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EXODUS "Persona Non Grata" (Recensione)


Full-length, Nuclear Blast
(2021)

Sono passati sette anni dal predecessore, e più che buono "Blood In, Blood Out", All'epoca gli Exodus erano all'incirca dei cinquantenni, e oggi sono dei quasi sessantenni ancora più incazzati! A me sembra incredibile che la vecchia guardia thrash che non fa parte dei Big Four formata da band come ad esempio Exodus, Sodom, Flotsam and Jetsam, Overkill, Testament, Kreator e altri continui a spaccare in maniera spaventosa, con dischi assolutamente al passo coi tempi ma anche capaci di rivaleggiare coi loro capolavori del passato, se non addirittura, in alcuni casi, a superarli.

E' il caso degli Exodus, che lo dico subito, hanno realizzato un disco monumentale, sfrontato, bastardo, violentissimo. Ma questo disco mette anche in luce quella che è ormai una formazione affiatata e di fuoriclasse. Inutile spendere altre parole per un chitarrista del calibro di Gary Holt, perchè lui è semplicemente colui che per primo ha inventato il thrash metal ed ha uno stile nervoso e spigoloso solo suo. Ma sarebbe delitto non menzionare gli altri suoi compagni, come lo storico e devastante batterista Tom Hunting, piuttosto che musicisti straordinari che si sono uniti ormai da moltissimi anni a questa band, come il grandioso Lee Altus (vedi anche Heathen), e il bravissimo bassista Jack Gibson. Menziono per ultimo il leggendario singer Steve "Zetro" Souza, ritornato all'ovile per gli ultimi due album, che rappresenta da una parte la tradizione di questa band, ma anche la croce e la delizia per molti, compreso me. Sì, perchè avevo molti dubbi sulla sua voce, ma vi posso dire che sebbene io preferisca la voce di Rob Dukes, in questo album Zetro non sfigura affatto.

Il trittico iniziale formato da "Persona Non Grata", "R.E.M.F.", "Slipping into Madness" è qualcosa che lascia attoniti. La potenza sprigionata da questi cinque eterni ragazzi, il loro bagaglio tecnico ormai acquisito e la loro propensione verso la brutalità è da insegnamento a giovani e vecchie leve. Tre batoste che è quasi impossibile trovare in altri dischi thrash. Questo è il thrash brutale che gli Exodus ci propongono da almeno 16 anni a questa parte. Lo hanno perfezionato, reso offensivo e pericoloso e c'è da avere paura! Arriva poi un episodio a mio avviso non entusiasmante come "Elitist", che però non delude più di tanto, perchè subito dopo assistiamo ad una specie di ibrido tra gli Exodus e gli Slayer più malati, e lo possiamo ascoltare in "Prescribing Horror", canzone lenta e pachidermica, dove il riffng ribassato dei due axeman spicca in tutta la sua oscurità e pesantezza. La voce di Zetro in questo caso la trovo molto a suo agio, riesce a donare veleno ad un brano molto insidioso. "The Beatings Will Continue (Until Morale Improves)" è da orgasmo thrash. Avete mai provato un orgasmo thrash? Bene, mettete questo brano ad alto volume e poi fate il resto da soli o in compagnia. Ricetta semplice per un risultato esaltante: strofe che rallentano e accelerano di continuo, riff spaccaossa, batteria semplicemente cattivissima. Forse ha ragione Kerry King quando dice che dovrebbero assolutamente essere messi in un ipotetico Big Five del thrash. Anche se io dico che, parlando di thrash made in USA, ci dovrebbe essere un Big Six, con almeno i Testament in scaletta. Ecco, a quel punto i conti comincerebbero a tornare. Arriviamo ad una traccia atipica, che strizza l'occhio all'heavy classico e a soluzioni più moderne e con un lavoro di basso martellante, e parliamo di "The Years of Death and Dying", un pezzo che però non mi ha fatto impazzire e che reputo come il secondo mezzo filler assieme alla già citata "Elitist". Però attenzione al finale con assolo di chitarra incorporato da urlo. Ecco, col finale tutto si risolleva, e quindi devo parzialmente rivedere le mie posizioni? Non proprio, il pezzo in generale è un po' monotono e ripetitivo e il ritornello ruffiano non mi piace per nulla.

