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TEMPERANCE "Hermitage - Daruma's Eyes Pt. 2" (Recensione)


Full-length, Napalm Records
(2023)

Si potrebbe pensare che certe proposte musicali non possano trovare apprezzamento qui dalle mie parti, abituati come siamo a mostruosità artistiche ed estremismi sonori, invece eccoci a spendere un po’ del nostro tempo per recensire quest’ultimo lavoro degli italiani Temperance. Ammetto di non aver mai seguito le loro prodezze prima di quest’ultima fatica: mi concentrerò pertanto solo sul disco in oggetto, senza fare confronti col passato della band.

Power Metal che però ha ormai quasi perso del tutto la componente speed – accennata solo in alcuni frangenti – per crogiolarsi beato negli arrangiamenti sinfonici e nello schieramento in campo di due cantanti maschili e una – notevole – voce femminile, ovvero Kristin Starkey. In teoria una simile formula, unita a strutture dei brani dirette e di facile presa, porterebbe ad un giudizio non troppo positivo da parte mia: abbiamo infatti la spiccata tendenza ad esaltare le melodie vocali, costruite sull’alternanza, l’incastro e l’armonia delle tre voci protagoniste dell’opera. Però in buona parte queste strofe e questi ritornelli, su quasi tutti i pezzi, risultano assai gradevoli e memorabili: certo, organizzare i brani nella classica forma “canzone” garantisce fin da subito un responso positivo da parte anche d’un ascoltatore di estrazione più pop e radiofonica. Forse questo è il male assoluto in molti frangenti, ma in questo caso non mi sento di far cadere la lama della ghigliottina su questi Temperance: se di pop music si tratta, e non di metal duro e puro, per lo meno abbiamo canzoni accattivanti e proposte con un’esecuzione impeccabile.

Di contro, abbiamo davvero una durata dell’album che risulta titanica: più di un’ora della succitata ricetta easy-listening applicata alla bellezza di 14 brani, e ammetto che a circa 3 / 4 della fruizione del disco, iniziavo ad avvertire una certa saturazione: “easy”, ma non troppo, quando troppa è la carne sul fuoco. Una maggiore sintesi avrebbe senza dubbio giovato alla scorrevolezza di tutto l’insieme, mentre così si arriva alla fine un po’ esausti.

Chiudiamo in bellezza: un album di cui possiamo discutere l’eccessivo ricorso alla facile seduzione melodica nei confronti dell’ascoltatore, si trattasse anche d’un metallaro dell’ultima ora, o magari qualcuno del tutto estraneo al genere: basta avere un po’ di gusto musicale per cadere nella trappola e ritrovarsi con uno qualsiasi di questi ritornelli stampati nella mente. Credo però che tutto sia composto, eseguito e presentato così bene da meritare un ascolto anche da parte di chi, come me, si dedica a soluzioni dagli orizzonti commerciali molto più limitati.

Recensione a cura di Luke Vincent
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Daruma 
2. Glorious
3. A Hero Reborn 
4. Welcome to Hermitage 
5. No Return
6. In Search of Gold 
7. Join Me 
8. Trust No One but You 
9. Darkness Is Just a Drawing 
10. Into the Void 
11. Brand New Start 
12. Where We Belong 
13. Full of Memories 
14. Cliff

Line-up:
Liuk Abbott - Bass 
Marco Pastorino - Guitars (lead), Vocals (clean, harsh, backing) 
Michele Guaitoli - Vocals, Keyboards 
Marco Sacchetto - Drums 
Kristin Starkey - Vocals (female)

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