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VICIOUS RUMORS "Digital Dictator" (Recensione)


Full-length, Roadrunner Records
(1988)

I Vicious Rumors hanno bisogno di poche parole introduttive, ma qualcosa bisogna rimarcarlo. Quarantuno anni di carriera, una serie di album di valore che hanno sempre ribadito il loro amore per l'heavy metal più roccioso, e un contributo importante per quel genere definito come US Power Metal, o anche solo US Metal. Il genere proposto infatti è in bilico tra power, speed e metal classico, ma non manca anche qualche ammiccamento al thrash più melodico. Insieme a band come Metal Church, Jag Panzer, Armored Saint e altri, questa band ha letteralmente scritto la storia di questo genere, nonchè pagine importantissime per il metal tutto.

Questo "Digital Dictator" è il secondo album per la formazione del funambolico chitarrista Geoff Thorpe, ed è uno di quei dischi in cui è difficile, ancora oggi, trovare difetti. La formazione della band, che vedeva l'ingresso del talentuosissimo singer Carl Albert (poi scomparso nel 1995 a causa di un incidente stradale), in questo album è scintillante. Su tutti le figure più ingombranti e che fanno la parte del leone sono quelle di Geoff Thorpe e dell'appena citato Carl Albert. Il primo è una vera fucina di riff ed assoli senza sosta, il secondo è un valore aggiunto non da poco e infatti la sua voce, che spazia su più registri fino a raggiungere anche note altissime, sarà l'elemento caratterizzante dei primi (e forse più apprezzati) lavori della band. Il disco nella prima parte non ha mai cali di tono, ad iniziare dall'intro intitolata "Replicant", per proseguire con le potenti "Digital Dictator" e "Minute to Kill", per arrivare poi alla più groovy "Towns on Fire", il tutto è fatto ad arte secondo i dettami del metal più granitico ma allo stesso tempo melodico. Non da  trascurare sono gli altri due componenti della band, ovvero Dave Starr e Larry Howe, altre due pedine puntuali ed efficaci.

Il disco poi prosegue con "Lady Took a Chance", pezzo forse non trascendentale, abbastanza cadenzato e melodico, in alcuni frangenti quasi hard rock. In questo brano, ancora una volta, Carl Albert dà una prova maiuscola, passando da vocals rabbiose ad acuti d'impatto. A mio avviso questo brano è un filler, non ha quel qualcosa che avevano i brani precedenti, ma siamo comunque sulla sufficienza piena. Ed è con la successiva "Worlds and Machines" che la band nuovamente fa scintille, per un brano che ancora oggi non manca nella scaletta live della band. Si tratta di un pezzo veloce, dove la batteria in doppia cassa è quasi una costante e il tiro è micidiale. Bellissima! Ed è così che si prosegue fino alla fine, e concludiamo in bellezza con "Out of the Shadows", altro pezzo molto buono, un up-tempo incalzante e pregevoli parti di voce e chitarra, con ritornelli particolarmente melodici e un nuovo avvicinarsi a certo hard rock classico, ma con la veemenza dell'US Power. 

Che dire signori, questo è un album che non dovrebbe mancare in nessuna discografia di ogni metallaro che si rispetti, un album che, a parte pochissimi momenti, si mantiene entusiasmante dall'inizio alla fine. Personalmente penso che la prima parte del disco sia nettamente superiore alla seconda, ma forse è questione di gusti personali, e comunque non vi è un solo brano che potremmo definire "brutto" in questa scaletta. Per me, album imperdibile e da riscoprire.

Sergio Vinci
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Replicant 
2. Digital Dictator
3. Minute to Kill 
4. Towns on Fire 
5. Lady Took a Chance 
6. Worlds and Machines 
7. The Crest 
8. R.L.H. 
9. Condemned 
10. Out of the Shadows

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