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24/11/14

BLUT AUS NORD "Debemur Morti"

EP, Debemur Morti Productions
(2014)

Il 2014 è stato un anno a dir poco pieno per l' enigmatico progetto Black Metal/Avantgarde Blut Aus Nord; andando a ritroso, troviamo l' album "Memoria Vetusta III: Saturnian Poetry" dai connotati epici e sinfonici, il più oscuro e dissonante EP "Triunity" in split con i P.H.O.B.O.S, e in fine il lavoro qui recensito, l' EP di tre tracce "Debemur MoRTi", la prima uscita del gruppo nell' anno che ora volge al termine.

Di cosa si tratta esattamente? Di un lavoro commissionato apposta dall' etichetta francese Debemur Morti Productions, legata indissolubilmente con la band in questione, per celebrare l' anniversario dei suoi dieci anni d' attività in campo Metal underground; ciò viene quindi fatto con tre tracce inedite dei Blut Aus Nord, esclusive a questa uscita limitata, due pezzi originali e una cover dei Pitchshifter, band che era nata ad inizio anni novanta come un epigono dell' Industrial Metal meccanico dei Godflesh, slavo poi protendere per lidi più Alternative prima di scomparire. E' chiaro come l' interesse del buon Vindsval sia naturalmente per il loro primo periodo, da grande cultore del genere, ed è interessante vederlo omaggiare una sua influenza (cosa già avvenuta in passato con la cover di "Mighty Trust Krusher" dei già citati Godflesh).
Il suono si discosta quindi da quello più organico delle altre due uscite che seguiranno, dove sarà presente un batterista in carne ed ossa: la drum machine fredda ed ossessiva stabilisce la ritmica in pezzi che richiamano i toni oscuri, acidi e robotici di lavori come "The Work Which Transforms God" e "MoRT", quest'ultimo non a caso richiamato nel titolo dell' EP, in una sorta di catarsi del lato più sperimentale e disumano della abnd, prima di riabbracciare la carne e il sangue. 
Si parte con "Tetraktys" che non perde tempo nell' assaltarci con dissonanze acide e vorticanti sorrette da effetti Dark Ambient, dove si delinea la voce malvagia del nostro in un gorgo moribondo che si sposa perfettamente con il mondo sonoro malato qui espresso; esso è giocato su toni striscianti dai rallentamenti e dalle accelerazioni improvvise, in un movimento meccanico che non vuole mettere l' ascoltatore a suo agio, bensì aprire neri portali per dimensioni piene di orrore cosmico, oppressivi e allo stesso tempo mistici. Al terzo minuto e quarantacinque parte un freddo rifting che delinea paesaggi desolati e spettrali, in una melodia atonale che ci trascina verso il baratro con il suo loop ruba anima, in un gioco al massacro basato non sull' assalto barbaro, bensì sull' ammaliante ipnosi dell' oscurità pura fatta musica.
"Lighteater" si apre con un rifting fangoso dai connotati quasi Sludge, sorretto dai beat ossessivi e cadenzati, in una marcia nera dove non mancano, anche in questo caso, taglienti dissonanze ed effetti vari, in giri geometrici che presto vengono squarciati da assoli ruggenti e lontani, come rumori nella nebbia, giocati su accordatura bassa; troviamo poi anche qui le vocals da non morto che instaurano l' atmosfera nera e cavernosa, in un atavico orrore dal quale non possiamo distogliere lo sguardo, o meglio l' orecchio, ossessivo nel suo loop ripetuto con chitarre rocciose che avanzano senza sosta. Al terzo minuto e cinquanta parte una fredda melodia spettrale di chitarra, calma e dissonante, la quale viene però poi interrotta dal ritorno del movimento meccanico precedente, salvo dominare la parte finale del pezzo con una malinconia ancestrale che chiude il brano, lasciando un po' l' amaro in bocca per il fatto che non sia stata sviluppata di più.
La cover "Bastardiser" che non sconvolge del tutto il pezzo originale, ma lo rende certamente più oscuro e lento, dandogli il marchio di fabbrica del progetto francese; troviamo quindi anche qui drum machine meccanica, riff circolari freddi e ricchi di melodia atonale, e voce inumana, la quale però è qui più "cantata" seguendo il ritornello del brano così come avveniva nell' interpretazione originale. La melodia spettrale domina tutta la coda finale del pezzo, in un' esecuzione senza sbavature che rende la cover degna di essere.
Concludendo un' aggiunta alla discografia dei Blut Aus Nord, veramente imponente, che forse attirerà solo i fan sfegatati del gruppo, data la sua breve durata e la natura dei pezzi che non rivoluziona nulla rispetto a quanto sentito da parte loro negli album prima citati, se non forse nella produzione ora più professionale e chiara, ma che svolge perfettamente il suo compito di celebrare il gruppo e la label, entrambi tra le realtà più interessanti della scena d' oltralpe.

Recensione di: Davide Pappalardo
VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1.Tetraktys 05:57
2.Lighteater 06:10
3. Bastardiser (Pitchshifter COVER) 04:20

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