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Intervista ai GOAD


Maurilio Rossi è un polistrumentista di talento, oltre che conosciuto per il suo progetto GOAD, che ha attraversato cinquant'anni di musica prog (ma non solo) a livello sia italiano che oltre confine. Certamente quando si hanno di fronte musicisti così navigati e perchè no, famosi, si rischia di non rendere loro giustizia attraverso domande che cercano solo di esplorare una piccola parte del loro universo musicale e personale, ma per chi volesse approfondire un po' di più questo musicista e la sua creatura, legga la recensione del suo ottimo e ultimo album "Titania scritta dal nostro Sergio Rubino QUI. Buona lettura!

1 - Ciao e benvenuto su Heavymetalmaniac.it. Parliamo di "Titania" in generale! 
Ciao! Possiamo dire che si tratta della prosecuzione, molto articolata e più complessa, del precedente "La Belle Dame" ossia un'opera basata sulle liriche di John Keats ma integrata con testi miei originali ed uno anche di Edgar Allan Poe. È il frutto di due anni di prove e registrazioni nello studio Bucinaccio immerso nel verde delle colline fiorentine e poi mixato ed editato a Roma nello studio alla Garbatella di Max Cirone, nostro fedele collaboratore dal 1976.

2 - La copertina di "Titania". Chi l'ha realizzata e cosa rappresenta precisamente?
È stata una scelta di Francesco Palumbo della My Kingdom Music. Quando ce l'ha proposto abbiamo immediatamente capito che era l'immagine giusta per il nostro album. Romantica e gotica allo stesso tempo ma anche così misteriosa e decadente. Davvero una scelta perfetto per il nostro "Titania". L'autore è Hans Trasid / Dis-Art Design un grafico e designer della Repubblica Slovacca davvero incredibile nelle cose che fa.


3 - Vogliamo parlare delle tue influenze musicali?
Vengo dal classico ma suonavo di tutto fin dal 1969 su palco, prima di fondare i GOAD con mio fratello Gianni e con Paolo Carniani alla batteria. Innamorati di Cream, Jimi Hendrix, poi Emerson, Genesis, King Crimson, Procol Harum, suonavamo centinaia di brani di questi autori ma..."fare tutto è un'esigenza" diceva Ivano Fossati... e facevamo veramente tutto!

4 - Cosa vuol dire per te suonare prog rock da cinque decadi e come credi si sia evoluto questo genere nel tempo?
Non abbiamo mai saputo di suonare Prog fino agli anni '90, credevamo soltanto di ricercare musica originale ogni volta che ci mettevamo a comporre ossia sempre! Credo che si sia involuto nella ripetizione di stilemi quasi obbligati, nell'ansia di ripetere quel che è stato già ampiamente scritto negli anni dorati ma ci sono eccezioni di gran valore... il tempo ci dirà quanto di valore.

5 - Stai già lavorando a nuova musica? E ci saranno cambiamenti importanti nel sound dei GOAD?
Certamente sì, un nuovissimo lavoro è in fase avanzata e sarà consegnato alla My Kingdom Music entro fine anno. Lo ritengo più sperimentale ma anche questo "Titania" lo e'... Senza provare ogni tipo di strada il cammino si farebbe noioso!
Ma ora vogliamo concentraci su questo lavoro perché è davvero uno degli album meglio riusciti della nostra lunghissima carriera.

6 - Di cosa trattano le liriche di "Titania"?
Con lo spunto dell'amore, nel caso di Keats amore giovanile e ottocentesco, si aprono scenari luminosi, colorati e cangianti che si rifanno al mito, ai grandi come Shakespeare (vedi la storia di Titania in "Sogno di una notte di mezza estate"). Devi leggerle quelle liriche, suonano musicalissime (perdona il termine non proprio ortodosso) e hanno come chiamato le armonie da noi realizzate.

7 - Chi sono i GOAD nella vita di tutti i giorni?
Persone forse originali ma molto tranquille, che fanno mille cose. Mio fratello Gianni Rossi è un medico chirurgo affermato, i più' giovani sono musicisti a tutto tondo e attivissimi nella classica, nel jazz e nel blues... io impegnatissimo con i GOAD.

8 - Non sempre si parla di strumentazione. Vogliamo dare due cenni su cosa di solito usa ognuno di voi in studio e nei live?
Perfetto: io uso basso Rickenbacker stereo del 2021 (dopo furto del mio mitico 1974) e anche un Fender Special Jazz con pick ups EMG ( modificato per me nel 1994). Come tastiere ho una serie di Expanders "storici" come il Roland Vintage, l'E-mu proteus 1 e altri... master keyboards a tasto pesato Roland e Keytek. Mio fratello usa dal 1970 la stessa Gibson Les Paul oro, Frank Diddi e Alessandro Bruno hanno una serie impressionante di chitarre d'annata e recenti, con mille pedali, e anche un'altrettanto mostruosa serie di sax, flauti, oboe, violini acustici ed elettrici. Paolo Carniani alla batteria in genere predilige una Gretch storica... tutti usati sia dal vivo che in studio. Io stesso infine suono la chitarra e uso una Gibson 335 nuovissima ed una incredibile vecchia chitarra con cui ho fatto dischi fin dal 1994.


9 - A te le ultime parole. Un saluto da parte nostra!
Vi ringrazio della vostra attenzione, sempre indispensabile per questo arte-mestiere e invito a comprare le copie fisiche dell'album "Titania", il vero gusto della musica!!!


Intervista a cura di Sonia Wild

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