Ci avviamo verso il finale del disco e delle ultime cinque canzoni su dodici, "Clickbait" impressiona per violenza, tiro e cattiveria. Un pezzo che potrebbe causare seri danni dal vivo (se mai si ritornerà a dei VERI live show come una volta...). Questo brano non tende la mano verso qualcosa di raffinato, ma punta tutto sull'aggressività, e ci riesce appieno. E poi vogliamo parlare ancora della batteria? No, ci siamo capiti spero, altrimenti cambiate sito e recensione. "Cosa del Pantano" è una sorta di interludio acustico che odora di Lousiana. Giri di chitarra che avrei visto bene in una band come i Down. Subito dopo parte "Lunatic-Liar-Lord" che si apre in acustico, per poi esplodere in otto minuti in cui il thrash viene nuovamente insegnato ai duri di comprendonio, e dove gli Exodus si stagliano una spanna sopra molti colleghi. Per tecnica, per brutalità, per personalità. Per tutto. Altro brano impressionante, e che ve lo dico a fare ormai, ma volevo solo dirvi che la parte centrale del brano è provvista di rallentamenti e atmosfere claustrofobiche molto ben inserite, e che poi nel finale il pezzo riparte con nuovi riff ficcanti e una sorta di tripudio thrash metal conclusivo.

Ultime due tracce. "The Fires of Division" parte a raffica su un tappeto di doppia cassa per poi inventarsi un riff più massiccio e pesante che devasta tutto quello che incontra. La batteria di Tom Hunting è come al solito incredibile. Gli assoli di chitarra nella parte centrale del brano sono altra benzina sul fuoco. Si notano vaghi spiragli melodici in dei refrain dove Souza se la cava più che dignitosamente. Ma il finale è da colonna sonora dei più spietati sport pericolosi. "Antiseed" si apre lenta, con cassa e chitarra dilatate. Non arriva nemmeno il primo minuto di ascolto del pezzo ed ecco che incastri di tom e riff di chitarra entrano di prepotenza lasciando poi spazio alla velocità e al sangue che schizza da ogni parte. Gli Exodus ci tengono a chiudere come si deve e lo fanno all'insegna dell'intransigenza, sebbene questo brano non sia tra i migliori del lotto, ed è quindi il terzo mezzo filler dell'album. Ma non si può volere tutto.

Cosa devo aggiungere? Uno dei lavori più massacranti ascoltati negli ultimi anni. Con due o tre filler che non pregiudicano però un lavoro che si erge con prepotenza a esempio per tutto il movimento thrash. E questo, lo ripeto, lo stanno facendo dei quasi sessantenni. Avranno stretto un patto col Diavolo, altrimenti non si spiega. Disco thrash per tutti, mazzate per tutti, loro colleghi compresi. E basta.

Sergio Vinci
Voto: 85/100

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Tracklist:
1. Persona Non Grata 
2. R.E.M.F. 
3. Slipping into Madness 
4. Elitist 
5. Prescribing Horror 
6. The Beatings Will Continue (Until Morale Improves) 
7. The Years of Death and Dying 
8. Clickbait 
9. Cosa del Pantano 
10. Lunatic-Liar-Lord 
11. The Fires of Division 
12. Antiseed 

Line-up:
Tom Hunting - Drums, Lyrics (track 7)
Gary Holt - Guitars, Songwriting (tracks 1, 2, 4-12), Lyrics (tracks 1, 2, 5-12)
Steve "Zetro" Souza - Vocals, Lyrics (tracks 3, 4)
Jack Gibson - Bass
Lee Altus - Guitars, Songwriting (track 3)

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