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06/04/15

BESTIALITY - Stuck in Bestial Vision

EP, Old Temple
(2014)

E' un thrash metal fortemente venato di black metal old school ciò che troviamo nell'ep di debutto di questi polacchi, giovani e di buone speranze. Infatti a guardare le foto nel booklet non darei più di 20-25 anni a questi ragazzi, ma direi che hanno già ottime armi a disposizione e intenti solidissimi. Non credo che il loro sound sia frutto del caso, ma piuttosto ci troviamo davanti alla classica formazione no-compromise che fonde attitudine e musica, mettendole sullo stesso piano
 I nomi che saltano in mente ascoltando questo "Stuck in Bestial Vision" sono da ricercare in tutta quella frangia di band che, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, hanno marchiato a fuoco l'heavy metal. Formazioni come Venom, Sarcofago, Order From Chaos, Bestial Mockery, primi Sodom, Destroyer666, Aura Noir e altri ancora potrebbero darvi una idea del settore in cui i nostri si muovono. Altro nome immancabile che si potrebbe fare per formazioni di questo genere è quello dei Bathory degli esordi, che sono omaggiati con una bella cover di "Hades", eseguita con velocità esasperata e cantata con tonalità di voce molto simile a quella di Quorthon.

Le canzoni sono affilate come rasoi, le chitarre suonano squillanti e pulite nel loro grezzume, ma questo aspetto fa risaltare ogni singolo passaggio, ogni riff. La velocità è spesso su ritmi sostenuti, e c'è da evidenziare l'ottimo drumming di Vit Argos, che marchia a fuoco episodi al fulmicotone come "Ode to the Dead / Tales from the Crypt", che apre l'opera con grande impeto, tra parti in doppia cassa e blast beat assassini, così come altre mazzate tra capo e collo, tra cui mi sento di consigliare la quasi punkettona "Raped by the Devil", dove potremmo accostare questa formazione a qualcosa di più recente tipo Toxic Holocaust, e un vago tocco di ultimi Darkthrone.
La parte più classicamente black dei Bestiality emerge in una traccia come "Visions of Doom", che presenta il tipico riffing in tremolo ad inizio pezzo, vagamente evocativo, salvo poi proseguire sui consueti territori a cavallo tra thrash e black metal o meglio ancora, parlerei di proto black metal. Chiude questo disco la oscura e infernale "Ritual Genocide", episodio quasi fuori dalle righe nel contesto dell'opera in questione, dove la velocità viene meno lasciando spazio a trame di chitarra allucinate, voce filtrata e un alone malsano degno del disco black più marcio e underground.

In sintesi, ep interessante questo dei Bestiality, che farà felici i die-hard fans del metallo estremo più genuino e puro, oltre che un piacevole ritorno al passato, cioè ai primordi del black, quello ancora fortemente influenzato da thrash, dallo speed e altro ancora, ovvero quando questo genere doveva ancora assumere connotati ben precisi a livello musicale e non solo tematico.Non tutto è riuscito al meglio in questo disco, che comunque per essere un ep ha una durata volendo da vero e proprio full-length (più di mezz'ora di musica "tirata"), a partire da una personalità ancora in embrione fino ad arrivare a certe ingenuità tipiche delle band alle prime armi. Ma tutto questo ha importanza marginale se si apprezza il genere, e per molti la mancanza di originalità potrebbe essere come acqua nel deserto di produzioni di plastica.

Recensione di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 70/100

Tracklist:
1. Ode to the Dead / Tales from the Crypt 03:48
2. Mortalist 03:09
3. Raped by the Devil 02:11
4. Crucified 03:50
5. Hades (Bathory cover) 02:30
6. Visions of Doom 03:35
7. Blood Red Like Sodomy 06:23
8. Way of the Cross 02:35
9. Ritual Genocide 02:18
DURATA TOTALE: 30:19

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