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HOLY LEGIONS fanzine: Recensione n. 0 e n. 1



Holy Legions è una nuova fanzine cartacea italiana che ha visto la luce nel 2021. Sono usciti un numero 0, seguito a novembre dal numero 1. La fanzine, come scritto nel sottotitolo “between the old and new traditional metal” tratta appunto il metal più tradizionale, con uno sguardo al passato ed uno al presente. Da un punto di vista grafico e dell’impaginazione siamo di fronte ad un lavoro altamente professionale, una vera e propria rivista stampata in tipografia, che resta fanzine nei tradizionali colori in bianco e nero e nel formato A4. Dietro al progetto ci sono delle penne note del giornalismo metal italiano.

Il primo elemento che risalta, che attrae lo sguardo, sono le due bellissime copertine ad opera Enzo Rizzi, noto disegnatore nazionale, protagonista anche di un’interessante intervista sul numero 1. Aprendo e sfogliando la fanzine, leggendo i diversi articoli e le interviste proposte, si può notare la cura e la professionalità con cui ogni dettaglio è stato curato. Se ho interpretato correttamente la struttura del giornale, abbiamo diverse sezioni che trattano temi e band specifiche. L’apertura è affidata a “Diary Of A Madman” in cui viene proposto l’articolo principale che vede nei primi 2 numeri, protagonisti, un ricordo di Mark Shelton (n 0) e i Domine (n. 1). In “Heavy Weapon” vengono trattati temi legati in qualche modo alla musica metal come il rapporto stretto con i fumetti (n. 1) o il mondo dell’ascolto fisico (n. 0). “Operation Mindcrime” ci porta invece alla scoperta di band a stelle e strisce sconosciute, che hanno avuto vita a cavallo tra la fine dei settanta e i primi ottanta, con analisi dettagliate della loro breve storia e dei loro album. “Iron Vault” è la sezione dedicata a band storiche di heavy metal tradizionale. 



In questi due numeri troveremo interviste e retrospettive di band quali Diamond Head, Morgana Lefay, Lordian Guard, Holocaust, Cirith Ungol. “Time Tells No Lies” invece tratta band contemporanee di sicuro interesse. Per chi come il sottoscritto ama sonorità anche più estreme, di sicuro interesse sono gli articoli dedicati ai Coroner (n.0) e “NWOTHM: EXTREME WAY” (n. 1). Quest’ultimo articolo tratta l’evoluzione e la fusione del metal tradizionale con quello più estremo. Ho trovato i 2 numeri pieni di spunti interessanti, un lavoro ben fatto, una fanzine creata da un team di appassionati, competenti e professionali. Non posso far altro che consigliare a tutti i metallari di sostenere un progetto così genuino ed ambizioso. Abbiamo bisogno di queste iniziative per tenere viva la passione per la musica metal. 

Recensore: John Preck

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