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EREGION "Age of Heroes" (Recensione - Track by track)


Full-length Rockshots Records
(2019)

Gli Eregion approdano al loro secondo full-length, e questa volta esce per l'ottima Rockshots Records, che soprattutto in ambito power metal ultimamente ci sta regalando molte band di valore. E non fanno eccezione questi Eregion, piemontesi e già pronti a dare filo da torcere alla concorrenza. Pronti per questo track by track? Procediamo allora!

1. Sacred Woods
Intro epica con belle chitarre soliste che si sovrappongono ad altre acustiche. Rulli di tamburi che preparano alla prima vera e propria cavalcata.

2. Wings of Eagle 
Ed eccola, la classica heavy/power metal song che farà impazzire tutti i fan di band come Iron Maiden, Helloween, ma soprattutto Hammerfall. E' proprio la band svedese che emerge con prepotenza in questo pezzo. Bellissimi i vari intrecci di chitarra che si poggiano su rocciosi riff ad opera della coppia Gianluca De Lotto e Giorgio Colbacchini. Drumming impeccabile e perennemente in doppia cassa da parte di Andrea "Blackhawk" Muscarello e belle voci di Mauro Colbacchini, che non appare come il classico cantante puramente power, ma sa arrivare fino a registri abbastanza alti.

3. Jotunheim 
Canzone vagamente influenzata dal folk nordico, vicina per certi versi a qualcosa degli ultimi Grave Digger, mentre la sezione chitarristica strizza molto l'occhio ai primi Maiden. Un pezzo divertente e da cantare ad alta voce, magari con un bel calice di birra in mano.

4. The Stolen Hammer 
Inizio arpeggiato di chitarra e finalmente spunta anche il violino di Letiziamaria Gatti. Il pezzo è davvero ben costruito, e anche gli innesti di questa ragazza alla voce donano una bella atmosfera al brano. Davvero un grande episodio dell'album questo, con un ritornello che si stampa in testa da subito. La musica è non tiratissima, quasi fosse una marcia guerresca, ma prevale l'alone positivo in tutto il brano. Finale ad effetto rallentato, con le chitarre che nuovamente dettano legge.

5. Ascalon (Siege and Demise) 
Un inizio aggressivo in stile heavy metal puro, che poi lascia spazio ad un lungo assolo di chitarra molto tecnico ed ispirato. Il pezzo poi segue più o meno le linee guida dei precedenti, in un roccioso heavy metal solo in parte "sporcato" dal power. E' uno dei pezzi più tradizionalisti del lotto, sa molto di NWOBHM, e questa cosa al sottoscritto piace molto. Un brano che sicuramente non delude e che tiene ancora alto il livello del'album. Verso la metà abbiamo un cambio di registro, la musica si fa quasi arabeggiante, e la band poi riparte alla grande. Ben fatto!

6. Hands of Aesir 
Altra gran bella cavalcata, ma i tempi nuovamente non sono molto sostenuti. Ci risento molto gli Hammerfall e i Grave Digger, soprattutto questi ultimi per l'uso dei cori. Il violino a mio avviso emerge un po' poco dove si sente, e forse questa può essere un po' una pecca del brano. A mio avviso se avessero dato più volume a questo strumento l'album sarebbe decollato sul serio. Così non è male, ma un po' incolore.

7. Balder's Bane 
Una bella ballad per riprendere fiato. La voce dell'ospite Fabio Privitera è davvero buona in questa veste più intima, e la band dà una bella dimostrazione di valore in questo sentito episodio. Come da copione verso la metà si impenna un po' la dose di elettricità. 

8. Hermod the Brave 
Un altro inno heavy metal. Questa volta la band raggiunge velocità davvero elevate. Un episodio power metal in toto, ispirato, ficcante e potente. Onestamente sentendo questo brano e il suo risultato, avrei voluto che la band ne facesse di più di episodi così, ma io sono un inguaribile amante della velocità, quindi sono di parte. Il finale e relativo assolo sono il suggello finale per una prestazione da manuale del power metal comunque!

9. I Hel 
Qui riemergono i cari vecchi Maiden all'inizio, per l'uso delle spesso presenti chitarre gemelle. Anche successivamente la band ricalca molto l'heavy metal classico, con qualche richiamo pure ai Judas Priest. Un episodio, questo, carino, ma un po' sottotono a mio avviso. 

10. New Order 
L'inizio è da brividi, i riff di chitarra sono molto taglienti e subito dopo entra la batteria in doppia cassa. Già il primo minuto potrebbe bastare per elevare questo brano ad uno dei migliori della tracklist, ma vi assicuro che anche dopo la band offre una delle migliori interpretazioni fin qui ascoltate. Velocità, potenza, cattiveria. Tutto dannatamente heavy metal. 

11. O-Hey O-Ho 
La band chiude il disco con un episodio abbastanza breve ma intenso. Una scelta che condivido, anche se a mio avviso avrebbero potuto invertire le ultime due tracce e sarebbero state scintille nel finale! 


CONCLUSIONI:
In primo luogo, per me questa band ha fatto un gran bel disco di heavy metal, che prevale sul power metal. Molti sono i richiami alle gloriose band che gettarono le basi per il genere, come ho elencato prima, ma è innegabile che anche il power metal sia molto presente. Come dicevo, a mio avviso le band più di riferimento sono tre: Iron Maiden, Hammerfall e Grave Digger, quindi se amate queste band andate sul sicuro. Se amate in generale l'heavy/power metal, allora qui siete nella vostra casa.

Recensione a cura di "Checco78"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Sacred Woods 
2. Wings of Eagle 
3. Jotunheim 
4. The Stolen Hammer 
5. Ascalon (Siege and Demise) 
6. Hands of Aesir 
7. Balder's Bane 
8. Hermod the Brave 
9. I Hel 
10. New Order 
11. O-Hey O-Ho 

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