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ULVEDHARR "World Of Chaos" (Recensione)


Full-length, Scarlet Records
(2019)

Certo che l'Italia è un Paese di fottuti bastardi, pronti a sputare sangue su chi non ha rispetto per le altrui vicende. In effetti "World Of Chaos" può essere visto come un racconto musicale, dove i duellanti Ulvedharr ci raccontano storie di battaglie personali. 
Gli Ulvedharr da Clusone, arrivano a plasmare geometrie musicali che odorano fortemente di Thrash Metal. Sopra questa visione della materia Metal, è posta una cappa Death Metal che trasmette ai pezzi un'impronta viscerale. 

"What Have We Done?" mi ricorda I Sepultura dei tempi migliori, questo può essere un buon ponte di collegamento per capire da quali ascolti provengono i nostri amici. La voce di Ark richiama tremendamente quella di Max Cavalera, le due chitarre di Ark e Giuseppe Ciurlia procedono impeccabilmente con riff e assoli ben calibrati. Michele Balduzzi sa bene ciò che deve fare con la sua batteria. Marco Manfredi segue attento con il suo basso, senza andare sopra le righe. Il secondo pezzo "Death Stare" esordisce in maniera frenetica, la batteria impazzisce nel clima da battaglia. Ark con il suo growl grezzo, mi piace di più in questo caso, denotando una maggiore personalità rispetto al primo estratto. Compare un breve stacco acustico che chiude bene la traccia. In "Cold War", Ark torna a rispolverare l'ugola d'impostazione cavaleriana. Niente di male, ma voglio capire se c'è qualcos'altro di personale nel resto dei pezzi. È il turno di "World Of Chaos", la mia mente ha modo di rinfrescarsi un po', le chitarre prendono una direzione più prettamente Heavy Metal; la batteria è sempre forsennata insieme al fedele basso di Marco Morandi. 

Il quinto episodio ha un attacco decisamente Thrash Metal; chitarre e batteria sono fuse perfettamente tra loro. Il cantato diviene più scandito e brutale, la componente Death ha il sopravvento nel proseguio del brano. Indubbiamente qui la band mi convince. "Chemical Wind Imbalance" porta aria di mistero nel tracciato sonoro degli Ulvedharr; sembrano gli istanti che precedono un attacco, con i guerrieri appostati dietro una rupestre barricata. Ecco appunto che parte l'offensiva con "Fallout". Si materializzano ancora gli istinti Thrash, filtrati dalla cupa ferocia Death. Incombe ancora sulla band l'ombra dei Sepultura. Siamo a "Silent Beholder" e le cose vanno come dovrebbero andare. Voglio dire che si evidenzia una maggiore fantasia, il combo bergamasco ci fa vedere che sa stupire con i propri mezzi; suonano a dovere, emozionano con la loro spinta sanguigna e non rincorrono nessun mito. La penultima pallottola "Pull The Trigger", e' un concentrato di furia Death e spirito selvaggio; caspita è così che voglio sentire suonare questi ragazzi. Il brano esplode con una bollente miscela di rabbia e idee vincenti. Giunti alla fine ci imbattiamo in "Vision Of Chaos"; la traccia è attraversata da una freschezza che deriva da un ritornello assolutamente vincente. Ci sono gli stacchi Crossover che tanto stuzzicano; il basso di Marco Morandi si ritaglia uno spazio di primo piano, grazie ad un sound spettacolare . La chitarra solista si congeda con un breve saggio di classe ma soprattutto questo si rivela uno dei pezzi migliori della raccolta. 

Proposte come questa sono gradite alle mie orecchie; devo però soffermarmi sull'aspetto dell'originalità che in questo disco non eccelle. "World Of Chaos" è un album che viaggia a fasi alterne, se andiamo sul lato della personalità. Per il resto, è un capitolo discografico impregnato di grinta e abilità strumentale. Ad ogni modo cari Ulvedharr, siete i benvenuti nella mia stanza degli ascolti! 

Recensione a cura di Andrea Bottoni
Voto: 70/100

Tracklist:

1. What Have We Done? 04:44
2. Death Stare 04:45
3. Cold War 04:23
4. World of Chaos 04:18
5. Fire in the Hole 03:57
6. Chemical Wind Imbalance 02:15
7. Fallout 04:04
8. Silent Beholder 03:37
9. Pull the Trigger 03:45
10. Vision of Chaos 03:00

DURATA TOTALE: 38:48

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