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KARNAR: spietate esecuzioni death metal (Intervista)


01 - Ciao ragazzi e benvenuti su Heavymetalmaniac.it. Dalla vostra biografia leggo che vi siete formati nel 2015, ma solo quest’anno, a distanza di sette anni siete arrivati all’esordio con un full-length. Come mai è passato tutto questo tempo?
Siamo usciti con “Take Their Heads” nel 2017, ed abbiamo iniziato a suonare live i pezzi di quell’ album. Contemporaneamente si iniziava la produzione di “Executions”, ma poi è arrivata la pandemia e come se non bastasse abbiamo avuto anche problemi di lineup. Senza questo periodo di riposo forzato, probabilmente avremmo anticipato l’uscita di qualche annetto, ma sicuramente il disco non sarebbe stato così curato.

02 - Di contro tutto questo tempo vi ha portato ad un esordio indubbiamente maturo sotto tutti i punti di vista. Quanto tempo avete impiegato per scrivere questi ventotto minuti di brutale death metal?
Sinceramente non saprei quantificare, anche perché diverse canzoni di “Executions” esistevano già dal 2017 e addirittura le suonavamo nei live pre-Covid. Quando tutto si è fermato abbiamo avuto la possibilità di fare le cose con calma, e il lavorare in queste condizioni ci ha permesso di curare i dettagli del disco. Sicuramente senza la pandemia la produzione sarebbe stata diversa.

03 - Come nasce un vostro pezzo?
Il ciclo produttivo inizia sempre dalla parte strumentale, è Marius che generalmente compone una bozza iniziale che viene poi proposta all’ascosto, ed in seguito provata per determinarne la fattibilità. In sala prove si decide dove e se, apportare modifiche e variazioni. Quando si ha il pezzo definitivo, inizia il lavoro di Ale con la stesura del testo.

04 - Mi chiedo se voi siete una band alla vecchia che si vede in sala prove a provare la vostra musica, o se agite come i moderni gruppi che si scambiano file musicali e che provano solo prima di partire per il tour. Dove si collocano i Karnar?
Provare in sala è fondamentale, soprattutto nella fase di studio di un pezzo. Chi ha suonato in un gruppo sa benissimo che a casa ci si può preparare alla perfezione, ma quando ci si cimenta assieme è tutta un’altra cosa. Quando si ha a che fare con nuovi brani o c’è un live alle porte allora le sedute si intensificano, ma al di fuori di questi casi non proviamo con una cadenza settimanale costante. Adottiamo comunque tutti i mezzi moderni disponibili, tutti i brani sono editati e si lavora su files audio che vengono scambiati tra di noi regolarmente.

05 - E parlando di tour. Avete in programma di sostenere delle date a supporto di “Executions”?
I live hanno appena riaperto, c’è stato un attimo di ottimismo ma la situazione si è rivelata caotica e complessa. Basti vedere i problemi organizzativi che hanno interessato le big bands fino ad arrivare agli eventi annullati in extremis come Grave Party o Rock In Somma. L’obiettivo è sicuramente quello di tornare live, ma in questo momento non è una cosa così scontata.


06 - Quali ritenete siano le band che hanno maggiormente influenzato la vostra musica?
Sicuramente siamo stati influenzati dai pionieri del genere: Death, Deicide, Possessed, Cannibal Corpse e Suffocation, ma parlando di gruppi più moderni ognuno ha le sue preferenze. Si passa dal melodico con Black Dhalia Murder e Persefone, al Black/Folk/Viking con Catamenia, Windir e Uada, oppure al tecnico con Arkaik, Job for a Cowboy, Obscura.

07 - Ho letto che nella vostra attuale line-up non è presente un batterista ufficiale. Come state sopperendo a questo posto vacante?
Batteristi e bassisti per il nostro genere sono notoriamente definiti come “merce rara”. Noi stiamo provando da diverso tempo con un ragazzo di Milano, che stà dando ottimi segnali. C’è ancora un po' di lavoro da fare ma siamo ottimisti, e credo che a breve ci saranno delle novità.

08 - Quali tematiche sono state affrontate nei vostri testi? E quanto i testi sono legati all’aspetto musicale che proponete?
La tematica principale è la voglia di ribellione dell'uomo e della sua impossibilità nel farlo, per via di fobie, dipendenze da droghe o da religione, mostrando la fragilità e le debolezze del genere umano; ma anche la forza nel provare a combattere battaglie personali molto difficili. I testi sono molto legati all'aspetto musicale, ogni testo è stato scritto in base alla ritmica della canzone

09 - Per chi si volesse avvicinare alla vostra musica da quali canzoni bisogna partire per apprezzarvi maggiormente? E vista la vostra proposta, chi è l’ascoltatore che meglio potrà apprezzare la vostra musica ed in particolare “Executions”?
Non ho dubbi nel dire di iniziare con l’ultimo lavoro, perché è quello che siamo e che ci rappresenta al momento. Non sto rinnegando i vecchi pezzi, ma la distanza è molto netta. In Executions ogni canzone è a sé stante, ognuna è completamente diversa dall’altra. La matrice fondamentale è il Death metal ma vi sono diverse sfumature che vanno dal Thrash al Progressive, sicuramente consigliamo questo disco a chiunque voglia sentire qualcosa di diverso dal solito.

10 - Lascio a voi l’ultima parola…
Ringraziamo heavymetalmaniac per l’opportunità che ci ha dato, e ci auguriamo di tornare a presto “on stage”, nel frattempo invitiamo tutti i lettori ad ascoltare la nostra musica sui nostri social.


Intervista a cura di John Preck

Karnar - Web:
Bandcamp
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