31/08/17

Intervista: NIBIRU

Dopo aver recensito il loro ultimo, ottimo lavoro intitolato "Qaal Babalon", siamo andati a fare qualche domanda a questi oscuri torinesi. Di seguito il resoconto delle nostre domande, mentre la recensione dell'album la trovate QUI !
 
1) Ciao ragazzi e benvenuti sulla nostra zine. Vogliamo iniziare facendo una breve presentazione della vostra band con i punti salienti della vostra storia?

Ardat: Nibiru nasce nel 2012. Io, Ri e Siatris venivamo da svariate esperienze musicali che erano confluite in Tronus Abyss, progetto nel quale non ci sentivamo per nulla liberi artisticamente, in particolare io e Ri. La voglia di creare un qualcosa che, finalmente, potesse avere la particolarità, essere il connubio delle nostre svariate esperienze e donarci la vera libertà compositiva, questo e' Nibiru. I 4 album più il mini lp Teloch in 5 anni lo confermano . Nel 2015 per divergenze varie io e Ri abbiamo deciso di separarci da Siatris. E’ arrivato Chertan alla batteria e risultato e' "Qaal Babalon ". Abbiamo trovato la persona giusta per proseguire con professionalità, serietà e passione il nostro percorso. Totale comunione di intenti. E aggiungo finalmente. 
 
 
2) Come nasce una canzone dei Nibiru?

Ardat: Spesso porto in sala un'idea provata a casa, abbozzata ma pensata già nel suo sviluppo futuro. Solo nel nostro Tempio, sempre imprescindibilmente insieme, prende forma concreta la nostra musica. Vero e proprio incontro emozionale creativo tra noi. 
Chertan: Oltre a quello appena detto da Ardat, aggiungo che una parte fondamentale dello scrivere musica con Nibiru, è la trance emotiva/spirituale e il flusso di coscienza che si scatenano suonando la musica che componiamo. Senza farsi trasportare da tutto questo credo che sarebbe impossibile creare la musica dei Nibiru.

3) "Qaal Babalon" è il vostro quarto full-length. In cosa pensate si differenzi dai precedenti?

Ardat: E' Nibiru pieno, ripercorre tutta la nostra storia fino a oggi. In particolare è l'esatta prosecuzione, e prende posto come trilogia, di "Caosgon" e "Netrayoni". 
Chertan: Io non ho preso parte ai precedenti lavori, tranne che in “Teloch” la prima cosa in assoluto fatta con Nibiru. Posso però dire che questo ultimo lavoro è un po’ la summa dei precedenti ma più maturo, concreto e lucido nei suoi intenti. Ne siamo molto soddisfatti sotto ogni punto di vista. Ogni particolare è esattamente come e dove deve essere, per chiudere il cerchio e creare il risultato finale.

4) Quali sono state le vostre principali influenze musicali?

Ardat: Tanta, a parer mio, buona musica dei generi più svariati. Ma solo quella che in qualche modo sapeva e sà toccare le mie emozioni. 
Chertan: Credo che fare il classico elenco di nomi sia sterile quanto inutile. Posso invece dire di essere sempre stato influenzato da tutto ciò che è espressione estrema senza compromessi. Sia a livello musicale che visivo. Ogni cosa può influenzarti nel bene e nel male non solo la musica. Ma dato che stiamo parlando di influenze musicali, posso dire tutto quello che riesce a sconvolgermi, scuotermi, farmi riflettere e provocare una reazione forte e intensa.
 
5) State già lavorando a nuova musica, e quale pensate sarà la vostra direzione musicale futura?
Ardat: Stiamo lavorando su nuovi pezzi, siamo a buon punto e soddisfatti del risultato. L'intenzione è un ulteriore uscita di Nibiru nel 2018. Non abbiamo voluto fare di "Qaal Babalon" un doppio album ma il materiale non sarebbe mancato. 
 
6) Dove e come si sono svolte le registrazioni di "Qaal Babalon"?
 
Chertan: Il disco è stato registrato interamente “live” senza artefatti di nessun tipo. Volevamo vomitare e catturare l’energia che si scatena quando suoniamo e riversarla su disco per farla arrivare dritta in faccia a chi ci ascolta. Credo che ci siamo riusciti in pieno. L’album è stato registrato a Settimo T.se ai Musiclab Studio. Il nuovo materiale che stiamo scrivendo è sicuramente estremo e senza compromessi come sempre, ma anche una ulteriore evoluzione nelle atmosfere e nell’approccio ai pezzi. 
 
7) Ho definito il vostro sound con la sigla "Il suono degli Abissi". Vi rispecchiate in tale definizione e vorreste per caso aggiungere altro per descrivere ciò che suonate?

Chertan: Credo che con la tua recensione hai colto in pieno l’atmosfera e ciò che abbiamo intenzione di trasmettere con “Qaal Babalon”. Quindi si, “il suono degli abissi” credo che si adatti come definizione. Posso aggiungere che quello è un abisso interiore nero e senza fine. E riprendendo le parole di Ardat, ci troviamo devastazione emotiva, dolore e rabbia. La nostra vita, il nostro essere più profondo e oscuro. Quello che ci portiamo dentro ogni giorno e che fa male ogni momento, ma che solo attraverso la musica possiamo esorcizzare ed esternare per sentirci liberi e appagati.
 
8) Mi è sembrato di capire che i vostri testi sono in italiano. Di cosa parlano e chi li scrive?

Ardat: Negli album precedenti erano presenti solo piccoli accenni di cantato in italiano, i testi sono sempre stati in enochiano. In "Qaal Babalon" ho voluto scrivere in italiano e interpretarli nello stesso modo. Non manca comunque l’enochiano . "Qaal Babalon" è un concept album che, oltre ad avere sempre in sé i rituali enochiani e percorrere con coerenza storie ancestrali e antiche, racconta di profonda devastazione emotiva, di dolore, di rabbia, di sangue, di distruzione. Il risultato di un mio personale percorso.
 
9) Quali obiettivi vi siete prefissati di raggiungere con questa band e quali pensate di avere già raggiunto?

Ardat: Come detto prima Nibiru è la realizzazione della più intensa e destabilizzante libertà emotiva senza calcoli (non ci sono mai stati), senza fini.Chi percepisce questo nella nostra musica affronta viaggi perenni, quando questo non sarà più percepibile a noi per primi, quella sarà l’unica vera fine. 
Ad oggi siamo sempre a un punto di partenza, soddisfatti di ciò che Nibiru sta ottenendo, ma sempre in discussione e entusiasti di scrivere un ulteriore capitolo psichedelico.
 
10) Ok abbiamo finito, a voi le ultime parole per concludere l'intervista!

Ardat: Il 22 settembre esce "Qaal Babalon", preparatevi a inverni in campi di vermi… 
Chertan: Immergetevi nell’oscorità, alzate il volume al massimo e ascoltate “Qaal Babalon”. Sarà un viaggio che farete insieme ai nostri e ai vostri incubi e paure più profonde. 

 
Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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