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1914 "Where Fear and Weapons Meet" (Recensione)


Full-length, Napalm Records
(2021)

Si contano a migliaia i libri sulla Prima Guerra Mondiale e forse non basteranno mai a descrivere tutti gli episodi di una delle più grandi tragedie umane che la Storia moderna ricordi: l'arte trae sempre spunto creativo dagli eventi nefasti e per raccontarci in musica gli orrori bellici di un secolo fa ci sono i 1914, band blackened death metal ucraina che proprio della Grande Guerra fa tema lirico portante. La terza fatica full-lenght dei 1914 si intitola “Where fear and weapons meet" ed è uscita lo scorso 22 Ottobre 2021 per Napalm Records; l'opera si compone di 11 tracce (delle quali 9 originali, 2 canzoni d'epoca per intro ed outro ed una cover del cantautore di origine scozzese Eric Bogle) per poco più di un'ora di ascolto. La cover-art dell'album mostra la Morte nella classica rappresentazione del mietitore incappucciato che tende la mano ad un soldato in trincea, quasi a liberarlo dalle sue sofferenze: dunque la copertina del disco, commovente e nello stesso tempo disturbante, ci introduce alle atmosfere che vivremo ascoltando “Where fear and weapons meet". 

Lo stile proposto dai 1914 nel nuovo lavoro è di base un blackened death metal di tipo est-europeo, quello evolutosi a partire dal death puro dei polacchi Vader (non mi stancherò mai di sottolineare l'importanza di questa storica formazione polacca) e che in maniera eterogenea è divenuto colonna portante dei canoni compositivi di molte band di metal estremo provenienti dall'Europa orientale (tra queste Infernal War, Iperyt, Arkona, Welicoruss), venendo rielaborato dalle stesse e creando di volta in volta nuove commistioni sonore. Proprio in “Where fear and weapons meet" i 1914 sfruttano la versatilità del blackened death metal melodico, dando vita ad un disco sempre vario e mai scontato: le tracce si susseguono tra sperimentazioni symphonic, folk, atmospheric e doom. Il risultato finale è un suono sempre maestoso, solenne ed anche malinconico: proprio per questo motivo, ricondurrei personalmente anche i 1914 al filone dell'atmospheric black metal. Il lavoro di mixaggio e post-produzione è magistrale: in primo luogo, è da apprezzarsi l'aggiunta delle sezioni di fiati in richiamo delle atmosfere belliche ed il contrasto di queste ultime con le chitarre “a zanzara", inoltre, l'aggiunta di canzoni d'epoca, marcette militari come intro/outro/intermezzi e registrazioni di discorsi reali del quinquennio 1914-1918 rende “Where fear and weapons meet" più di un album di metal estremo sulla Grande Guerra, bensì una vera e propria rievocazione storica in musica. 

Penso sia utile segnalare tra i punti salienti del disco l’incipit della opening track “FN.380 ACP #19074” incentrata sul casus belli dell'attentato di Sarajevo che, insieme alla intro “War in", dà vita ad uno dei migliori preludi per un album metal che abbia sentito negli ultimi tempi. Tra gli altri pezzi, “Coward” è una vera e propria ballata, “and a Cross Now Marks His Place" rasenta il death/doom puro e “The Green Field of France", cover del citato cantautore di origine scozzese Eric Bogle, si apre con una intro di cornamuse prima di scatenare una furia death relativamente lenta e molto pestata. Quanto al resto, lo lascio volentieri scoprire a voi, in quanto vale davvero la pena spendere un’ora di tempo per l’ascolto di quest'album. Ricapitolando, siamo di fronte ad una delle migliori produzioni di metal estremo dell'anno e forse anche degli ultimi 10 anni. Un ottimo lavoro, consigliato a chi ama il death ed il black metal nelle loro più svariate declinazioni; sono inoltre sicuro che l'ascoltatore, se appassionato anche di Storia e del mondo militare, apprezzerà ulteriormente quest'opera davvero ben riuscita. Come voto finale, un bel 90/100 i 1914 lo meritano proprio.

Recensore: Lupo Thrasher
Voto: 90/100

Link video recensione su nostro canale youtube:

Tracklist:

1. War In 01:11 
2. FN .380 ACP#19074 
3. Vimy Ridge (In Memory of Filip Konowal) 
4. Pillars of Fire (The Battle of Messines) 
5. Don't Tread on Me (Harlem Hellfighters) 
6. Coward 
7. ...and a Cross Now Marks His Place 
8. Corps d'autos-canons-mitrailleuses (A.C.M)
9. Mit Gott für König und Vaterland 
10. The Green Fields of France (Eric Bogle cover) 
11. War Out

Line-up:
5.Division, Ulanen-Regiment Nr.3, Sergeanten - Vitalis Winkelhock - Guitars
9.Division, Grenadier-Regiment Nr.7, Unteroffiziere - Armin fon Heinessen - Bass
37.Division, Feldartillerie-Regiment Nr.73, Wachtmiester - Liam Fessen - Guitars
2.Division, Infanterie-Regiment Nr.147, Oberleutnant - Ditmar Kumarberg - Vocals
33.Div., 7.Thueringisches Inf.-Reg't. Nr.96, Gefreite - Rusty Potoplacht - Drums

Web:
Bandcamp
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