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19/05/15

ARCH ENEMY + UNEARTH + DRONE @ Audiodrome Live Club

Sembra cominciare male, la serata del 15-05-15 all’Audiodrome di Moncalieri (TO) dedicata agli Arch Enemy: il pubblico latita spietato fino a qualche decina di minuti prima dell’apertura dei cancelli, sicché siamo solo un paio di decine di invasati a far la coda… 

DRONE: Per fortuna, già all’ingresso dei Drone, quartetto Thrash-Groove Metal molto moderno e
decisamente performante, la folla è abbastanza consistente. I Nostri presentano subito il loro autoproclamato genere “101% sexmetal” con un eloquente “We are Drone, and now is the time to Fuck!” (e altrettanto inequivocabili gestualità annesse), per poi partire subito con un concerto a dir poco ottimo: canzoni spaccaossa, esecuzione sicura, tenuta di palco spavalda e grande coinvolgimento del pubblico. Peccato solo per la breve durata, appena mezz’ora per loro prima del cambio palco. Meritano tranquillamente un bel 8/10.
UNEARTH:
… Al termine del quale è il turno degli Unearth, band Metal(core) direttamente da Boston (USA). Anche la loro è veramente un’ottima performance, se possibile ancor più energica e movimentata della precedente, tra un chitarrista che salta dall’amplificatore e l’altro che suona a metà tra il palco e le transenne.Tecnicamente impeccabili e decisamente capaci di tenere palco e pubblico saldamente in pugno, la loro perizia e bravura tecnica sfocia però talvolta nel fine-a-se-stesso, senza, per fortuna, raggiungere eccessi virtuosistici che avrebbero invece rovinato il concerto, a mio parere maggiormente incentrato sull’energia che non sui volteggi chitarristici. 8/10 anche a loro, meritatissimo.

ARCH ENEMY
Dopo un lunghissimo, snervante cambio palco, durante i quali i Signori (e la Signora) della serata fanno più volte capolino dalle balconate attorno il palco, “Khaos Overture” segna l’inizio del massacro che verrà: il concerto degli Arch Enemy si apre con “Yesterday is Dead and Gone”, e salta subito agli occhi l’eccellente stato di forma dei cinque. Suoni, luci, tecnica, ormoni dei maschietti del pubblico sulle montagne russe… gli ingredienti di un concerto degli Arch Enemy ci sono tutti, ottimi e abbondanti. Con una scaletta che attinge a piene mani dal passato recente e remoto, passando quindi da “Burning Angel” alla titletrack dell’ultimo album, “War Eternal”, da “Ravenous” a “Stolen Life” all’atmosferica e bellissima “My Apocalypse”, i Nostri non si risparmiano, avanzando come un carro armato sulle nostre povere orecchie con la perfezione che ci si aspetta da un gruppo di questo livello. 
 Unica “pecca”: il bravissimo Jeff Loomis, che è entrato nei ranghi dell’Entità Senzadio sostituendo Nick Cordle, è forse un po’ troppo statico rispetto ai colleghi, e questo penalizza –minimamente, intendiamoci- lo show. Gli Arch Enemy suonano, complessivamente, per circa due ore: due ore in cui sfoderano tutto il meglio del loro repertorio, per un totale di diciotto canzoni. Vedere il gruppo di Michael Amott e soci al lavoro è un’esperienza eccezionale, consigliatissima e che intendo ripetere in futuro… 9,5/10 per loro.

Live Report a cura di: Lorenzo Stelitano

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