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ABORTED FETUS "Pyramids of Damnation" (Recensione)


Full-length, Comatose Music
(2020)

Dalla Russia ci giunge questo lavoro degli Aborted Fetus. La band è dedita ad un death metal classico, le cui maggiori influenze sono riscontrabili in band come Obituary e Deicide. Pyramids of Damnation è caratterizzato da una buona produzione, debitrice al suono di Tampa. La banda a dire il vero non fa niente per mettere un pizzico di personalità nella musica suonata, ma ci troviamo di fronte ad un lavoro totalmente derivativo, sia nel riffing che nel cantato growl. Manca di base quel marciume, quel senso di pericolo che una musica di questo genere dovrebbe trasmettere all’ascoltatore. 

Questo lotto di canzoni, eseguite perfettamente, formalmente perfette, purtroppo non riescono a trasmettere molto. Al di là del riffing derivativo, manca quella cattiveria di base che in lavori del genere può fare la differenza. Prendete “Invasion of Bloodsucking Insects”. Quante volte abbiamo sentito questi riff? Dov’è la rabbia? Dov’è quel senso di marciume che dovrebbe infestare certe produzioni? Pervenuto in minima parte. Allora è tutto da buttare? No, l’album comunque si ascolta, di base non è brutto, solo che è la solita minestra. L’impressione è di trovarsi di fronte a scolaretti che svolgono il loro compito, ma senza metterci la giusta attitudine. “Queen’s Prophecy” è uno dei momenti migliori, con ritmi sincopati introdotti da un momento acustico che tanto ricorda una band come gli Orphaned Land. Interessanti “Fire Spreading Over The Earth” e “Fear of Darkness” con il loro ritmo marziale e le accelerazioni in doppia cassa, fino ad improvvisi accenni di blast beat in uno stile che richiama da vicino gli Obituary. Da segnalare la conclusiva “Pharaoh Firstborn’s Execution” brano in cui i nostri riescono a esprimere in modo convincente la loro formula musicale, costruendo un brano dinamico e con una giusta attitudine. Ma è uno dei pochi momenti in cui questo avviene in modo risoluto. 

E non c’è molto altro da segnalare. I russi sono dei buoni esecutori di death metal, sono musicisti preparati, tecnicamente ineccepibili, ma hanno bisogno di trovare una loro strada che li porti a staccarsi dagli stilemi del genere, altrimenti rischiano di essere risucchiati in quel limbo di band clone che ripetono semplicemente la lezione dei maestri senza dimostrare un briciolo di personalità. In conclusione possiamo affermare che non è un album da buttare, ma allo stesso tempo Pyramids of damnation è un lavoro come tanti altri, un po’ anonimo, che rischia di passare in sordina. 

John Preck
58/100 

Tracklist:
1. Pharaoh's Disasters
2. Earth's Bloody Punishment
3. Execution by Toads
4. Invasion of Bloodsucking Insects
5. Queen's Prophecy
6. Cattle Pestilence
7. Goddess of Chaos
8. Tomb of Damnation
9. Abscesses on My Body
10. Fire Spreading Over Earth
11. Locust of Death
12. Fear of Darkness
13. The Ancient Ritual of Death
14. Pharaoh Firstborn's Execution
15. Outro

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