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Soundtrack di sogni e vita: DEMOGHILAS (Intervista)


Alfred Bestia è un personaggio interessante e, comunque, talentuoso. Il suo nuovo album targato Demoghilas e intitolato "Gallows Hood" lo abbiamo recensito con piacere, e potete leggere nella recensione cosa ne pensiamo. Valeva quindi la pena cercare il suo autore ed intervistarlo. A voi, buona lettura!

1) Ciao e benvenuto Demoghilas. Parlaci un po' di come è partito il tuo progetto. 
Ciao e grazie! Ho iniziato a scrivere testi riguardo alcune esperienze e a unirli a melodie che avevo in mente da diversi anni, l'idea era di fare semplice Rock/Metal, non pensavo ancora a come si sarebbe sviluppato. È stato con questo secondo album che ho deciso di alzare il tiro facendo l'occhiolino a elementi di soundtrack di film e videogiochi, opere che ho sempre amato. Il nome del progetto... deriva da un personaggio tipo “Mr. Hyde” di un mio vecchio racconto, ci pensavo costantemente, ormai oggi ogni band si chiama in qualunque modo... doveva essere mio e solo mio, e così il progetto è stato chiamato Demoghilas! 

2) Quali band ti hanno ispirato e ancora ti ispirano? 
Primo posto i Rammstein! Li seguo da dieci anni, sono stati un'importante influenza. Non posso non citare i Black Sabbath, vorrei dire che gran parte delle mie idee chitarristiche sono da attribuire proprio a Tony Iommi, che per me è un maestro. Amon Amarth e Arch Enemy hanno segnato, nei miei giorni universitari, un percorso comunque importante. In realtà il nucleo centrare risiede in quei soundtrack di videogiochi e film che fanno parte di me: “MediEvil”, “Final Fantasy 9”, “Majora's Mask” tra i miei videogiochi preferiti. Così come anche artisti del Rock Progressivo del calibro Goblin e Fabio Frizzi dei film Fulci/Argentiani. Anche le musiche di “Harry Potter” ad esempio! Per me la musica più bella del mondo... insieme ai soundtrack in 8bit dei primissimi giochi!

3) Di cosa parlano le liriche delle tue canzoni e in particolare quelle del tuo ultimo album? 
Sono una persona comunque molto iraconda e troppo suscettibile, per me i testi e le musiche anche più forti rispetto ad altre mie tracce sono una valvola di sfogo. Misantropia, arrivo dell'apocalisse, voglia di esser lasciati in pace. Nel secondo album, ogni traccia riguarda uno specifico incubo da me avuto, che ho cercato di descrivere in musica. E di unirlo a uno dei temi nichilisti prima citati. “Gallows Hood” è in realtà il soundtrack di una storia che sto scrivendo, una specie di graphic novel che conto di far uscire ad Aprile. Lì sarò anche pronto, a mio rischio, a rivelare l'esperienza negativa che ha comunque portato energia positiva per la realizzazione di questa storia, anche musicale.


4) Vogliamo descrivere il processo compositivo del tuo nuovo album? Quanto ci è voluto in tutto tra composizione e registrazione? 
La prima traccia a vedere la luce è stata “Cruel Jaws”, registrata direttamente al Sound Awake Studio di Roma insieme al mio fonico, Pierpaolo Lucchesi dei Traum Jesters e dei MayfairFM, che per me è più che un fratello. Il resto, erano sempre i soliti riffing o melodie che avevo in testa ma che non avevo mai scritto prima... c'è voluto un po' più di un anno, ogni volta che avevo in mente qualcosa incidevo, nel mio homestudio, inviavo a Pierpaolo, scrivevo... è stata tosta per entrambi, forse più per Pierpaolo, perché quando l'album era già finito ho avuto un altro incubo e lì ho dovuto per forza includere “Apocademy”, composta a poche settimane dall'uscita dell'album. È stata una corsa infernale ma sento che ne è valsa la pena, mi ha quasi ricordato quando all'università davo esami su esami studiando in pochissimo tempo e anche di notte e alla fine la fatica veniva ricompensata! 

