolide viaggia veloce mantenendo un ritmo consono al suo genere thrash/speed metal classico. 
Ottima prova di questa band che fa capire ed esprimere le sue intenzioni da subito con questo ep dai toni chiari e decisi. Un bel pollice alto per questi ragazzi che non inventano nulla ma dimostrano quanto sia fervida, vivace e volenterosa la scena metal italiana.

Recensione a cura di: Giorgio Gibellini
Voto: 70/100

Tracklist:
1) Devastation Comes From the Past
2) We Suck!
3) Mater Morbi
4) Old Frank's Song
5) Velociraptor
6) Speed Kills

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