JOHAN STEENSLAND "Duality" (Recensione)


Full-length, Cemafor
(2026)

Con "Duality", Johan Steensland offre un’opera che non è semplicemente una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio racconto musicale costruito come una rock-opera moderna: dodici capitoli in cui si intrecciano narrazione, contrasti interiori, tensioni emotive e paesaggi sonori ricchi di sfumature. L’album nasce da una storia concettuale forte — quella di un narratore in cerca di identità, sospeso tra memoria e oblio — e Steensland la traduce in musica con grande cura, alternando momenti più contemplativi ad altri di pura energia. Il risultato è un percorso che si vive dall’inizio alla fine come una narrazione continua, fatta di progressioni, ritorni tematici e grandi momenti emotivi. Johan Steensland

L’introduzione affidata a "Fragments" è un’introduzione breve ma pregnante: due minuti che piantano il seme emotivo dell’opera, anticipando i motivi tematici e creando un senso di attesa che sarà soddisfatto dai brani successivi. "They Believe That I Am Kind" apre il sipario con un impatto immediato: melodie ampie, un impianto ritmico solido e un equilibrio tra spinta progressiva e apertura melodica che resta una delle caratteristiche portanti di tutto l’album. La struttura del pezzo crea un’atmosfera di introspezione accompagnata da una tensione positiva, come se il protagonista stesse cercando di comprendere un mondo percepito come estraneo e insieme invitante.

"Only Good Men" e "The Shredded Suit" esplorano sfaccettature più narrative: il primo lo fa con un’introduzione al piano cristallina che porta poi a un intreccio di chitarre e tastiere, creando un dialogo tra delicatezza e forza; il secondo gioca con ritmiche più decise e un interplay tra strumenti che suggerisce movimento, quasi a simboleggiare scelte e conseguenze. "A Perfect Lie" è un momento dal sapore più melodico, in cui la voce e le armonie assumono un ruolo quasi solistico, definendo un contrasto tra l’apparenza e l’essenza — un tema ricorrente in tutto l’album.

"An Ordinary Man" si distingue per una costruzione più riflessiva, dove ogni nota sembra calcolata per creare un senso di sospensione; la parte centrale, incalzata da un ritmo più marcato, introduce tensione prima di aprirsi di nuovo alla melodia. Con "Let Me In!" il disco ritrova vigore: è una delle tracce più lunghe e articolate, caratterizzata da una progressione dinamica che alterna parti più raccolte a esplosioni di intensità, come se la narrazione interna giungesse a un punto di svolta. "Walking in a Straight Line" si muove con naturalezza tra tonalità più pop e spunti progressivi, costruendo un ponte ideale tra le sezioni più sperimentali e quelle più accessibili dell’album. Qui il senso di cammino, di ricerca di stabilità, viene espresso con un fraseggio che trasmette movimento senza perdere profondità. "Black Sea" invece porta un’atmosfera più rarefatta: melodie ampie, archi sonori delicati e una sezione che sembra guardare al futuro con contemplazione.

The Dr. Dorian Dance introduce texture quasi jazzate e timbri inusuali, accentuando l’idea che "Duality" sia un’opera che non si lascia confinare in un singolo stile. La traccia vive di contrasti e spostamenti di tensione, quasi a evocare le danze interiori del protagonista della storia. "What Would You Give?" è più diretto ma non per questo meno profondo: il pezzo inserisce linee melodiche coinvolgenti e un ritmo che invita all’ascolto attivo, sfidando l’ascoltatore a interrogarsi insieme al narratore. La conclusione affidata a "Here and Now" è degna di un’opera così strutturata: dieci minuti di esplorazione emotiva e sonora che raccolgono gli elementi disseminati nei brani precedenti e li riconnettono in un finale che sa di chiusura e apertura allo stesso tempo. L’uso dei temi ricorrenti, delle armonie già ascoltate e della tensione narrativa dà a questa traccia un senso di compiutezza, quasi come se l’ascoltatore avesse attraversato un arco evolutivo insieme al protagonista.

Nel complesso, "Duality" è un album che si distingue per la sua coesione interna, per la varietà di colori sonori e per la capacità di raccontare una storia pur rimanendo profondamente musicale. Johan Steensland conferma una padronanza compositiva notevole, riuscendo a creare un ponte tra forme progressive classiche e approcci contemporanei, sempre con un occhio di riguardo alla narrazione emotiva. Un lavoro ambizioso e ben calibrato, che offre sia immediatezza melodica sia profondità concettuale. "Duality" è un viaggio sonoro che merita di essere ascoltato dall’inizio alla fine, non solo per i singoli momenti di virtuosismo, ma per il modo in cui organizza quei momenti in un racconto coerente e coinvolgente.

Recensione a cura di Simone Lazzarino
Voto: 90/100

Tracklist:
1. Fragments 
2. They Believe That I Am Kind 
3. Only Good Men 
4. The Shredded Suit 
5. A Perfect Lie 
6. An Ordinary Man 
7. Let Me In! 
8. Walking In a Straight Line 
9. Black Sea 
10. The Dr. Dorian Dance
11. What Would You Give?
12. Here And Now 

Line-up:
All instrsuments played by Johan Steensland except: 
Per Nilsson - Lead guitar (4,5,6,10) 
Ingemar Brandt - Piano (3) 
Owe Eriksson - Fretless bass (9) 
Ture Trygger - Flute (3,10) 

Vocals: 
Eddie - Johan Steensland 
Lydia - Aleena Gibons 
The Fridge - Owe Eriksson (2)

Web:
Bandcamp

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