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WINE GUARDIAN "Timescape" (Recensione)


Full-length, Burning Minds Group
(2021)

I Wine Guardian sono un trio tutto italiano dedito ad una riuscita commistione musicale che si può racchiudere in un termine generico come prog moderno, in cui confluiscono le più disparate influenze. Timescape è il secondo lavoro e giunge a quattro anni dall’esordio “Onirica”. La caratteristica principale della band è far convivere all’interno della propria musica anime diverse e farlo sembrare la cosa più naturale del mondo, senza avere mai l’impressione di una forzatura, passando da momenti metal ad altri che sfociano in atmosfere al limite del pop. 

Alla base ci troviamo di fronte una band progressiva a cui piace mischiare bene le carte per permettere alla propria musica di viaggiare e fluire liberamente. Riescono ad ottenere questo risultato miscelando in modo equilibrato le grandi qualità tecniche e le tante idee che confluiscono all’interno dei brani proposti. E questo è uno dei maggiori pregi dei Wine Guardian. Siamo di fronte ad una band che ha fatto proprio lo stile progressivo moderno, che guarda con stile e personalità alle maggiori influenze che dagli anni novanta fino ad oggi hanno creato le molteplici direzioni di un genere che può offrire tanto, se si superano le classiche ambientazioni sonore. Ad emergere è sicuramente il drumming di Davide Sgarbi con il suo ritmare sciolto e tecnico, su cui poggia solida tutta la musica della band. All’interno della musica proposta, nei diversi momenti e nei diversi passaggi creati, nei fraseggi e nelle atmosfere si possono ravvisare le maggiori influenze che partono dai Fates Warning (The Astounding Journey), quelli dei primi anni novanta, passando per certe atmosfere alla Queensryche ed approdare alla maggiore influenza, gli Opeth, che si ravvisa nelle parti più tecniche (Digital Dharma). Per finire non si può non menzionare tutto quel nuovo prog del nuovo millennio che fa capo ai Porcupine Tree (The Luminous Whale), ma più genericamente che guarda a quelle produzioni della K-Scope (1935). 

Se “Timescape” è un album da ascoltare per intero, comunque non so si può che iniziare con “Chemical Indulgence”, brano che racchiude tutte le anime della band, da quella metal e quella più pop, con un riffing notevole ed una parte centrale che si piazza in testa da subito. Questo è un album di una band che ha tanto da dire e che ha dei grandi margini di crescita, è una band che consiglio a tutti gli amanti della musica progressiva (metal e non).

John Preck
Voto: 77/100 

Tracklist:
1. Chemical Indulgence
2. Little Boy 
3. Magus 
4. Digital Dharma 
5. The Luminous Whale 
6. The Astounding Journey 
7. 1935 

DURATA TOTALE: 56:22

Line-up:
Stefano Capitani: Bass
Davide Sgarbi: Drums
Lorenzo Parigi: Vocals, Guitars

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