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SIX FEET UNDER "Killing for Revenge" (Recensione)


Full-length, Metal Blade Records
(2024)

C'è da dire che i Six Feet Under non sono mai stati tra le mie band preferite in ambito death metal, ma i primi lavori rimangono delle piccole chicche per ogni death metaller che si rispetti. Prima di iniziare la mia recensione voglio subito chiarire un paio di concetti. Se vi fa schifo questo album non amate il death metal vecchia scuola. Allo stesso tempo, se reputate questo album un capolavoro non ne capite molto di death metal in generale. Quindi come molte volte succede, e soprattutto succede quando Chris Barnes torna con la sua band, gli schiamazzi più disparati si sostituiscono a quella che è poi una reale e ponderata valutazione dell'album in questione.

"Killing For Revenge" non merita le recensioni che ho letto su Metal Archives (e non solo), ma merita un'ampia sufficienza, e se non raggiunge un punteggio migliore è proprio a causa della voce di Barnes, ormai l'ombra di quella che fu. Per il resto il disco è suonato bene, basato su un death metal basilare quanto ancora ficcante ("Ascension" e "When the Moon Goes Down in Blood" sono ottime canzoni per esempio). La band convince maggiormente quando si lancia in velocità sostenute e infatti non capisco perchè la band da una vita insista su un groove davvero annacquato che rovina in vari punti l'album, facendolo scendere di intensità e credibilità, perchè il songwriting appare in questi casi a dir poco stanco e anonimo. "Hostility Against Mankind" ad esempio è davvero brutta come canzone e purtroppo non è l'unica.

Abbiamo in sostanza un album per metà riuscito e per metà molto appannato e appiattito dalla goffa prestazione di Chris Barnes, ecco tutto in pratica. Spiace perchè altri pezzi, come ad esempio la lineare ma convincente "Compulsive" e la dinamitarda "Judgement Day" mettono in mostra una band ancora capace di dire la propria in ambito death metal senza troppi fronzoli. Ma in generale il disco non decolla mai, offrendo però tre quarti d'ora godibili e con una produzione più che dignitosa. Nota di merito per i buoni assoli di chitarra e per l'ottima batteria. In questo senso musicisti come Marco Pitruzzella (drums), Ray Suhy (lead guitars) e il veterano e conosciuto Jack Owen (guitars) danno un gran contributo e due pezzi su tutti potrebbero radere al suolo tante malelingue, e parlo di "Bestial Savagery" e "Mass Casualty Murdercide", veloci, bastarde e ispirate. Purtroppo però l'album non è tutto così...

Forse la band avrebbe dovuto studiarsi meglio la tracklist, perchè a conti fatto le canzoni più balorde e convincenti stanno tutte o quasi nella seconda parte dell'album, risollevando una prima parte poco incoraggiante. In definitiva, come molte volte accade nel caso di questa band, si giudica prima di aver ascoltato per bene l'album, sia in positivo che, soprattutto, in negativo. Peccato, perchè questo è un buon dischetto e non la ciofeca che alcuni siti vogliono farci credere che sia (a parte l'orripilante cover dei Nazareth, "Hair of the Dog", davvero insalvabile).

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 68/100

Tracklist:

1. Know-Nothing Ingrate 
2. Accomplice to Evil Deeds 
3. Ascension
4. When the Moon Goes Down in Blood 
5. Hostility Against Mankind 
6. Compulsive 
7. Fit of Carnage 
8. Neanderthal 
9. Judgement Day 
10. Bestial Savagery 
11. Mass Casualty Murdercide 
12. Spoils of War 
13. Hair of the Dog (Nazareth cover)

Line-up:
Chris Barnes - Vocals
Jeff Hughell - Bass
Marco Pitruzzella - Drums
Ray Suhy - Guitars (lead)
Jack Owen - Guitars

Web:
Bandcamp
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