04/11/17

NIAMH "Corax" (Recensione)

Full-length, Ghost Label Record
(2017)

Siamo ancora in Piemonte per portare a vostra conoscenza i Niamh, e di nuovo Vercelli! I Niamh sono una giovane band di recentissima formazione (2016), e si propongono al pubblico della musica robusta con questo debutto intitolato "Corax". Otto tracce compongono questo cd, ma mi raccomando, non fermatevi ad ascolti frettolosi. Se il primo impatto della loro musica potrebbe farvi pensare alla "solita" band che si muove a cavallo tra ultime tendenze come alternative metal e metal-core, in realtà questo gruppo a mio avviso ha già personalità da vendere e un grosso pregio che vi cercherò di spiegare. Avete presente i Linkin Park (R.I.P. Chester Bennington)? Ecco, loro in più riprese mi hanno ricordato quella band, ma devo essere del tutto onesto: i Linkin Park mi sono sempre piaciuti pochino, mentre questi Niamh mi hanno subito colpito!

La loro freschezza compositiva, i loro suoni a volte tendenti ai padri dello djent metal (Meshuggah), con chitarre ribassate e dal riffing un po' "storto", e la capacità di unire a questo una musica dura, melodica ma molto "fluida", di facile presa, sono elementi davvero che fanno la differenza. Cioè, non è da tutti, tantomeno da band emergenti, riuscire ad unire Linkin Park, Meshuggah e, ad esempio, Sonic Syndacate, tanto per fare un nome di moderno metalcore adesso in circolazione, con buoni risultati. Un pezzo come "My Antichrist Anaemia" è semplicemente stupendo, è ciò che probabilmente gli ultimi In Flames stanno cercando di fare da almeno dieci anni senza riuscirci. Altre tracce davvero belle sono l'opener "Putting the fun in FUNeral", che si apre in puro stile djent, per poi aprirsi in un qualcosa che mi ha ricordato un incrocio tra qualcosa di Devin Townsend e i già citati Meshuggah, per poi svilupparsi in territori più prettamente alternative metal e quindi maggiormente melodici.
Molto valida anche "The WOW Effect", che inizia come una ipotetica versione psichedelica dei Nirvana, con voci filtrate, per poi successivamente aprirsi a refrain che riportano in mente i Linkin Park. Cito ancora la devastante "Paracetamolov", un urlo di rabbia che pesta a più non posso, con spiragli nuovamente psichedelici che fungono da spartiacque tra una sfuriata e l'altra. Chiude il disco "Maniac" un tributo agli anni Ottanta e al film Flashdance ("Maniac" è un singolo di Michael Sembello pubblicato nel 1983, estratto dall'album "Bossa Nova Hotel").

Per finire, tiriamo le somme: disco riuscito e davvero gradevole, con almeno due o tre pezzi di altissimo livello. Se la band saprà continuare su questa strada e maturare ancora un po' sotto l'aspetto compositivo ne vedremo delle belle. Per adesso una ulteriore, ottima testimonianza tutta italiana di come il rock duro in Italia goda di ottima salute e abbia sempre nuove leve pronte sul trampolino di lancio!

Tracklist:
01. Putting the fun in FUNeral
02. The WOW factor
03. Eat. Pray. Kill.
04. The voices made me do it
05. Mrs Fletcher's relatives
06. Paracetamolotov
07. My Antichrist Anaemia
08. Maniac

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