5) C'è un messaggio particolare dietro ai testi del tuo nuovo album? 
Ripeto, per la storia vera e propria non è ancora il momento che venga rivelata, ma ha a che fare con un'esperienza che non doveva succedere. In parole povere, questa esperienza mi ha portato via molto di quello che avevo, mi ha reso ancor più rabbioso, mi sono ritrovato ad esiliare dalla mia vita alcuni ormai ex amici perché i semplici litigi erano per me diventati sinonimo di stress. Ecco perché questi incubi. Il messaggio è che non importa che il passato ritorni o che si fugga dai problemi, nessuno deve minare alla tua serenità e tu, in un modo o nell'altro, anche da ostacolo per te stesso, a volte devi per forza chiudere i conti con qualcosa per tornare a stare bene. Con qualunque mezzo necessario.

6) Ci siano stati cambiamenti sostanziali nel tuo sound rispetto al passato? 
Oh si, riguardo il precedente album era un lavoro da totale homerecording: due chitarre, un basso, una batteria campionata, nove tracce da poco meno di 4-5 minuti l'una, per lo più. Con questo lavoro ho voluto azzardare e sfruttare delle risorse che ho ottenuto durante la composizione: la batteria l'ho suonata personalmente, seppur elettronica, ho usato una chitarra con corde da mega-baritona per ottenere una specie di basso distorto. Il basso ahimé, avendo venduto il precedente, ho dovuto campionarlo, ma è stato un ottimo esperimento. Anche a livello di testi e soprattutto di composizione ho voluto esplorare altre zone del Rock e della colonna sonora. Starà agli ascoltatori decidere se la formula è buona.

7) Fai dei live o il tuo è solo un progetto da studio? 
Questa domanda mi rattrista. Ho sempre desiderato, e lo voglio ancora come non mai, fare dei live. Ma purtroppo mi sono sempre trovato gente incompetente. Uno dei miei migliori amici, ex bassista, ora è uno dei miei peggiori nemici perché trattava il progetto con leggerezza e sufficienza, non volendosi mai impegnare e litigando quasi apposta per andarsene. Un altro bassista s'è inventato una scusa banale per tirarsene fuori. In mezzo tutta gente che prima dice di si e poi... meglio che mi stia zitto che già nei miei testi li avrò fatti a pezzi mille volte, eheheh! Quando sembrava che le cose andassero bene, il locale in cui avremmo dovuto fare il nostro primo concerto ci ha imposto di portare almeno trenta clienti paganti oppure nulla. Roba che con una band emergente di qualunque tipo non puoi permetterti di dire una cosa del genere... pessima organizzazione, mia che mi sono fidato e anche del “management” raccattato lì per non aver messo subito le carte in tavola. Ma ho ancora fame, ho sempre fame. La mia idea è di fare dei concerti molto simili a spettacoli teatrali, per la precisione solo 3 all'anno per tante ragioni: periodi di Pasqua, Halloween e Natale. Vorrei che funzionasse, io continuerò ad impegnarmi.

8) Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro più immediato? E guardando più avanti, cosa vorresti raggiungere con la tua band? 
Al momento sarei contentissimo di riuscire a fare questi concertini a tema, l'ideale sarebbe anche di spostarsi per l'Italia o al massimo per l'Europa nei prossimi dieci anni, fino all'esaurimento delle idee. Anche fare delle piccole “tournee” ad esempio a Ottobre o a Dicembre per Halloween o Natale, sarebbe una bellissima idea. Passo passo. Intanto ho già delle idee per il prossimo album, e la storia di “Gallows Hood” sarà parte di una piccola saga che ho maturato nel corso del tempo. Per me musica e scrittura creativa coesistono, è tutto una soundtrack di quello che scrivo o disegno. Un giorno, quando il sole calerà sulle mie idee creative, sarò contento di quello che sono riuscito a fare. 

9) Siamo arrivati alla fine, concludi come vuoi! Un saluto!
Chiudo dicendo grazie a Sergio per questo spazio, grazie anche a Checco per la recensione e anche per gli appunti e i consigli, e ovviamente grazie anche ai miei pochi amici ma corretti e buoni, a mio zio e alla mia Harley Quinn, l'ho detto e lo ripeto, non fosse stato per voi mi ritroverei a dedicare i miei lavoretti solo a quelli che mi hanno spinto a farli con la rabbia e, lo dico a tutti quelli che hanno subito un grosso sgarbo nella vita, non ne vale veramente la pena. Forse non sarà facile dare il perdono a chi ci ha ferito, per me è letteralmente impossibile. Ma provare pietà per costoro, che non sapranno mai cosa sono l'amicizia, l'amore e la forza di volontà e di correttezza, è la miglior medicina per un percorso come il nostro!

"Checco78"

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