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MORBID ANGEL "Gateways To Annihilation" (Recensione)


Full-length, Earache Records
(2000)

I Morbid Angel. Realtà di diritto entrata nell'olimpo del metal, avendo creato dischi d'altissimo valore e aver influenzato una scena intera attraverso il loro oscuro/blasfemo modo di comporre. Inventori di un sound personale che li rende riconoscibili sin dalle loro prime note, nella loro carriera, che ha ormai superato il ventennale dall' uscita del demo "Scream For Blasphemies" (datato 1986), hanno sempre trovato linfa vitale fresca, arrivando all'apice compositivo in tre precisi e differenti periodi:
1) il primorde "Altars Of Madness"
2) il mezzano "Domination"
3) l'era Tucker e il centro con "Gateways To Annihilation".
Quest'ultimo fu la conferma che la scelta di Steve (basso/voce) fu azzeccata e che il rientro di un secondo chitarrista, a dar manforte a Trey, facesse esplodere appieno le potenzialità insite nella creatura. Chitarrista che del resto non poteva essere che il figliol prodigo Erik Rutan, ormai concentrato sulla sua band Hate Eternal, seppur soltanto per una fugace apparizione sul disco (in cui darà una mano anche per la stesura delle tastiere), dato che sceglierà in seguito di continuare a curare i propri interessi abbandonando definitivamente i Morbid Angel.

Il ritorno ad atmosfere sulfuree, il preferire dei tempi ancora più lenti e esasperanti, in certi casi ha acutizzato la devastante carica maligna che il riffing di Azagthoth è capace di sprigionare. Non hanno rinunciato alle loro brevi sfuriate, bensì il tiro è stato concentrato e incentrato verso soluzioni che rendessero al massimo, facendo in modo che stavolta tutti gli incastri fossero combacianti nel migliore dei modi e che gli ingranaggi girassero, e come girano lo sentirete da voi. Steve dietro il microfono sfodera la sua miglior prestazione di sempre, persino più bella di quella sul demo omonimo dei Ceremony, Pete Sandoval è in forma smagliante dimostrando di saper gestire ottimamente anche tempi compassati e imprime dinamismo a una prova che ha in sè brani realmente spaccaossa: basti ascoltare "Summoning Redemption", la macinante "To The Victor The Spoils", la tetra "Ageless Still I Am" o la malevola "God Of The Forsaken" posta alla chiusura del platter.
Stavolta non c'è trigger che possa dar fastidio, non vi sono cali, non c'è attimo che si possa anche solo definire stanco, la formazione svolge il proprio compito a pieno regime, l'ennesima circostanza in cui alzando la voce dà una sonora lezione di vita alle nuove leve che tanto faticosamente arrancavano (e arrancano) fronteggiando le strade di un passato importante e difficilmente eguagliabile.

Chi ama il death metal e non è un neofita, potrei metter la mano sul fuoco che "Gateways To Annihilation" lo conosca sin troppo bene, quindi non resta che consigliare un ascolto quantomeno obbligatorio di tale album a chi ancora non l'avesse ancora incrociato: non sapete cosa vi siete persi sinora.

Recensione a cura di "Tomb"
Voto: 88/100

Tracklist:
1. Kawazu
2. Summoning Redemption
3. Ageless, Still I Am
4. He Who Sleeps
5. To the Victor the Spoils
6. At One with Nothing
7. Opening of the Gates
8. Secured Limitations
9. Awakening
10. I

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